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Mino Gabriele
COMMENTARIO SUL "MUTUS LIBER"
Arché - Edizioni Pizeta 2003
www.edizionipizeta.it
pizeta@edizionipizeta.it
E' finalmente disponibile la ristampa di un saggio uscito per la prima volta
per i tipi dell'Arché di Milano nel 1974. Si tratta di un'opera estremamente
utile, che unisce, gazie alla sicura competenza dell'autore, il pregio della
chiarezza espositiva all'approfondimento ermeneutico ed iconologico. Il
Mutus Liber, attribuito ad un misterioso Altus, è uno dei classici
dell'alchimia più universalmente noti, ed ebbe una prima edizione a La
Rochelle, nel 1677, per i tipi di Pierre Savoret (si conosce una ristampa, con poche modifiche, risalente al 1752). E' costituito da 15 tavole
che, senza alcun commento, affidano al solo linguaggio iconografico il
messaggio alchemico della Grande Opera. Una ulteriore edizione vide la luce
nel 1702, all'interno della "Bibliotheca Chemica Curiosa" del Manget, con
alcune rilevanti modifiche rispetto all'edizione precedente. In tempi
moderni, a partire dal 1914, il Mutus liber ha conosciuto un notevole numero
di ristampe in tutto il mondo, un certo numero di studi critici, commenti e
recensioni. Il lettore italiano che desiderasse il testo a stampa, può fare
riferimento ad almeno due edizioni italiane recenti. La prima, riproduzione
dell'edizione del 1677, è inclusa nella raccolta "Il Filo di Arianna: 44
trattati di alchimia scelti e tradotti da Sabina e Rosario Piccolini",
Mimesis, Milano 2001 (il Mutus Liber occupa le pp. 247-262 del III vol).La seconda versione viene invece presentata come riproduzione di una versione manoscritta, a colori, del XVIII secolo - ma il Van Lennep precisa trattarsi di stampe colorate a mano (Van Lennep, Alchimie, Paris, Dervy Livres 1985, pag. 233) - con una introduzione ed un commento in francese di Jean Laplace: "Altus - Mutus liber: reproduction des 15 planches en couleur d'un manuscrit du XVIII siècle" (Arché, Milano 1979). Diverse altre edizioni moderne sono tuttavia reperibili sul mercato librario internazionale.
Il commentario di Mino Gabriele analizza da un punto di vista iconologico,
una per una, le 15 tavole dell'opera, evidenziando le differenze delle due principali edizioni a stampa ed approfondendo con attenzione l'ermeneutica alchemica dei disegni e dei simboli. Il testo introduce efficacemente il lettore alla comprensione del linguaggio simbolico del Mutus Liber, fornendo inoltre una ricca messe di riferimenti bibliografici di approfondimento.(M.M.)
Mino Gabriele è professore associato di Iconografia e Iconologia presso la
facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli studi di Udine. Ha
pubblicato, fra l'altro: "Il Giardino di Hermes" (Roma 1986); "Alchimia: la
tradizione in occidente secondo le fonti manoscritte e a stampa" (Milano
1986); "Le incisioni alchemico.-metallurgiche di Domenico Beccafumi"
(Firenze 1988); "Questioni di iconologia biblica" (in "La bibbia a stampa da
Gutemberg a Bodoni", Firenze 1991); "Il mito degli Argonauti e la guerra di
Troia in un affresco tardomedievale" ( in "Critica d'Arte" 5-1996);
"Alchimia e Iconologia" (Udine 1997). Ha curato l'edizione di testi inediti
di alchimia, tra questi: "De la trasmutatione metallica, poema del XVI
secolo di A. Allegretti" (Roma 1981) e "Le précieux Don de Dieu" (Paris
1988). Per le edizioni Adelphi, insieme a Marco Ariani ha curato l'edizione
dell'Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna (Azzate 1998) ed il
"Corpus Iconographicum" di Giordano Bruno (2001).




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