Anche se esula un po' dal tema del forum, se permettete vi parlerò di alcuni degli alberghi che, per una ragione o per l' altra, son rimasti nel cuore di molti naviganti AZ.
Tre di questi sono in Africa: l' hotel Ivoire di Abidjan, dotato di due grandissime piscine, casinò, sala cinematografica, grande bowling, ovviamente campi da tennis e, udite udite, una pista (di misure olimpioniche) di pattinaggio su ghiaccio! L' unica in tutto il Continente nero (eccetto il Sud Africa).
Al capo opposto della scala del lusso, ma nondimeno molto amato dagli equipaggi, vi era (perché fu raso al suolo durante la guerra civile) l' hotel Croce del Sud, a Mogadiscio. Costruito in epoca fascista, era proprietà di una famiglia italiana. Grandi stanze, altissimi letti di ferro dotati di zanzariere sbrindellate, docce con sola acqua di mare, gabinetti alla turca, pitale nell' armadio, qualche occasionale bacherozzo grosso come i topolini-cavia (all' uopo all' arrivo i clienti ricevevano, assieme alla chiave, anche una pompetta a stantuffo della premiata ditta Flit). Si cenava nel fresco e ombroso cortile interno serviti da due camerieri somali che parevano Don Chisciotte e Sancho Panza. Uno magro e altissimo l' altro basso e tozzo. Il menu era sempre lo stesso, dodici mesi all' anno, primo: spaghetti aglio olio e peperoncino, secondo: aragosta, dolce: banane. Niente piscina ovviamente. Per farsi una nuotata si affittava un tassi fino alla spiaggia.
Il terzo era il Kyalami Ranch di Johannesburg. Ubicato in aperta campagna, a 40 km dalla città, vicino alla pista di Formula Uno (durante le prove eravamo invitati ad assistere) era costituito da un corpo centrale e da un centinaio di bungalows sparsi nel grande parco di proprietà. Piscina, campi da tennis, lunghe partite a carte, erano gli svaghi durante il giorno. In più, sempre di giorno, l' hotel metteva a disposizione, gratis, 4 o 5 minivan selfdrive per escursioni in città o nei dintorni. La sera, cena con ballo e floorshow con tanto di ballerine seminude nel salone centrale dell' albergo.
C' è da notare che fino alla metà degli anni 70 il Sud Africa, e Johannesburg in particolare, era un paese morigeratissimo. Pensate che la tv, evidentemente considerata dai pii boeri strumento del diavolo, fu introdotta nel paese solo nel 1975! Non esistevano night clubs e l' unico posto dove si potesse assistere a uno show con ballerine scosciate era appunto il Kyalami. Per questa ragione la sala era sempre affollatissima di clienti provenienti da Jo' burg, ma noi e gli altri equipaggi (LH, KLM, Swissair) avevamo sempre un tavolo riservato. Ovviamente si fraternizzava spesso con i colleghi delle consorelle, e frequenti erano gli amorazzi sbocciati sui campi da tennis o nella sala da ballo.
Ora smetto perché mi sta scendendo una lacrimuccia.
Se l' argomento interessa in un prossimo post narrerò del Raffles di Singapore, del Taj Mahal di Bombay e degli altri alberghi in Nord e Sud america.
saluti a tutti.
Gianni Guelfi




Rispondi Citando

