...sull' aborto
Sono usciti al naturale. A Roma si dice così di chi se ne stia buono buono a cincischiare e poi, provocato, mostri d’improvviso chi davvero sia.
I Bioetici Faustiani, d’ora in poi BF, dicono via appello d’ordinanza che non bisogna fare nessuna legge, che si deve “essere liberi di scegliere se avere o non avere figli, quanti averne, quando averli e come averli”.
Il corsivo nel testo è loro. Il resto sono parole come rutti di politicamente corretto, con la “crescita civile” eccetera. Inessenziale balbettio progressista.
Anche Marcolino Pannella, il nostro adorato Pannella, è uscito al naturale. Il divorzio era per sanare amori spenti e legittimare amori fiorenti? L’aborto era un rimedio contro l’avidità dei cucchiai d’oro e il dolore delle maternità indesiderate?
Balle. L’obiettivo vero è la libertà di volere, e ora Marco, apostolo senza missione, abbraccia i BF all’insegna della lotta contro il “clerico-fascismo” invece di contraddirli con i suoi diritti civili, che erano a sanatoria, si diceva alla gente, che erano rimedi, s’ingannava la gente.
Qui non c’è più quasi niente a sanatoria, questi sono diritti positivi, fabbricare e distruggere vite a piacimento, e tutto quello che non ha il passaporto, che non rientra come scrive Liberazione nel codice civile (articolo 1, “la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita”) è spazzatura, trash, mestruo, sperma.
I liberali hanno dubbi che coltivano amorevolmente nel teatrino della loro vanità, ma sanno farseli passare all’occorrenza.
La faccenda che parla più chiaro è quella del “ripensamento”, anzi, chiediamo scusa, il diritto al ripensamento.
Cioè l’aborto preventivo e selettivo, l’aborto en plein air o in provetta, altro che la guerra di Bush, altro che le bombe intelligenti.
Intelligentissima, calibratissima questa idea che voglio un figlio, ma voglio sapere come verrà e dunque lo concepisco tecnicamente, lo fabbrico serialmente con quanti embrioni desidero, e ho diritto al rifiuto dello scarto dopo attento esame. Dice: ma se poi non è buono, c’è l’amniocentesi del feto e l’aborto.
Obiezione stonata: il problema del ripensamento è che tu forse volevi avere un figlio, partecipare a una scommessa, tenerti in bilico tra natura e tecnica, ma legge e bioetica e ideologia ora ti prospettano un figlio con la messa a punto, una selezione prima del feto e della gravidanza, il massimo del conforme e del comodo.
Dunque l’aborto non era rimedio, ecco la responsabilità che si assumono quegli irresponsabili dei BF, era anch’esso scelta, diritto.
Il confine è sottile, ma il diritto al ripensamento lo traccia alla grande. Poi si può anche discutere di Bonolis, della par condicio bioetica a Domenica In, e abbassare la voce, e sussurrare e spegnersi nelle distinzioni.
Si può. Ma che per una volta sia meglio gridare, e che per una volta il grido, cioè la riflessione sullo scandalo concettuale e pratico, valga più della norma o dell’assenza di norma?
Ci avete pensato?
Ferrara su il Foglio
nb: poi qualcuno si stupisca ed urli pieno di orrore all'assassinio delle libertà quando si riparlerà di rivedere la legge sull'aborto.




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