l'ultimo massacro delle nazioni pellerossa. E la fine dell'ultimo grande sogno, la ''ghost dance religion''.
Oggi 29 dicembre ricorre l'anniversario del massacro di Wounded Knee, avvenuto nel 1890, in cui furono uccisi circa 350 indiani inermi, 230 dei quali erano donne e bambini, dalle truppe del 7° cavalleria dell'esercito degli Stati Uniti. Uno dei tanti casi che indica chiaramente che, al di là dei trattati di pace che venivano continuamente firmati e puntualmente disattesi, l'unica cosa che veramente interessava al Governo degli Stati Uniti era lo sterminio totale e definitivo dei nativi per impossessarsi dei loro territori, ricchi di oro, uranio e altre materie prime. Nel gennaio del 1973, sempre Wounded Knee, che si trova nella riserva indiana di Pine Ridge, diventa teatro di una rivolta attuata da un manipolo di discendenti degli antichi guerrieri Sioux contro le ingiustizie dell’uomo bianco. L'occupazione, alla quale presero parte molti militanti dell'American Indian Movement, durò 93 giorni, ma alla fine i federali ebbero la meglio.
"Non sapevo in quel momento che era la fine di tante cose. Quando guardo indietro, adesso, da questo alto monte della mia vecchiaia, ancora vedo le donne e i bambini massacrati, ammucchiati e sparsi lungo quel burrone a zig-zag, chiaramente come li vidi coi miei occhi da giovane. E posso vedere che con loro morì un'altra cosa, lassù, sulla neve insanguinata, e rimase sepolta sotto la tormenta. Lassù morì il sogno di un popolo. Era un bel sogno... il cerchio della nazione è rotto e i suoi frammenti sono sparsi. Il cerchio non ha più centro, e l'albero sacro è morto."
Alce Nero ``Seppellite il mio cuore a Wounded Knee''
"Le fosse comuni occidentali dimenticate"




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