Avvenire
Entusiasmi, spogliarelli e progressi. Poi glù glù
Entusiasmi ridicoli: innocenti o colpevoli. Solenne Editoriale del
"Riformista" (13/12): "Siamo d'accordo con Paolo Mieli, quando dice che
oportet ut scandala eveniant". Se è consentito, la frase viene da Qualcun
altro, e da 2000 anni (Mt 18,7).
Anche "Il Manifesto" è entusiasta: grosso titolo, "Parigi spoglia le
religioni" (18/12). Si sa: quelli del "Manifesto" a Parigi amano gli
spogliarelli. Ma proibire alle ragazze islamiche "il velo" - che non è il
burqa, ma in pratica un foulard - è solo una stupidaggine controproducente
vestita di Grandeur. Dalla ghigliottina alla proibizione del velo: un passo
avanti. Quella tagliava la testa, questo copre i capelli. E si sa: tutto ciò
che toglie di mezzo la religione a loro va sempre bene: per decenni si
toglieva vita, parola e libertà, oggi solo croce e velo. La storia cammina.
Non sempre e non per tutti, perché le vecchie abitudini resistono. Perciò
"L'Unità" (18/12) ad un testo corretto di Roberto Monteforte su Chiesa e
nazismo dà un titolo del tutto falso: "1933: Ascesa del nazismo. E la Santa
Sede stava a guardare". Torna a galla il riflesso antico. Occorre ricordare
che allora chi "stava a guardare" erano i comunisti, e ancora 6 anni dopo,
1939, "L'Unità" clandestina "guardò" con entusiasmo il patto Stalin-Hitler
che poi scatenò la Guerra. E la Santa Sede non "guardava" di sicuro: mai
letta la "Mit brennender Sorge" del 1937?
Ultimo entusiasmo, un po' triste: su "Liberazione" si annuncia che per la
Comunità "cattolica" dell'Isolotto, a Firenze, quest'anno occorre "vivere il
Natale come grande metafora del diritto e della responsabilità".
E qui l'entusiasmo affoga. Buon Natale!




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