...Iraq
Così i franco-tedeschi potrebbero tornare in gioco e ottenere da Bush il nullaosta all’eurodifesa
Roma. Washington non ha mai nascosto di nutrire perplessità riguardo al programma di difesa dell’Ue, ma a Bruxelles il capo del Pentagono, Donald Rumsfeld, che non considera ancora concluso alcun patto sull’eurodifesa, ha scelto toni ponderati: “Le cose andranno per il verso giusto”. Parole concilianti che devono molto alla mediazione di Downing Street.
La nuova unità di pianificazione militare negoziata da Londra, Parigi e Berlino è un compromesso che – assicurano gli inglesi – legherà la difesa europea a un “atteggiamento transatlantico” e non potrà incidere in maniera traumatica sugli assetti attuali.
Il ministro della Difesa inglese Geoffrey Hoon, ieri a colloquio con Rumsfeld, ha ribadito che la Gran Bretagna osteggia la creazione di soggetti miranti a destabilizzare il ruolo dell’Alleanza.
Del resto, Parigi e Berlino, convinte da Londra, hanno accettato di diluire la proposta originaria che allontanava dall’ombrello Nato l’embrione di eurodifesa: la “cellula” con sede a Mons opererà grazie al coordinamento delle strutture Nato, nessun quartier generale separato, né strutture indipendenti per ora.
I buoni consigli inglesi tranquillizzano sia Washington sia la Nato che, attraverso il segretario generale Lord Robertson, invoca un approccio “multilaterale”.
Mentre alla Casa Bianca non sfugge che un placet al piano anglo-franco-tedesco possa aprire la via a un più collaborativo atteggiamento europeo in Iraq.
“Nessun membro dell’Alleanza esclude in linea di principio un ruolo della Nato in Iraq”, ha sottolineato Robertson, rilevando anche che anzi, in Iraq, la Nato “ha già attraversato il Rubicone” garantendo assistenza logistica al contingente polacco.
L’ipotesi di un coinvolgimento vero, peraltro di non facile attuazione come ha ricordato ieri il generale italiano Carlo Cabigiosu, non dispiace a Washington.
Il modello Nato, già applicato nei Balcani e in Afghanistan dove l’alleanza nordatlantica ha per la prima volta superato i confini tracciati nel trattato, sta dando buoni risultati, così come la cooperazione e l’avvicendamento tra comando Nato e forze europee nei Balcani (in Macedonia).
L’opzione Alleanza atlantica in Iraq, inoltre, riesce a mettere d’accordo anche le varie anime della politica estera americana, quella del Dipartimento di Stato, naturalmente più “multilaterale”, e quella del Pentagono, che se di Onu non vuole troppo parlare, ha tutt’altro atteggiamento nei confronti della Nato.
La parola agli europei.
saluti




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