...qualcuno (magari Aug83) l'ha già postato (potrebbe essere, io questi forum non li so ancora usare bene e mi ci perdo fra i thread......), ma anche se fosse lo riposto perchè mi pare significativo...tratto da Tifonet (sui cui sto sgarfando ora per vedere se c'è qualcosa di interessante) che a sua volta lo trae dal libro sulla Fiesole:
(...) Tutto si riconduce al 18 dicembre 1983, giorno in cui a Firenze si gioca Fiorentina - Roma. La gente è ormai stufa del comportamento dei romanisti che arrivano in città sempre di notte, per poi fare razzie e danni ovunque. Ma, quella volta, la città è all’erta e naturalmente anche tra i tifosi della curva non si pensa che a trovare qualche rimedio per fermare i giallorossi. La decisione è di ritrovarsi tutti sabato notte nei pressi della stazione: si forma un gruppo di almeno 400 persone che attendono i treni da Roma, ma quando arrivano, non c’è traccia di bandiere giallorosse. Cosi il gruppo si disperde, per poi riunirsi la mattina dopo allo stadio. Sono pochi i tifosi romanisti in giro. Qua e là scoppia qualche tafferuglio, poca roba, e in ogni caso sedato senza difficoltà dalla polizia. C’è un silenzio quasi surreale attorno allo stadio, un silenzio che accompagna e in qualche modo condiziona anche la prestazione delle due squadre in campo. Infatti l’incontro terminerà 0-0.
Ma la domenica non finisce lì. Il peggio deve ancora avvenire. A fine gara, qualcuno sparge la voce che a causare quattordici feriti tra i tifosi romanisti sia stato un gruppo di Ultras viola, ritenuto colpevole anche di aver accoltellato sette sostenitori giallorossi mentre mangiavano un panino in piazza Nobili. E’ l’inizio della fine.
La sera stessa la polizia perquisisce e mette i sigilli alla sede degli Ultras.
Alle due di notte, con un blitz in simultanea, vengono prelevati dalle loro abitazioni tredici ragazzi, tra i quali il presidente del club, Pietro. E’ un colpo devastante per il gruppo che finisce isolato e messo al bando, nonostante gli esiti negativi della perquisizione della sede. Il Centro di Coordinamento prende le distanze e cosi pure la società viola, che arriva a negare di aver avuto rapporti con gli Ultras. E contro i tifosi puntano il dito anche gli amministratori della città. E’ l’argomento del giorno sui giornali e nelle tv private. Quella Firenze che fino a qualche giorno prima era disposta a mettere la museruola a quei romanisti che saccheggiavano la città, fa salire sul banco degli imputati i ragazzi della curva, sui quali si arriva a ricamare storie e racconti spesso privi di fondamento. E’ davvero un momento tremendo per i giovani finiti in carcere (vi resteranno per un mese, comprese le feste di Natale) e per lo stesso club.
Nella successiva gara interna con l’Avellino, viene deciso di non esporre alcun striscione e di non lanciare slogan. Il silenzio davvero incredibile viene rotto ogni tanto da qualche coro a favore degli Ultras e da conseguenti fischi del resto dello stadio.
Daniel Bertoni, uno degli idoli della curva, si espone a tal punto da dedicare il suo gol-vittoria proprio agli Ultras finiti in carcere, suoi amici da tempo (...)
Gli amici tornano a casa dopo trenta giorni di carcere con l’obbligo di doversi presentare i Questura per la firma quando c’è la partita. Il club tira avanti ancora un po’, ma qualche tifoseria avversaria ne approfitta per presentarsi a Firenze, sapendo di trovare poca opposizione. Consapevole di questo, con il nucleo storico ormai disperso, la polizia tiene sotto controllo i ragazzi e la gente li addita di continuo. Quel che resta degli Ultras decide di sciogliersi, ormai è un gruppo logoro e consumato da mille battaglie, senza più una sede soprattutto senza più l’antico ardore. Alla fine del campionato, è il maggio 1984, il club chiude i battenti. Non tutti condividono quella decisione, ma tra quelli che hanno vissuto fino ad allora in prima linea, con coraggio, convinzione e fede, prevale la scelta di chiudere in bellezza una storia durata dieci anni. Trascinarsi avanti solo per il fatto di chiamarsi "Ultras" non ha senso: nessuno sarebbe stato più come in passato. Quel che riempie di orgoglio gli Ultras ancora oggi è che quel club e quel nome erano e sono ancora rispettati da tutti, anche dai più giovani fans viola.
Il suo merito più grande è quello di aver saputo cambiare il tifo a Firenze, riuscendo a dare un’anima alla curva Fiesole. Quella è considerata la più bella e la più grande vittoria, al di là degli scudetti e delle coppe vinte e anche di quelle soltanto sognate e appassionatamente inseguite.
L’anno dopo, per rispetto nei confronti di questo grande club, non sarà esposto alcun striscione nel centro della curva, occupato in passato dagli Ultras. Per tutto il campionato quella zona resterà vuota, in attesa di nuove generazioni e di un nuovo cuore viola.
"18.12.83 - 18.12.03: Ultras Viola per sempre"
LIBERTA' PER GLI ULTRAS!![]()
Alè, alè, alè ultras alè
siamo sempre qua
e cantiam per gli ultrà
NON CI FERMERETE MAI!![]()
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Non non siamo vestiti uguali!!![]()




...), ma anche se fosse lo riposto perchè mi pare significativo...tratto da Tifonet (sui cui sto sgarfando ora per vedere se c'è qualcosa di interessante) che a sua volta lo trae dal libro sulla Fiesole:
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