Re: bene vi siete sfogati.
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In origine postato da calvin
facendogli presente che la legge sul falso in bilancio come ho detto io non è una legge sul bilancio falso o sulla rapina finanziaria, ma specificamente che non poteva riguardare parmalat, per la semplice ragione che le aziende valutate in borsa sono fuori dalla deregulation.
Bananas, forse ti sfuggono alcuni concetti base:
1) E' falso dire che la nuova legge non c'entra nulla con il caso parmalat. Infatti ANCHE in caso di società quotata la pena massima e' stata ridotta a quattro anni ed il termine di prescrizione e' stato DIMEZZATO a sette anni e mezzo. Per curiosita', negli USA, che tanto piacciono ai pollisti, la pena massima e' stata portata a VENTICINQUE ANNI.
2) Tu dici di essere dalla parte dei consumatori, cosa ridicola ed ipocrita per uno che appoggia il partito che ha varato la legge sul falso in bilancio (per non parlare degli altri provvedimenti). Legge che RIDUCE OGGETTIVAMENTE LA TRASPARENZA E QUINDI LE TUTELE DEI RISPARMIATORI, anche se in maniera piu' accentuata per le societa' non quotate.
3) Sempre per quanto riguarda la tutela dei risparmiatori, ricordiamo a kalvin, che molte delle societa' quotate italiane sono controllate da gruppi NON QUOTATI (non proprio rilevante per la parmalat, ma non certo incoraggiante per i poveri risparmiatori che tanto stanno a cuore a kalvin)...
mi fa piacere che si accusi di falso
il dottor di pietro, il quale per l'appunto nega ogni rapporto, anzi giudica puerile cercare un rapporto fra la legge sul falso in bilancio e parmalat. Nella sua foga impetuosa il buon signor ago, non si è nemmeno accorto che invece nel mio post il problema si poneva, nel senso che pur condividendo l'argomento di Di Pietro, sotto un profilo politico, a me sembrava comunque opportuno ridiscutere la legge in questione, per ragioni di comunicazione sociale diciamo, nel senso che a fronte di scandali di una certa entità la revisione delle leggi è un problema che si deve porre comunque. Se poi la maggioranza non fosse sensibile a questo problema, se ago invece di dare la caccia all'untore, capisse qualcosa di politica si sarebbe reso conto che si apriva un problema all'interno della maggioranza, utile a chi vuole vincere le elezioni di altra parte politica con il consenso e non con il colpo di stato. Ma come ho già avuto modo di scrivere ago è un incompetente che ha si è no preso la licenza media a leggerlo con attenzione.
Re: Re: bene vi siete sfogati.
Citazione:
In origine postato da Ago
Bananas, forse ti sfuggono alcuni concetti base:
1) E' falso dire che la nuova legge non c'entra nulla con il caso parmalat. Infatti ANCHE in caso di società quotata la pena massima e' stata ridotta a quattro anni ed il termine di prescrizione e' stato DIMEZZATO a sette anni e mezzo. Per curiosita', negli USA, che tanto piacciono ai pollisti, la pena massima e' stata portata a VENTICINQUE ANNI.
2) Tu dici di essere dalla parte dei consumatori, cosa ridicola ed ipocrita per uno che appoggia il partito che ha varato la legge sul falso in bilancio (per non parlare degli altri provvedimenti). Legge che RIDUCE OGGETTIVAMENTE LA TRASPARENZA E QUINDI LE TUTELE DEI RISPARMIATORI, anche se in maniera piu' accentuata per le societa' non quotate.
3) Sempre per quanto riguarda la tutela dei risparmiatori, ricordiamo a kalvin, che molte delle societa' quotate italiane sono controllate da gruppi NON QUOTATI (non proprio rilevante per la parmalat, ma non certo incoraggiante per i poveri risparmiatori che tanto stanno a cuore a kalvin)...
Negli USA la nuova normativa è stata varata DOPO il caos Enron, non prima. La normativa precedente era decisamente più blanda. Ora sono previsti fino a 20 anni (non 25).
La nuova normativa non riduce in nessun modo la trasparenza. Potresti postare i motivi per cui, secondo te, lo farebbe?
La nuova normativa detta anzi regole più restrittive relativamente alle emissioni obbligazionarie (il cui abuso ha provocato il crack Parmalat e Cirio) che vengono drasticamente limitate.
Il fatto che il falso venga commesso nel bilancio di una società NON quotata, ma appartenente al gruppo di quella quotata, assimila le pene previste per il falso a quelle previste per le società quotate. L'affermazione n.3 è quindi priva di fondamento.