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Discussione: La guerra è persa?

  1. #11
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    ottimista come sempre caro Gundam...
    La tua percezione comunque coincide con la mia, solo che io insisto nella possibilità aperta verso soluzioni impreviste e dinamiche, anzichè prevedibili e graduali (i.e. una decadenza progressiva verso la distruzione totale). La storia è fatta di balzi e dislocazioni repentine, che cambiano completamente la situazione. Del resto la putrefazione attuale è, in termini temporali, recentissima. Ancora nel 1970, solo trent'anni fa, non era prevedibile uno sfacelo di queste proporzioni. E andando ancora indietro nel tempo, nel 1910, solo cent'anni fa, l'Europa era signora e padrona dell'intero pianeta....

    Comunque vivendo io all'estero non riesco a cogliere alcuni aspetti del disastro etnico italiano:

    1 - la passività (rassegnazione? codardia?) della gente. A parte pochi, la maggioranza sembra indifferente, passiva e timorosa persino di protestare per l'invasione... Perchè i nativi non reagiscono?!

    2 - la pervasività dell'infiltrazione allogena. Cosa ci fanno gli allogeni in centri abitati piccoli o medi, dove a prima vista non esistono fonti di lavoro o risorse per mantenerli? dove vivono, chi da loro lavoro, casa, servizi? passi per i grandi centri industriali / commerciali, come Milano, Torino o Genova, ma uno si chiede cosa ci fanno gli allogeni a Gallarate, a Carmagnola, o anche a Parma...
    Ho appreso con stupore come c'è una moschea con tanto di "imam" a Carmagnola, piccolo paese vicino a Torino che conosco bene. Ma come è possibile???!!!

    3 - l'altro aspetto che mi è difficile comprendere è la velocità dell'invasione. Forse non ve ne rendete conto, ma si tratta di cifre sbalorditive, milioni in pochi anni. Come fa un paese non ricchissimo e relativamente piccolo come l'Italia ad ospitare, dar case, lavoro e servizi a questa massa di estranei???!!!

    poniamocele queste domande, perchè la situazione è davvero sorprendente, nonostante l'apparente gradualità, lo stillicidio quotidiano, il degrado diluito nel tempo, diano una parvenza di "normalità" alla tragedia...

    saluti

  2. #12
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    Originally posted by Felix
    2 - la pervasività dell'infiltrazione allogena. Cosa ci fanno gli allogeni in centri abitati piccoli o medi, dove a prima vista non esistono fonti di lavoro o risorse per mantenerli? dove vivono, chi da loro lavoro, casa, servizi? passi per i grandi centri industriali / commerciali, come Milano, Torino o Genova, ma uno si chiede cosa ci fanno gli allogeni a Gallarate, a Carmagnola, o anche a Parma...
    Ho appreso con stupore come c'è una moschea con tanto di "imam" a Carmagnola, piccolo paese vicino a Torino che conosco bene. Ma come è possibile???!!!

    Felix, io posso risponderti per quel che riguarda Firenze. Il centro è sempre più abitato da stranieri, e se non ci sono loro, si tratta di studenti. Il problema è che si tratta di casi vecchie, anche di centinaia di anni, con scale strette e ripide, e senza quelle comodità a cui siamo abituati oggi: ascensore per i piani alti, bagni spaziosi, l'esigenza di una stanza in più, ecc. Così i "nativi" trovano molto più comodo trovare casa fuori (magari nelle bellezze della campagna toscana) ed affittare "a nero" appartamenti del centro a stranieri o studenti. Ora, è chiaro che l'immigrazione è forte, ma non dobbiamo dimenticarci che vi sono molti italiani ben lieti di afittare un buco a prezzi esorbitanti. Tanto i clienti non mancano...
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  3. #13
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    Originally posted by marcejap
    Felix, io posso risponderti per quel che riguarda Firenze. Il centro è sempre più abitato da stranieri, e se non ci sono loro, si tratta di studenti. Il problema è che si tratta di casi vecchie, anche di centinaia di anni, con scale strette e ripide, e senza quelle comodità a cui siamo abituati oggi: ascensore per i piani alti, bagni spaziosi, l'esigenza di una stanza in più, ecc. Così i "nativi" trovano molto più comodo trovare casa fuori (magari nelle bellezze della campagna toscana) ed affittare "a nero" appartamenti del centro a stranieri o studenti. Ora, è chiaro che l'immigrazione è forte, ma non dobbiamo dimenticarci che vi sono molti italiani ben lieti di afittare un buco a prezzi esorbitanti. Tanto i clienti non mancano...
    ti ringrazio caro Marce per la spiegazione. In effetti uno dei problemi causanti il dramma che viviamo è l'assoluta mancanza di scrupoli di certa gente, che bada solo a "far quattrini" senza preoccuparsi delle conseguenze. Sembra "logico" affittare ad allogeni un buco fatiscente, ma io non accetto questa logica. Perchè è sfruttamento nei confronti dell'inquilino, costretto in condizioni degradanti a prezzi esagerati, e perchè vuol dire favorire un fenomeno che, a medio - non dico neanche lungo- termine, va a colpire il senso di appartenenza etnica della nostra popolazione. Che è, a mio parere, una componente essenziale del "benessere" fisico e psicologico. Vedere il proprio Paese invaso in pochi anni da una moltitudine di etnie estranee, causa una sensazione di disagio, di tristezza, di malinconia, di nausea. Lo dico perchè la esperimento personalmente ogni qualvolta mi capita di tornare in Italia. Non esagero, lo sento davvero, e talvolta mi vengono le lacrime agli occhi a vedere tanta desolazione. Ed allora mi dico: meglio stare lontano da qui, meglio il posto completamente estraneo dove mi è toccato vivere, dove il Destino ha indicato la mia nuova casa. Almeno là sono straniero, e non sono costretto a vedere come giorno per giorno, si sgretola e si degrada la mia terra, la mia gente, i paesaggi e le memorie a me cari...

    Marce, è sempre un piacere dialogare con te,

    ciao

  4. #14
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    Originally posted by Felix
    Marce, è sempre un piacere dialogare con te,

    Ti ringrazio, e ti assicuro che la cosa è reciproca, a parte qualche piccola punzecchiatura di tanto in tanto...
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  5. #15
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    Predefinito Felix.

    Felix
    Anche se da un pulpito pessimista (Ah ah….) provo a dirti come la penso:
    a) La passività che impera è un misto di varie situazioni che iniziano dai sensi di colpa inculcati da tempo e che ancora continuano sfruttando il bombardamento mediatico. Poi molti hanno raggiunto proprio dagli anni 70 un benessere insperato, un tenore di vita molto alto in considerazione del punto di partenza e così hanno il timore folle di non poter avere più tutti i “ninnoli” che li fanno sentire vivi.
    b) inutile negare che esiste anche un ampio margine di codardia: oggi più di ieri il dolore fa paura e tutti i messaggi più o meno subliminali vanno in questa direzione: il benessere come nuovo totem ed il rifiuto di tutto ciò che rappresenta il dolore. Meglio una sana e beata ignoranza.
    c) esiste un problema culturale: la cultura dominante è la negazione dell’Uomo nella sua globalità a favore di stereotipi preconfezionati. Molte tematiche vengono ritenute inutili e prive di senso.
    d) molti sono dei giannizzeri, cercano di sfruttare la situazione pensando di poter salire su una improbabile zattera e salvarsi il fondoschiena. Sono i cainisti, cattocomunisti che cercano una resa disonorevole ma di salvare il solito fondoschiena.
    e) l’invasione delle piccole città ma anche pesantemente dei piccoli paesi: gli extra cercano di occupare spazi, si adattano in attesa del loro momento, mirano a sostituirci quando il numero farà la differenza ma intanto sono qui e conoscono benissimo tutte le nostre carenze
    f) non ci rendiamo conto della velocità della invasione? Solamente gli idioti e i venduti possono non accorgersene ma questo non è influente: credimi Felix in molti se ne accorgono ma non sanno cosa fare; aspettano e sperano che qualche politico o qualche movimento risolva per loro la situazione e poi magari si scandalizzano ( moltissimi quando parlano di questi problemi premettono: GUARDA CHE IO NON SONO RAZZISTA)
    g) chiudo per non diventare prolisso con una considerazione: esiste un problema anche sul concetto di PATRIA ma di questo, se vorrai, potremo parlarne in seguito.
    Saluti Gundam

  6. #16
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    aggiungo un paio di considerazioni a questa interessante discussione.

    Uno: la tecnologia dei trasporti
    Due: l'opulenza diffusa

    La prima si riferisce all'estrema facilità e rapidità degli spostamenti con le tecnologie attualmente disponibili. Si fa un gran parlare di zattere, motoscafi e navi, ma gran parte degli allogeni semplicemente scende dall'aereo...
    Cento anni fa bisognava prendere una nave e farsi mesi di viaggio dall'Italia al Sud America, adesso (in senso inverso purtroppo) bastano 15-16 ore di volo.

    La seconda si riferisce all'incredibile abbondanza che esiste oggi, della quale gli italiani non sono forse ben coscienti. È una ricchezza tale che basta trovarsi vicino ad essa e "grattare" un po' per vivere alla grande, in comparazione a paesi poveri o poverissimi. Per quello gli allogeni arrivano e "si piazzano" in modo da captare il flusso della ricchezza. Hanno capito benissimo che basta la presenza fisica per aver garantiti casa, vestiti, servizi medici e lavoro. La combinazione opulenza + buonismo significa abbondanza per tutti... finchè dura.
    Gli allogeni non arrivano "per lavorare", arrivano per farsi mantenere, come un tempo i provinciali accorrevano alla corte di principi e re...

    Ecco perché si trovano allogeni nei posti più improbabili, dove a guardarsi in giro non ci sarebbe giustificazione economica alcuna. Sono lì che "grattano "la loro quota di ricchezza, confidando nel buonismo, nella stupidità e nella viltà dei nativi...

    saluti

  7. #17
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    a pensarci bene la situazione si potrebbe ribaltare solo con una crisi economica colossale, che metta nativi ed allogeni in competizione per il pane.
    Continuando con questa opulenza straordinaria, si va verso la decadenza, l'imbastardimento e la distruzione fisica del nostro popolo.
    Mi stupisce solo che anche tra i leghisti sono pochi quelli che afferrano la dura realtà, che ammettono che la salvezza per noi comporterà grandi sacrifici, che non si può avere l'uovo e la gallina, la ricchezza esagerata e l'identità etnica. Io il dilemmma l'ho già risolto da molto tempo, ed accetto senza problemi la formula: meglio poveri che (etnicamente) finiti. Lo dico sul serio, non avrei problemi a ridurre drasticamente il tenore di vita in cambio della sicurezza del nostro futuro in quanto popolo. Il "benessere" materiale non è nulla, se non accompagnato dal benessere etno-culturale, che significa sopravvivenza, autodeterminazione e prosperità per il proprio popolo.

    saluti

  8. #18
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    Predefinito Re

    Caro Felix
    Vorrei aggiungere alcuni aspetti. Tutto vero quello che dici ma, secondo me, “Il "benessere" materiale non è nulla, se non accompagnato dal benessere etno-culturale, che significa sopravvivenza, autodeterminazione e prosperità per il proprio popolo” (Felix dixit) – ebbene questa sai bene che è una affermazione eretica, oggi. Ti garantisco che senti affermazioni aberranti al riguardo perché l’IO ha preso il sopravvento sul concetto di comunità. Riusciresti tu oggi a dire quale è il TUO popolo? Riusciresti oggi ad identificare e a localizzare il fiume delle origini e ad immaginarne il percorso futuro? Probabilmente no perché l’economia ha preso il potere assoluto di ogni aspetto e si è alleata con i media servi: risultato il pensiero dominante sta cercando di sbarazzarsi di ogni ostacolo e di ogni ricordo. Prova a pensare ai bambini soprattutto delle città: per loro l’appartenenza si identifica spesso con la squadra di calcio che, sempre più, altro non è che un esercito di mercenari. A conferma cosa vedi esposte nelle case: bandiere di club di calcio, bandiere della formula 1 ecc.. vale a dire IL NULLA, pensaci bene, uomini e donne anche adulti che realizzano in una squadra il massimo della loro identificazione ( come già i romani avevano capito ) Il guaio Felix è che molti di questi individui non riescono ad immaginare un altro mondo: vivono la quotidianità con le sue problematiche impellenti ma non riescono a sviluppare il superamento del nulla. Economia e non – cultura sono gli strumenti infernali di questo secolo cadaverico. Riguardo poi alla questione della crisi economica, oggi , nutro vari dubbi nonostante alcune teorie di Labarchède sulle linee di frattura del sistema: il sistema cercherà di percorrere la strada della divisione estrema fra i componenti della comunità: Sei povero? Sappi che comunque esistono numerose possibilità per non esserlo più, dal lavoro, alla lotteria all’illegale, magari diventar ricco a spese di altri chiamando il tutto come efficienza concorrenziale
    Hai ragione anche sui trasporti e aggiungo: da tempo in questo forum ribadisco l’impatto della devastazione del territorio sul concetto di identità e torno a loro, ai romani. Quando conquistavano nuove terre la prima cosa che facevano erano le strade, la rapidità dello spostamento toglie certezza e sicurezza a chi è invaso, lo rende vulnerabile e “trasparente”, toglie le ancore alla storia ed alla tradizione e, logicamente, favorisce l’arrivo di nuovi occupanti. Per quanto dici sui leghisti non so risponderti perché non faccio vita attiva di partito ma so che, per esempio, qui in Veneto molti erano per la Lega quando parlava di ridurre le tasse. Hanno abbandonato la lega quando ha detto di fermare l’invasione allogena….
    A te le considerazioni.
    Saluti Gundam

 

 
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