Controriforma Gasparri: i Girotondi non si rassegnano e tornano in strada
di red
Il giorno dopo l'approvazione del disegno di legge Gasparri sulla riforma radiotelevisiva, girotondi, sindacati e associazioni si ritrovano in piazza, per continuare a protestare contro una legge che definiscono «illiberale ed incostituzionale». Così sono scesi in piazza per lanciare «un messaggio chiaro: non abbiamo intenzione di rassegnarci ad una legge sbagliata». Se Roma è stata l’epicentro della protesta, anche le altre città hanno fatto sentire la loro voce.
Fischi e slogan hanno accolto il Ministro Gasparri al suo arrivo in Piazza del Nettuno a Bologna, per l'inaugurazione di una mostra su Guglielmo Marconi in programma a Palazzo Re Enzo. Alcune decine di “disobbedienti” schierati da una parte dell'edificio hanno gridato: «Comunicazione bene pubblico» e «Vergogna, vergogna», lanciando anche qualche petardo; i “girotondini” schierati sull'altro lato dell'edificio, hanno invece disteso alcuni striscioni contenenti vignette dell'umorista Zap e slogan come «Legge Gasparri, se la leggi non la sottoscrivi» e «Marconi si rivolta nell'etere». Il Ministro, protetto dalla scorta, ha fatto il suo ingresso nell'edificio da un terzo accesso, senza battere ciglio.
«Nessuno vuole tirare - spiegano i manifestanti - per la giacchetta il presidente Ciampi ma la legge è anticostituzionale e siamo convinti che il Capo dello Stato sarà conseguente al messaggio inviato alle Camere». Da ieri sera, hanno spiegato i promotori della manifestazione, sono già 8000 le e-mail giunte attraverso il sito dei Girotondi al presidente della Repubblica per invitarlo a non promulgare la legge ed a rinviarla alle Camere.
A Milano i manifestanti si sono ritrovati davanti alla sede della Rai, sventolando le bandiere di tutti i partiti del centrosinistra e dei sindacati, hanno deciso di continuare il presidio ad oltranza organizzando una sorta di catena che darà il cambio ai manifestanti. A colorare la protesta c’era il cantastorie Trincale che intonava gli inni della resistenza. Alla manifestazione di protesta era presente anche il leader dei No Global, Vittorio Agnoletto: «Siamo qui - ha detto - per difendere la democrazia che si basa sull'autonomia dei poteri. Questa autonomia oggi è messa a rischio. Stiamo andando verso il regime. Questa è l'ultima mossa dopo le epurazioni che ci sono state in Rai. Noi chiediamo al Presidente Ciampi, che è garante della Costituzione, di non firmare questa legge». È presente anche il cantautore Roberto Vecchioni e una delle leader dei Girotondi, Daria Colombo. «I cittadini - ha detto Colombo - si sono mobilitati contro questa legge. Personalmente non voglio che Berlusconi non parli, voglio però che possano parlare anche gli altri. Questa legge va nel senso opposto».
Nel capoluogo fiorentino i girotondi si sono dati appuntamento all’ingresso della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella. «Abbiamo scelto la stazione come luogo simbolico, visto che, come una stazione tv e una stazione radio, è luogo di incontro e mezzo di comunicazione», hanno spiegato i manifestanti che si sono mobilitati con lo slogan "Muoviamoci! Prendiamo l' ultimo treno per la libertà d'informazione".
I girotondini si sono sistemati in semicerchio sotto la pensilina esterna della stazione per spiegare a pendolari e viaggiatori le loro ragioni. Hanno anche esposto uno striscione rosso con la scritta “Per la costituzione” e distribuito volantini. All' iniziativa di Firenze hanno aderito vari movimenti ed associazioni tra cui Donne di Firenze, Arci, Pdci, Italia dei Valori, i “professori”del Laboratorio per la democrazia, Margherita, Sinistra giovanile, Verdi, Aprile.




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