compatta e sovrana (D-F+I+benelux)
quella reale, senza confini




Confederazione è la parola adatta. So che gli europeisti totalitari odiano questa parola e per questo mi piace ancor di più.
Per unione economica intendo moneta comune emessa da un solo organismo.. però a questo punto si apre tutto il discorso laterale sulla proprietà popolare della moneta e su come realizzare una banca centrale non-usuraia.
Politica fiscale comune invece no, la fiscalità è uno di quegli affari interni che ogni nazione deve organizzarsi come preferisce.
Sostanzialmente sto pensando a modelli come l'impero asburgico, quello ottomano, la Francia ancièn regime o l'URSS stessa, depurate da diversi difetti che ne impedivano il pieno funzionamento.


una superpotenza europea piu piccola degli stati uniti fa ridere... come gli states non sono in grado di gestire il proprio ruolo di superpotenza gia adesso figuriamoci una europa ridotta... l'unica superpotenza mondiale che potrebbe veramente fare la differenza sarebbe un europa che si estendesse anche al nord africa e medio oriente o un europa che avesse al suo interno la russia
Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".
Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".


oggi essere enormi, non serve, non siamo come nelle guerre fino a metà XX secolo dove il numero fa conto, prendere russia, turchia e arabi è un non senso, perchè non sei potente se sei grande.
l'europa era forte se era una nazione compatta D+F+I+benelux con qualche aggiunta negli anni 90, prendere tutti quei membri significa dover finanziare lo sviluppo di interi continenti sulle spalle dei grossi, germania e francia su tutti ma anche l'italia.
poi vai a mettere d'accordo 30 stati !!!!
ormai l'europa è morta, non ci sara più un centro di potere che possa fare una forte politica estera, quando il voto della polonia, o della bulgaria o un referendum in irlanda possono bocciare un progetto, a questo punto non si parla più di una potenza ma di un consiglio delle nazioni, un piccolo ONU dove ognuno tira l'acqua al suo mulino.
Ultima modifica di dDuck; 15-10-09 alle 18:46
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


Ultima modifica di dDuck; 15-10-09 alle 18:48
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


RILETTURA DE "LA GRANDE NAZIONE" DI JEAN THIRIART
di Adriano Scianca
da ORION 236, maggio 2004
La cultura non conformista europea posteriore al 1945 presenta poche figure veramente fondamentali. Una di queste è sicuramente Jean Thiriart. Padre nobile dell’europeismo nazionalrivoluzionario, Thiriart ha contribuito in modo essenziale a formulare i temi centrali della nostra visione del mondo: si pensi solo al mito dell’Europa unita, alleata dei popoli del Terzo Mondo e nemica irriducibile degli USA, o alla definizione del concetto di “mondialismo”, termine di cui l’ideologo belga è stato probabilmente anche l’inventore. Rileggere Thiriart oggi, nel 2004, mentre l’anaconda statunitense accerchia l’Eurasia e sempre più forti si odono i canti ingannatori delle sirene dello “scontro di civiltà”, è quasi un dovere. Per riscoprire le nostre migliori radici, per gettare uno sguardo rivoluzionario sul presente e sul futuro, per tornare ad essere, nietzscheanamente, dei “buoni Europei”.
L’Europa unita: una necessità.
La Grande Nazione è un testo che risale ai primi anni ’60. All’inizio degli anni ’90 è stato saggiamente e doverosamente ristampato dalle edizioni Barbarossa in occasione della scomparsa dell’autore, avvenuta il 23 novembre 1992 per una crisi cardiaca. Insieme a Un Impero di 400 Milioni di Uomini: l’Europa (di cui pare che le Edizioni Controcorrente stiano preparando una nuova edizione), il testo in questione è forse una delle opere più famose del pensatore belga. In 65 tesi agili e scorrevoli, Thiriart traccia un vero e proprio programma politico, attingendo contemporaneamente tanto alla concretezza pragmatica quanto all’immaginazione visionaria. Il punto di partenza della trattazione thiriartiana è la constatazione dell’ineluttabilità della dimensione continentale: già al primo punto si dichiara che “non esiste più, attualmente, né indipendenza effettiva, né progresso possibile, al di fuori dei grandi complessi politici organizzati su scala continentale. […] Oggi la dimensione europea è il minimo indispensabile per l’indipendenza”. Contro i veteronazionalismi sciovinisti e fratricidi, gli Europei debbono cominciare a pensare in grande: “rifarsi ad un piccolo e antiquato nazionalismo non vitale è una forma di sentimentalismo suicida. Vogliamo un nazionalismo all’altezza del nostro tempo, vogliamo un nazionalismo valido, vogliamo un nazionalismo vitale: il nazionalismo europeo”. Questo tipo di nazionalismo si basa su un’identità di destino voluta per un grande disegno comune, si fonda su un progetto per l’avvenire.
Del resto “un’Europa senza nazionalismo è […] impossibile. È una concezione astratta, tipica della sinistra ‘rammollita’, contraddittoria nei termini. Cos’è una nazione senza sentimento nazionale?”. L’ideale nazionalista grandeuropeo si invererà storicamente ad opera di un partito rivoluzionario. La liberazione e l’unificazione del continente saranno opera di una struttura rigorosamente centralizzata e gerarchizzata di tipo leninista, all’interno della quale “i migliori Europei viv[ranno] l’Europa prima della nascita dello Stato europeo”.
Unita, armata, indipendente


andiamoci piano con le cifre, più siamo e più litighiamo, l'europa doveva formarsi a pochi membri, asse franco-tedesca, Italia e benelux.
Ma oggi manca un punto fondamentele che trascuriamo : la guerra fredda.
oggi è solo burocrazia e mercato, e il peso politico nullo.
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


essere enormi è l'unica alternativa per contare qualcosa, la russia non ha mai avuto speranze perchè è sempre stato un stato che conta si e no la popolazione della germania su uno stato che copre mezzo mondo...
guarda la cina... dimensioni vaste e popolazione numerosa... adesso che stanno avendo il boom economico contano sempre di più...
e non mi venire a dire che non si può mettere d'accordo 30 paesi perchè è solo questione di regole condivise...
...certo finchè l'europa deve votare all'unanimità un allargamento ulteriore è impossibile... non per niente è comparso il trattato di lisbona che è un primo passo verso un vero stato continentale.
...certo se poi si vuole sempre guardare in piccolo l'italia è gia troppo grande per essere uno stato... tanto vale dividerla in 2 o tre pezzi...
Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".
Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".


Il problema non è quanto si è, ma la qualità, inglobare tutto e tutti non ha senso, allora inglobiamo tutto il mondo e finiamola li.
Serviva un identità, serviva un potere forte centrale, non un ONU parziale.
La politica britannica è filo americana, la politica dei paesi dell'est è o filo russa (serbia* e pochi altri tipo bulgaria, slovacchia, armenia* e grecia) o anti-russa, più spesso la seconda.
La politica turca è da una parte filo turanica, dall'altra strizza l'occhio agli USA e all'europa, in funzione anti russia e anti iran, insomma di tutto di più.
La nella mia ipotesi, la federazione europea comprendeva Italia, Germania, Francia e Benelux subito, poi estesa a Germania est, Austria e Slovenia, non è poco sono 250 milioni di persone e la prima economia del mondo.
Inglobare economie depresse come Polonia, Romania, Ungheria, Bulgaria, e compagnia cantante, non so se è una bella cosa ? un conto è un giardino di casa da dominare, un conto è prenderci tutti sul groppone.
E' come se gli USA inglobassero tutta l'america latina, si nel 1848 lo hanno fatto inglobando mezzo messico, la forza militare l'avevano, ma all'epoca erano territori quasi deserti.
La Germaia lo ha fatto con l'est, ma erano tutti tedeschi, capisci, erano lo stesso popolo, non so se prendersi sul groppone polacchi e bulgari significa essere lo stesso popolo ?
* non nell'UE al contrario delle altre elencate
Ultima modifica di dDuck; 26-10-09 alle 22:41
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


Tanto non esisterà mai un'Europa unita politicamente.