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Discussione: Vfs

  1. #1
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    Predefinito Vfs

    LA DIFESA Dopo il processo, ieri, il fondatore del Veneto Fronte Skinheads
    racconta la storia dell' associazione e parla del contesto sociale vicentino,
    dove il tasso di immigrazione è molto alto
    «In caso di crisi, Vicenza rischia lo scontro etnico»
    (B.B.) Naziskin o Skinhead? Qual'è la vera identità degli associati al Veneto
    Fronte Skinheads? E perché i capelli così corti o, meglio, il non capello? E che
    fanno a Vicenza? E nel Vicentino, come si organizzano? Quali sono gli scopi
    culturali? E dove sta la sede de "L'Inferocito", loro "organo di stampa", ieri
    andato a ruba in tribunale? Domande da rivolgere al fondatore del Veneto Fronte,
    Piero Puschiavo , 38 anni, residente a Sarego, padre di due figli che
    frequentano le elementari, fondatore negli anni '80 di quel Veneto Fronte,
    divenuto, nel '91, ufficialmente, "associazione" con statuto.
    Naziskin, dunque.
    «Niente affatto. Questo è un termine inventato dalla stampa, in cui non ci
    identifichiamo».
    Certo, ma, secondo la Giustizia, il Veneto Fronte mirerebbe alla purezza
    razziale e deprecherebbe l'immigrazione: 23 rinvii a giudizio sono lì a
    testimoniarlo...
    «Perché crediamo nell'autodeterminazione di un popolo. Nella salvaguardia della
    propria cultura e tradizione per esser padroni del proprio futuro».
    Che dire allora di una città come Vicenza e della sua provincia, ove il tasso di
    immigrazione è alto, dove molti giungono a cercar lavoro?
    «Nel Vicentino l'immigrazione è forte. C'è anche una industrializzazione
    selvaggia che, oltre a deturpare l'ambiente, favorisce quella spinta migratoria,
    che mira a soppiantare le radici territoriali dei popoli ospiti. Finché Vicenza
    resterà potente dal punto di vista industriale, la situazione sarà
    controllabile. Ma, se ci fosse una crisi, potrebbero nascere problemi. Potrebbe
    esserci uno scontro etnico. E potrebbe per esempio accadere nella zona di
    Chiampo ad alto tasso di immigrazio ne».
    E la criminalità?
    «E legata all'immigrazione incontrollata, prostituzione e spaccio sono
    aumentati. Al San Pio X la concentrazione di extracomunitari è notevole».
    La vostra battaglia a parole, tra la gente...
    «Sì, organizziamo volantinaggi, concerti, la settimana scorsa abbiamo portato a
    Vicenza un convegno, e c'è la nostra rivista, "L'Inferocito"».
    Il periodico non avrebbe una redazione.
    «A Lonigo c'è il recapito postale, dove il giornale può essere richiesto, dove
    si possono mandare lettere».
    E la vostra sede?
    «Una sede vera e propria non c'è mai stata. Anche se, da quando nel '91 abbiamo
    uno statuto, si è dovuta prevedere ad una sede fiscale. Ma preferiamo lavorare
    fuori, nelle piazze, tra la gente».
    Luoghi vostri, simboli...
    «Piazza San Lorenzo a Vicenza è la nostra base per incontrarsi».
    Inutile chiedere quanti sono iscritti.
    «Per ragioni di sicurezza non diamo dati. Siamo comunque in tutto il Triveneto e
    nel Vicentino. A Vicenza, Lonigo, Valdagno, Thiene, Schio, Gambellara».
    Lei abita a Sarego, problemi?
    «La gente mi conosce, sanno che non mi sono mai scostato dalle mie idee, tra la
    gente parecchi nutrono per me simpatia».
    E che dire del taglio rasato?
    «È un simbolo legato alla nostra storia. Nascemmo negli anni Sessanta, quando
    quasi tutti portavano il capello lungo. Rasarsi è stato un modo per
    contrapporsi».

    ( www.ilgazzettino.it 4 dicembre )

  2. #2
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    Predefinito

    Interessante l'ultimo numero dell'Inferocito,completamente dedicato alla famigerata Legge Mancino

  3. #3
    email non funzionante
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    Thumbs up Re: Vfs

    In origine postato da daca.
    LA DIFESA Dopo il processo, ieri, il fondatore del Veneto Fronte Skinheads
    racconta la storia dell' associazione e parla del contesto sociale vicentino,
    dove il tasso di immigrazione è molto alto
    «In caso di crisi, Vicenza rischia lo scontro etnico»
    (B.B.) Naziskin o Skinhead? Qual'è la vera identità degli associati al Veneto
    Fronte Skinheads? E perché i capelli così corti o, meglio, il non capello? E che
    fanno a Vicenza? E nel Vicentino, come si organizzano? Quali sono gli scopi
    culturali? E dove sta la sede de "L'Inferocito", loro "organo di stampa", ieri
    andato a ruba in tribunale? Domande da rivolgere al fondatore del Veneto Fronte,
    Piero Puschiavo , 38 anni, residente a Sarego, padre di due figli che
    frequentano le elementari, fondatore negli anni '80 di quel Veneto Fronte,
    divenuto, nel '91, ufficialmente, "associazione" con statuto.
    Naziskin, dunque.
    «Niente affatto. Questo è un termine inventato dalla stampa, in cui non ci
    identifichiamo».
    Certo, ma, secondo la Giustizia, il Veneto Fronte mirerebbe alla purezza
    razziale e deprecherebbe l'immigrazione: 23 rinvii a giudizio sono lì a
    testimoniarlo...
    «Perché crediamo nell'autodeterminazione di un popolo. Nella salvaguardia della
    propria cultura e tradizione per esser padroni del proprio futuro».
    Che dire allora di una città come Vicenza e della sua provincia, ove il tasso di
    immigrazione è alto, dove molti giungono a cercar lavoro?
    «Nel Vicentino l'immigrazione è forte. C'è anche una industrializzazione
    selvaggia che, oltre a deturpare l'ambiente, favorisce quella spinta migratoria,
    che mira a soppiantare le radici territoriali dei popoli ospiti. Finché Vicenza
    resterà potente dal punto di vista industriale, la situazione sarà
    controllabile. Ma, se ci fosse una crisi, potrebbero nascere problemi. Potrebbe
    esserci uno scontro etnico. E potrebbe per esempio accadere nella zona di
    Chiampo ad alto tasso di immigrazio ne».
    E la criminalità?
    «E legata all'immigrazione incontrollata, prostituzione e spaccio sono
    aumentati. Al San Pio X la concentrazione di extracomunitari è notevole».
    La vostra battaglia a parole, tra la gente...
    «Sì, organizziamo volantinaggi, concerti, la settimana scorsa abbiamo portato a
    Vicenza un convegno, e c'è la nostra rivista, "L'Inferocito"».
    Il periodico non avrebbe una redazione.
    «A Lonigo c'è il recapito postale, dove il giornale può essere richiesto, dove
    si possono mandare lettere».
    E la vostra sede?
    «Una sede vera e propria non c'è mai stata. Anche se, da quando nel '91 abbiamo
    uno statuto, si è dovuta prevedere ad una sede fiscale. Ma preferiamo lavorare
    fuori, nelle piazze, tra la gente».
    Luoghi vostri, simboli...
    «Piazza San Lorenzo a Vicenza è la nostra base per incontrarsi».
    Inutile chiedere quanti sono iscritti.
    «Per ragioni di sicurezza non diamo dati. Siamo comunque in tutto il Triveneto e
    nel Vicentino. A Vicenza, Lonigo, Valdagno, Thiene, Schio, Gambellara».
    Lei abita a Sarego, problemi?
    «La gente mi conosce, sanno che non mi sono mai scostato dalle mie idee, tra la
    gente parecchi nutrono per me simpatia».
    E che dire del taglio rasato?
    «È un simbolo legato alla nostra storia. Nascemmo negli anni Sessanta, quando
    quasi tutti portavano il capello lungo. Rasarsi è stato un modo per
    contrapporsi».

    ( www.ilgazzettino.it 4 dicembre )
    bravi ragazzi!

  4. #4
    legio_taurinensis
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    Per la cronaca, il movimento SKINHEAD nacque nel 1969 da una costola del movimento MOD. I primi skin erano APOLITICI, ascoltavano musica NERA, cioè reggae, ska e jazz. Mettevano polo della Fred Perry (israeliano) jeans attilatissimi, bretelle e portavano i capelli molto corti, per evitare di essere presi negli scontri con la polizia. Erano tutti appartenenti alla classe operaia inglese, e il loro stile di vita si basava sull'amore per la musica, l'amore per la loro patria, e l'odio per ogni forma di politica organizzata e di razzismo ( ballavano sempre con gli immigrati giamaicani, che fondarono i loro club musicali della loro musica). Erano cultori della birra e dello scooter.

    DOPO alla fine degli anni '70 con la nascita del British National Movement, organizzazione neofascista...alcuni skinhead passarono a quel partito, e fondarono quello che oggi definiremmo movimento NAZISKIN. L'infiltrazione dei movimenti razzisti e nazionalisti e la crescita dell'immigrazione in GB fece presa sui primi skin apolitici, tanto da avviocinarli all'ideologia neonazista. In contrapposizione nacquero i REDSKIN, ovvero ex skin apolitici, che di contro per mantenere intatte le radici antirazziste del movimento originale, si avvicinarono al Worker Social Party, ovvero il partito trozkista inglese.


    QUESTA è LA STORIA DEL MOVIMENTO SKINHEAD PER CHI PENSA CHE SIA NATO GIà SU POSIZIONI FASCISTE. POTETE ANCHE TROVARE LIBRI IN MERITO A CIò.

  5. #5
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    In ogni caso è vero che dei fascisti (o anche dei nazisti) non dovrebbero rifarsi a una formula degli odiati inglesi e darsi un nome straniero. Non ci si dovrebbe mescolare con certe mode da suburbi metropolitani che di identitario e nazionale non hanno nulla.
    Ciò però non toglie nulla ai meriti e al coraggio di ragazzi che, al di là di questo appunto che va loro giustamente mosso, difendono cause sacrosante.

  6. #6
    legio_taurinensis
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    infatti le culture underground giovanili non si devono fondere con la merda che è la politica.

  7. #7
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    In origine postato da Emiliano
    Per la cronaca, il movimento SKINHEAD nacque nel 1969 da una costola del movimento MOD. I primi skin erano APOLITICI, ascoltavano musica NERA, cioè reggae, ska e jazz. Mettevano polo della Fred Perry (israeliano) jeans attilatissimi, bretelle e portavano i capelli molto corti, per evitare di essere presi negli scontri con la polizia. Erano tutti appartenenti alla classe operaia inglese, e il loro stile di vita si basava sull'amore per la musica, l'amore per la loro patria, e l'odio per ogni forma di politica organizzata e di razzismo ( ballavano sempre con gli immigrati giamaicani, che fondarono i loro club musicali della loro musica). Erano cultori della birra e dello scooter.

    DOPO alla fine degli anni '70 con la nascita del British National Movement, organizzazione neofascista...alcuni skinhead passarono a quel partito, e fondarono quello che oggi definiremmo movimento NAZISKIN. L'infiltrazione dei movimenti razzisti e nazionalisti e la crescita dell'immigrazione in GB fece presa sui primi skin apolitici, tanto da avviocinarli all'ideologia neonazista. In contrapposizione nacquero i REDSKIN, ovvero ex skin apolitici, che di contro per mantenere intatte le radici antirazziste del movimento originale, si avvicinarono al Worker Social Party, ovvero il partito trozkista inglese.


    QUESTA è LA STORIA DEL MOVIMENTO SKINHEAD PER CHI PENSA CHE SIA NATO GIà SU POSIZIONI FASCISTE. POTETE ANCHE TROVARE LIBRI IN MERITO A CIò.
    Ottimo Emiliano, il fenomeno Skinheads rappresenta nelle sue forme uno spaccato di vita metropolitana, che non dovrebbe avere nulla a che fare con la politica.

  8. #8
    legio_taurinensis
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    infatti.

  9. #9
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    >infatti le culture underground giovanili non si devono fondere con la merda che è la politica.<

    Io direi che bisognerebbe ripulire la società dal teppismo giovanile, dalla gioventù degradata, americanizzata, corrotta, asservita alle mode, al consumismo, lobotomizzata dai modelli dominanti, semidelinquenziale e abbrutita che infesta questi verminai che sono le metropoli moderne.

  10. #10
    legio_taurinensis
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    ma che cazzo dici???

    minchi se levi l'underground dalle strade diventiamo tutti delle fighette borghesi.

    Va bp che voi con la borghesia ci andate daccordo no? senza di lei il ventennio era ancora uno spermatozoo della storia.

    O no?

 

 
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