Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Milano - Distinguersi per non estinguersi
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    Thumbs up Per i milanesi e non solo...

    Una rassegna fotografica riporta alla memoria il dolore e la distruzione
    causati dai raid aerei degli alleati

    Una mostra per ricordare: ecco lo spirito della rassegna "Le città ferite.
    La Lombardia sotto le bombe della Seconda guerra mondiale. Milano 1943-44",
    inaugurata sabato nella Sala delle Colonne di Palazzo Giureconsulti a
    Milano, e in corso fino all'11 gennaio prossimo. Una straordinaria raccolta
    di documenti storici, fotografie e filmati, interviste, spezzoni
    radiofonici, oggetti simbolo della guerra, manifesti di propaganda - tra cui
    alcuni inediti del famoso illustratore Gino Boccasile - ma soprattutto gli
    interventi e le testimonianze della gente comune che verranno mano a mano ad
    arricchire e aggiornare l'esposizione tramite un innovativo sistema
    multimediale.
    Scopo della mostra-evento, organizzata dalla Fondazione DNArt, Staff -
    Redazione e Comunicazione e Fabbrica delle Idee, con il patronato della
    Regione Lombardia, il patrocinio del Comune di Milano, e la collaborazione
    della Camera di Commercio di Milano, è quello di recuperare e salvaguardare,
    nel 600 anniversario dei bombardamenti aerei, le tracce preziose della
    nostra memoria storica e di costituire un centro di raccolta e di
    informazione sugli eventi bellici che caratterizzarono la vita di Milano e
    delle città lombarde nel biennio '43-'44.
    L'esposizione milanese, preceduta da studi approfonditi e da ricerche in
    archivio, coordinati dagli studiosi Ernesto Galli della Loggia e Maria
    Antonietta Crippa, si concluderà il 15 gennaio 2004 con un convegno di
    studio e approfondimento, in cui verranno presentati gli esiti del lavoro di
    raccolta di dati e di documenti che contraddistingue la mostra.
    In quest'ottica, Milano è solo la prima tappa-simbolo di un percorso che
    porterà l'esposizione nelle più importanti città delle Lombardia,
    arricchendola di nuovi contributi e di approfondimenti specifici per ogni
    località.
    "Le città ferite" è infatti la prima mostra itinerante che "si
    autoalimenta", cioè che cresce e si sviluppa grazie all'apporto diretto dei
    visitatori, chiamati a partecipare attivamente, raccontando la personale
    esperienza di quello che fu un evento di dimensioni eccezionali - basti
    pensare che le bombe distrussero solo a Milano il 50% degli edifici - ancora
    vivo nella memoria di molti Cittadini.
    I visitatori della mostra riceveranno inoltre in omaggio, fino ad
    esaurimento delle copie, il volume "Milano 1940-1955. Bombardata e
    ricostruita", un'opera composta di fotografie d'epoca e testimonianze,
    voluta da Aldo Brandirali, Assessore allo Sport e Giovani del Comune di
    Milano, e nata in stretta sinergia con gli studi che hanno alimentato il
    progetto. I Milanesi potranno dunque dare il proprio contributo
    all'esposizione e nello stesso tempo portare a casa "un pezzo" della loro
    storia.
    "I bombardamenti della Seconda Guerra mondiale sulle città del nostro
    Paese - commenta Riccardo Bertollini, Presidente Fondazione DNArt -
    costituirono uno dei maggiori momenti di svolta della coscienza urbana
    italiana". Venne colpito il cuore stesso della nostra civiltà, anche
    attraverso i monumenti e gli edifici simbolo: il Duomo, la Scala, il Palazzo
    Reale, la Stazione Nord, la chiesa di San Babila, la basilica di
    Sant'Ambrogio, Santa Maria delle Grazie. "Nel 60mo anniversario di questi
    avvenimenti - continua Bertollini - appare dunque di fondamentale importanza
    la creazione di un punto di raccordo di tutte le testimonianze, della
    memoria e del giudizio di ciò che è accaduto. Lo scopo del nostro progetto è
    quello di ricostruire e insieme recuperare il significato di un evento che
    ha voluto dire dolore e distruzione, ma ha portato alla luce anche la
    solidarietà, la voglia di ricominciare, la presa di coscienza della propria
    identità, proprio in un momento come quello che stiamo vivendo, in cui la
    guerra e i bombardamenti aerei sono tornati a essere qualcosa di non più
    remoto dall'Europa".

    Paolo Cereda



    LA MOSTRA
    Testimonianze fotografiche, documenti e filmati, spezzoni radiofonici, le
    pagine di cronaca del Corriere della Sera e dei quotidiani locali, manifesti
    di propaganda, medaglie, francobolli e oggettistica civile proveniente da
    musei e collezioni private costituiscono il cuore storico dell'esposizione.
    Tra gli oggetti alcune maschere antigas - curiosa quella per neonati! -, le
    bombe già esplose e le sirene d'allarme. Tra i filmati, alcuni inediti
    dell'Istituto Luce, spezzoni del recente film di Lamberto Caimi
    Desmentegass - molti non ricordano, e un documentario con le interviste agli
    orfani di guerra realizzato da Comencini.
    L'apparato didascalico è invece composto dalla mappatura di Milano e della
    Lombardia bombardata e ricostruita e da un sistema multimediale in grado di
    interagire con il visitatore fornendo e raccogliendo dati, documenti,
    interviste e fotografie e aggiornando in tempo reale la mostra.
    Testimonianze filmate di persone che hanno vissuto i giorni tragici dei
    bombardamenti fanno da sottofondo al percorso didattico, contestualizzando
    in una realtà umana i freddi dati statistici.
    Durante i giorni di esposizione si raccoglieranno, attraverso un sistema
    informatico realizzato ad hoc, i dati che la gente comune vorrà portare a
    testimonianza (documenti, foto o interviste). Tutte le informazioni raccolte
    verranno presentate e analizzate in occasione del convegno del 15 gennaio,
    nel quale verrà puntualizzata anche la metodologia che porterà nel corso del
    2004, con l'appoggio delle istituzioni e delle realtà museali locali,
    all'itineranza del progetto in Lombardia.
    Il convegno, grazie al coinvolgimento di prestigiosi studiosi a livello
    nazionale e di istituzioni lombarde come il Museo della Città di Bergamo, il
    neo Museo della Storia di Alagna Lomellina o il Museo dei Vigili del Fuoco
    di Milano, darà modo di ampliare il più possibile il campo d'azione della
    ricerca e permetterà a realtà regionali spesso isolate di interagire tra
    loro confrontarsi sul tema.
    Negli allestimenti in programma nel 2004 in altre città lombarde - in
    particolare in quelle che furono colpire nel 1944 - una sezione
    specificamente dedicata ai bombardamenti subiti dalla città sede della
    mostra verrà ogni volta a completare quanto già esposto a Milano.


    LA STORIA
    I bombardamenti alleati della Seconda Guerra mondiale sulle città del nostro
    Paese costituirono uno dei maggiori momenti di svolta della coscienza urbana
    italiana. Se la Prima Guerra Mondiale era stata combattuta al fronte, e
    l'uso dei voli aerei sulle città era stato motivato da ragioni dimostrative,
    il 1940 segna l'inizio di un nuovo sistema del terrore teso soprattutto a
    colpire le popolazioni civili e con esse a minare l'intero sistema politico
    e difensivo di una nazione.
    I bombardamenti su Milano e sulle altre città lombarde colsero dunque il
    territorio impreparato non solo a livello bellico, ma anche intellettuale e
    culturale. La concezione del volo e del volare, infatti, era ancora intrisa
    del mito della velocità futurista, del positivismo legato alla macchina ed
    al mezzo tecnologico, e alle poetiche trasognanti della pubblicità e della
    retorica fascista.
    Anche se si erano registrate incursioni già in precedenza, il primo
    consistente bombardamento aereo su Milano risale al 24 ottobre 1942.
    Settantacinque Lancaster sganciarono bombe sulla città, diversi quartieri
    furono colpiti, le vittime superarono il centinaio, i danni furono ingenti.
    Molti testimoni ricordano quel bombardamento come una triste svolta e come
    l'inizio dello sfollamento, destinato presto a divenire un vero e proprio
    esodo.
    Ben più grave fu però la serie di incursioni del 1943, che iniziò con quello
    avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 febbraio ma culminò con i pesanti
    bombardamenti del mese di agosto. Tra la notte dell'8 e quella del 16
    agosto, infatti, Milano subì quattro incursioni: 916 bombardieri britannici
    Lancaster e Halifax sganciarono in tutto 2.600 tonnellate di bombe. I morti
    accertati furono un migliaio, più di mille i feriti, 250 mila i senzatetto.
    Colpiti i monumenti e gli edifici simbolo; quasi il 50% degli edifici
    distrutti o danneggiati, fabbriche sventrate.
    E' invece del 1944 il tragico bombardamento sulla scuola di Gorla che si
    risolse in una strage di scolari e di insegnanti. Come in ogni storia della
    vita, la medaglia possiede però anche un'altra faccia. Tra il terrore e i
    fragori delle bombe si legge pure la storia della gente fatta di
    solidarietà, di conforto, di amori sbocciati nell'affollamento delle
    cantine, di ricostruzione. E' la musica della speranza e della voglia di
    ricominciare che per Milano rappresentò un suono più forte del cupo rombo
    dei bombardieri inglesi e americani.

    IL FILM
    "DESMENTEGASS - MOLTI NON RICORDANO"
    Regia di Lamberto Caimi.
    Produzione: Luciano Beretta e Giorgio Prandoni per Green Movie Group S.p.A.
    Fotografia di Paolo Roberto Caimi.
    Attori Guido Ruberto, Roberto Seveso, Gianfranco Aliotta, Giovanna Prato,
    Francesco Crudo, Federica Ferri.
    Durata: 70 min.
    Il film rievoca, attraverso le immagini fotografiche e le testimonianze di
    alcuni dei sopravvissuti, quei giorni e quelle notti dell'agosto '43, quando
    la città venne bombardata dagli aerei della RAF (Royal Air Force). Il titolo
    dell'opera, "Desmentegass", è una parola milanese che, al contrario del suo
    significato letterale (dimenticarsi), vuole invece far ricordare servendosi
    dell'immagine fotografica.

    La Padania
    24 12 03

  2. #2
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    Predefinito Re: Per i milanesi e non solo...

    Oggi ho visitato la mostra e devo dire che è stata una piacevole sorpresa, invito pertanto i milanesi del forum (Vecchiomissino e Peucezio) a fare altrettanto.

    Daca

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: Per i milanesi e non solo...

    In origine postato da daca.
    Oggi ho visitato la mostra e devo dire che è stata una piacevole sorpresa, invito pertanto i milanesi del forum (Vecchiomissino e Peucezio) a fare altrettanto.

    Daca
    Grazie anche per questa segnalazione.
    Senza l'altra mi sarei forse perso il concerto.
    Ma io vivo in Toscana, dove (mi metto dietro i sacchetti di sabbia prima di dirlo) sono pure consigliere comunale in un paesino bello rosso:
    Verro' certamente presto a Milano comunque certamente il 10 gennaio per Storace.
    Appena ritrovo il biglietto ti dico il numero del posto

  4. #4
    boh...
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    Smile

    Il Vichingo bergamasco....ex-milanese sara' presente...probabilmente il 5 gennaio....ok me lo dico da solo...chissenefrega!!!!!!!
    Boia chi molla!!!!!

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: Per i milanesi e non solo...

    [QUOTE]In origine postato da VecchioMissino
    [B]Grazie anche per questa segnalazione.
    Senza l'altra mi sarei forse perso il concerto.
    Ma io vivo in Toscana, dove (mi metto dietro i sacchetti di sabbia prima di dirlo) sono pure consigliere comunale in un paesino bello rosso:

    * Eletto in quale lista?



    Verro' certamente presto a Milano comunque certamente il 10 gennaio per Storace.

    * Per Storace???? Mah. Meglio il 25/1 al Teatro Nuovo (S. Babila) Romagnoli, Fiore, Tilgher e la Mussolini


    Daca

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Per i milanesi e non solo...

    * Eletto in quale lista?

    Per Storace???? Mah. Meglio il 25/1 al Teatro Nuovo (S. Babila) Romagnoli, Fiore, Tilgher e la Mussolini


    Daca [/B][/QUOTE]Lista CdL in quota AN, ma ora se potessero buttarmi fuori a calci in culo lo farebbero... ma ho una tessera MSI del 1971 e sono l'unico che fa davvero opposizione ai rossi

    Per questo prima di uscire voglio provare anche l'ipotesi Storace, sia pure con scarse speranze. solo per poter dire di aver provato tutto prima di buttare 30 anni di militanza

    Comunque verro' anche il 25...

    PS non ci potevo credere ma oggi sul Secolo c'era un lungo articolo su Casapound

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Per i milanesi e non solo...

    In origine postato da VecchioMissino
    * Eletto in quale lista?

    Per Storace???? Mah. Meglio il 25/1 al Teatro Nuovo (S. Babila) Romagnoli, Fiore, Tilgher e la Mussolini


    Daca
    Lista CdL in quota AN, ma ora se potessero buttarmi fuori a calci in culo lo farebbero... ma ho una tessera MSI del 1971 e sono l'unico che fa davvero opposizione ai rossi

    Per questo prima di uscire voglio provare anche l'ipotesi Storace, sia pure con scarse speranze. solo per poter dire di aver provato tutto prima di buttare 30 anni di militanza

    Comunque verro' anche il 25...

    PS non ci potevo credere ma oggi sul Secolo c'era un lungo articolo su Casapound [/B][/QUOTE]

    Le tue scelte di militanza non le voglio commentare
    riguardo all'articolo....probabilmenteè lo stesso giochetto tipo lista storace
    Daca

 

 

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