Pochi minuti fa, l'ufficio libero di redazione internazionale BWN a
causa della latitanza giornalistica dei colleghi italiani riguardo la
gravità dell'alluvione di Terzo Cavone ha inviato l'articolo de "La
gazzetta del Mezzogiorno" alle redazioni dei mass media nazionali ed
internazionali di lingua italiana, al fine di accendere le coscienze dei
colleghi redattori. Se i signori colleghi giornalisti non hanno il
coraggio di pubblicare questo avvenimento di importanza nazionale,
almeno che pubblichino l'articolo de "La gazzetta del Mezzogiorno" o
anche in Italia c'é una censura politica?:
SCANZANO JONICO
È bastata la pioggia di questi giorni
Allagata l’area „Terzo Cavone“
Destinata al deposito nucleare
SCANZANO JONICO Piove sulle certezze di chi riteneva (la Sogin spa del
generale Carlo Jean) i giacimenti di sale di Terzo Cavone come il sito
geologico più sicuro per farne il deposito unico delle scorie nucleari
d’Italia. Sono bastate 24 ore di pioggia per allargare la zona designata
dal decreto del Governo n. 314 del 13 novembre scorso.
E pensare che nella sua prima stesura si ipotizzava, addirittura, lo
stoccaggio provvisorio in superficie dei rifiuti radioattivi. Furono gli
amministratori della Regione, nel vertice a Palazzo Chigi con il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ed il
ministro dell’ambiente, Altero Matteoli, del 18 novembre, a far rilevare
come il sito fosse un’area alluvionale sottostante al livello del mare e
posta a 500 metri dalla foce del Cavone e dalla costa dello Jonio.
Furono esibite delle foto di uno degli allagamenti degli anni
precedenti. Da quell’incontro venne fuori la prima modifica al decreto
con l’abolizione del comma che prevedeva a Terzo Cavone lo stoccaggio
provvisorio in superficie. E tra i criteri di esclusione nella scelta di
un sito per „cimitero nucleare“, stabiliti dall‘ Agenzia internazionale
per l’energia atomica, c’é anche quello riferito agli alluvioni. Proprio
il caso di Scanzano ieri mattina, il Campo Base, dove i giovani del
Comitato „ScanZiamo le scorie“ hanno promesso di rimanere sino a quando
il pericolo non sarà totalmente scongiurato, era impraticabile. La cosa
strana è che l’area più colpita dai nubifragi è stata proprio quella già
individuata come sito „ideale“: forse un segno divino?
Tratto da: La gazzetta del mezzogiorno
BWN




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