



Assemblea costituente per coinvolgere le forze liberaldemocratiche
di Saverio Collura
L'articolo di fondo della "Voce Repubblicana" del 21 aprile evidenzia per un verso il senso intrinseco della recente assise nazionale (45° Congresso Nazionale n.d.r.) che si riassume nella ricostruita unità del PRI e nel suo rilancio su basi di discontinuità e di superamento dell'attuale bipolarismo; e, per l'altro verso, dà inizio al percorso operativo e politico che il Congresso stesso ha indicato e definito con la relazione del segretario, con l'ampio dibattito e con la mozione conclusiva.
Dobbiamo ora dare consistenza e contenuti agli obiettivi strategici fissati dal Congresso e lo dobbiamo fare con chiarezza e con urgenza, per poter essere in grado di proporre alle elezioni europee del 2009 un progetto politico, organizzativo ed operativo rinnovato, credibile ed aperto.
Dobbiamo dar vita ad un Partito nuovo che, in continuità ideale e culturale con il movimento repubblicano, e forte di tale ispirazione, sappia aprirsi al dialogo ed al confronto con le correnti del pensiero liberaldemocratico, riformatore ed europeista federalista.
Dobbiamo, alla fine di un percorso che appare di sicuro complesso, ma anche certamente credibile e convincente, dare vita, in sostanza, ad un soggetto politico che sappia offrire rappresentanza istituzionale alla componente sociale più moderna ed avanzata della società civile nazionale, e nello stesso tempo prospettare un progetto di rinnovamento e di crescita del Paese.
E' evidentemente questo lo spazio peculiare di un partito di chiara ispirazione democratica e liberale, fortemente ancorato alla rappresentanza ELDR europea, ed alle componenti riformiste dell'Europa occidentale.
Il quesito è come immaginare l'iter operativo e come delineare in modo chiaro i contenuti programmatici del progetto stesso. Non può che essere questo il compito prioritario del nuovo Consiglio nazionale, della Direzione e del Segretario.
Sulla realizzazione di questo obiettivo si misurerà la efficacia della classe dirigente scaturita dal Congresso nazionale.
Come prima cosa bisognerà riflettere sui fallimenti riscontrati ogni qualvolta, spinti da necessità estemporanee, si è dato vita cartelli elettorali non sostenuti da una precisa visione e volontà politica, inducendo così un totale disorientamento nell'elettorato al quale si pensava di riferirsi, che conseguentemente puniva questi "escamotage".
In questo senso la recente formazione della componente parlamentare nell'ambito del gruppo misto della Camera dei deputati è certamente un tassello importante, ma da solo non sufficientemente significativo e tale da incidere su un'opinione pubblica non particolarmente attenta alla vita parlamentare stessa.
Bisogna, quindi, pensare ad una iniziativa più forte, di più ampio respiro e che abbia i connotati della novità, in grado di superare schematismi operativi ed organizzativi obsoleti e sclerotizzati, sostenuti in questo impegno da una "rete" culturale ed ideale, che ancora oggi conserva intatta la sua validità ed attualità.
E' necessario dar vita ad una assemblea costituente che coinvolga tutti i movimenti politici di ispirazione riformista e liberal democratica, senza filtri di sovrastrutture, autoreferenziali, ma con l'immediato coinvolgimento di quanti aspirano a costruire un Paese democratico, federalista ed europeo. Con un sistema economico e produttivo aperto, senza incrostazioni stataliste o dirigiste, in cui tutti gli attori possano operare e confrontarsi dentro un quadro giuridico e legislativo chiaro e affidato alla vigilanza esclusiva delle Authority indipendenti e specifiche per i singoli settori. Un paese in cui vengano garantiti a tutti i cittadini uguali condizioni di partenza attraverso un sistema di istruzione pubblica moderna, efficiente; che sia in grado di sostenere le esigenze di sviluppo economico, sociale e democratico della nazione.
Che disponga di una moderna rete di assistenza e di sostegno ai più deboli, con un'ampia pluralità dell'offerta, non basata sulla proprietà pubblica, ma con il controllo di apposita Authority per la verifica della economicità e della qualità dei servizi e delle prestazioni erogate. Con una pubblica amministrazione riformata, rispetto all'attuale condizione di inefficienza, al servizio reale della società e che possa essere valutata, rispetto a tale obiettivo, secondo le modalità, le regole e le technicality del controllo di gestione del sistema produttivo aziendale privato.
E' necessaria, per rispondere a questa sfida straordinaria, una forza politica veramente laica, liberale e riformista, solida nella sua ispirazione ideale e culturale, ma continuamente in grado di aggiornare metodi, strumenti ed obiettivi della propria azione politica e di governo.
E' la sfida per il PRI.
Roma, 4 maggio 2007
tratto da http:Decanter WEB
Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi


Ehi Brunik,a me fa piacere che tu ti sia messo a postare i comunicati del PRI,occhio alla data però...


Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi




Io so solo che da quando è caduto Prodi del PRI non si sa piu' niente.
Con Prodi il PRI contava qualcosa perchè c'aveva un senatore, che pero' è stato tanto scemo da votargli la sfiducia insime a Mastella.
Poi alle elezioni di due mesi dopo il senatore ha perso il suo posto e i repubblicani non sapevano neanche cosa votare perchè non c'avevano manco uno straccio di edera sulla scheda, e poi danno dei Tafazzi a quelli di sinistra.
E cosi' fine del PRI, partito di genii della politica.
Amen
Ultima modifica di brunik; 16-02-10 alle 20:47
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