cambiamola sta legge sul falso in bilancio
se vi è una esigenza concreta sarà pure il caso. Ma il reato di tanzi è stato commesso con la vecchia legge da quindici anni a questa parte, al dunque di questa legge è venuto fuori. Forse ha perso le sue protezioni politiche, o forse non se ne è guadagnate di nuove, oppure l'ha fatta troppo grossa. Io sono favorevole all'indangine. Per qualcuno invece non è successo niente, per Fazio, Brunik, antonio. Leggetevi Rutelli, la pensa come Pera. Anzi è più accusatorio di Pera. Vi ripeto la domanda è pollista anche rutelli?
Re: cambiamola sta legge sul falso in bilancio
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In origine postato da calvin
cambiamola sta legge sul falso in bilancio se vi è una esigenza concreta sarà pure il caso.
E secondo te adesso NON c'e' un'esigenza concreta?
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Ma il reato di tanzi è stato commesso con la vecchia legge
Tanzi ha usato per 15 anni fondi neri off-shore come anche ha fatto qualcun altro....
Inoltre a me pare che venga contestato il bilancio 2002. E dire che questo non c'entra una mazza con la legge mi sembra eccessivo.
Dire poi che si vogliono divendere i risparmiatori e fottersene della legge sul falso in bilancio a me sembra eccessivo.
Nel caso Enron la prima cosa che hanno fatto gli USA e' stata proprio quella di inasprire la normativa per falso in bilancio. O mi sbaglio?
Non solo facilitando l'accertmaneto del reato, ma anche inasprendo le pene. O mi sbaglio?
Cosa ci vogliamo scommettere invece che la legge sul falso in bilancio NON verra' toccata? Come dicevo sopra, Tanzi non era l'unico ad avere fondi neri....
E questo governicchio, come ha gia' dimostrato ampiamente, ha ben altre finalita' che non tutelare gli interessi dei risparmiatori....
Ah della VOSTRA proposta di legge sulla bancarotta fraudelenta che mi dici? La facciamo perche' voi siete dalla parte dei risparmiatori?
Capisco che per beccare qualche voto siete costretti a dire valanghe di cazzate... Ma non e' che la gente sia totalmente rincoglionita...
Re: pthome66, per cortesia
Citazione:
In origine postato da calvin
se ti è possibile spiegati meglio. Grazie
Pare proprio che i debiti DS contratti nei confronti del sistema bancario siano stati recentemente oggetto di verifica.
La verifica avrebbe portato a un bel condono di un buon 50% del totale debiti da parte di alcune banche (Capitalia, Intesa, San PaoloIMI e altri), mentre l'altra metà è stata rilevata da un non tanto misterioso imprenditore/editore. E senza che nessun autorità di controllo abbia avuto nulla da eccepire sul perchè di questo regalino (quantificabile in qualce centinaio di miliardi di lirette) da parte delle banche a un partito politico.
Ecco un articolo:
Igor Iezzi
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Come è possibile ridurre del 50% il proprio debito con le banche, passando da 235 milioni di euro a 125 milioni? Semplice, anzi semplicissimo: basta essere i democratici di sinistra e avere solide amicizie con banchieri come Cesare Geronzi, presidente di Capitalia e indagato in merito al crac della Cirio, e Gianpaolo Angelucci, editore di Libero, re delle cliniche e immobiliarista. Difficile, anzi difficilissimo, governare per chi è tenuto con il cappio al collo da certi poteri forti come succede con Piero Fassino e Massimo D'Alema, rispettivamente segretario e presidente del maggior partito d'opposizione. Almeno questa è l'opinione di Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord, che più volte ha chiesto chiarimenti in merito agli strani rapporti esistenti tra il mondo bancario e finanziario e chi aspira a governare il Paese. Altro che conflitto d'interessi.
»I Ds annegavano nei debiti: oltre 235 milioni di euro, circa 455 miliardi delle vecchie lire I. Una enormità. Lunedi 22 dicembre i Ds avrebbero trovato un accordo con le banche creditrici: la Carisbo (Gruppo San Paolo Imi) con un'esposizione di circa 30 milioni di euro, Intesa e Capitalia con 21 milioni di euro ciascuna e il Monte dei Paschi con circa 3,5 milioni.
Al tavolo della conciliazione il pool delle banche avrebbe trovato una soluzione per il debito accumulato dai progressisti diessini. Le banche hanno accettato un dimezzamento del credito ma a pagare non saranno i Ds bensì Gianpaolo Angelucci, patron della Tosinvest. Questa azienda ha acquisito tutti gli immobili dei Ds, circa 261 tra i quali anche la mitica "scuola quadri di Frattocchie". In cambio si è accollata anche i debiti. Che però le banche hanno ridotto della metà. Alcuni addirittura ritengono che si tratti di una sorta di finanziamento occulto alla Quercia da parte degli istituti bancari che hanno rinunciato al 50% del credito regalando ai diessini circa 110 milioni di euro.
»E poi Fassino ha il coraggio di accusare il ministro dell'Economia Giulio Tremonti di finanza creativa. Naturale che sorgano dubbi sull'imparzialità che potrebbero avere i diessini una volta giunti a Palazzo Chigi. Se Fassino e compagni cantanti sono presi per il collo dalle banche e dovranno ricambiare prima o poi i regali che alcuni "imprenditori" hanno elargito, quale difesa dei consumatori è possibile ipotizzare da parte loro?
«Altro che imparzialità - ha affermato Mario Borghezio - qui siamo di fronte a una vera e propria commistione di interessi fra i Ds e i poteri forti»
Onorevole Borghezio, come giudica questi stretti rapporti tra i Ds e le banche? Ogni volta che i Ds sono in difficoltà economiche, le banche arrivano in soccorso.
«Questa situazione è ormai ampiamente dimostrata e reiterata e significa una sola cosa: l'ex partito comunista è ormai organico ai poteri forti e ai poteri finanziari, in particolare a quelli bancari. Questo legame ormai indissolubile è come una corda al collo politica che fa dei Ds un partito senza neanche la possibilità di parlare chiaro, come invece possiamo fare noi, sulle responsabilità nei casi Parmalat e Cirio. La situazione è molto grave e intacca il funzionamento della democrazia: se il maggiore partito dell'opposizione, che è stato a lungo il più importante partito di governo esprimendo addirittura il presidente del Consiglio, è pienamente nelle mani del sistema bancario, si altera la democrazia. Altro che conflitto di interessi di cui si parla tanto».Quale pericolo si corre?
«Questi rapporti rappresentano la negazione di uno dei principi fondanti della democrazia: la libertà e l'autonomia decisionale delle forze politiche e parlamentari, che dovrebbero rispondere solo ai propri elettori. Invece alcuni politici sono imbavagliati, addirittura con la corda al collo, dal sistema creditizio. Basta vedere il comportamento di certe forze politiche a Roma, sia nelle aule parlamentari sia nelle commissioni, quando si discute provvedimenti che toccano gli interessi delle grandi banche. Non è difficile capire perchè ancora c'è qualcuno che si erge a difesa di un sistema di controlli come quello della banca Centrale che palesemente non ha funzionato»
I casi Parmalat e Cirio hanno dimostrato anche il legame tra certi imprenditori e l'Ulivo; Tanzi era iscritto alla Dc e sodale dell'ulivista Ciriaco De Mita, Cragnotti era amico dei Ds. Entrambi facevano affari con l'ex sindaco di Roma, Francesco Rutelli. Non solo banche, quindi?
«Certamente. C'è un sistema di potere che si è enormemente esteso e ramificato. Questo connubio politico fa nascere pesanti sospetti circa i rapporti, che si possono facilmente intuire, esistenti tra i Ds, un partito ben alloggiato ai piani alti del sistema bancario, e tutto un settore della nostra economia. Proprio quel settore che risulta essere avvantaggiato e privilegiato nei finanziamenti dal sistema bancario rispetto alle ben più dure condizioni alle quali questo sistema fa soggiacere la vera realtà portante dell'economia, le piccole e medie imprese. Là dove si rende evidente questo connubio è nell'appoggio che grandi giornali legati a questo sistema e a queste forze economiche concedono da sempre ai Ds, sia a livello nazionale sia locale. Basti citare la Stampa, il Corriere della Sera, il Messaggero e la Repubblica».
Questi rapporti possono essere la causa delle privatizzazioni all'italiana fatte dal governo ulivista, con imprese pubbliche regalate ai soliti noti?
«Non c'è dubbio. Il periodo del governo D' Alema e di quelli a direzione diessina si è caratterizzato per sfacciate e generose regalie ai potentati economici. Altro che privatizzazioni: in quegli anni abbiamo assistito ad una vera svendita del patrimonio pubblico ai migliori amici»Dopo gli scandali Cirio e Parmalat, la sinistra non si è sollevata e non ha fatto girotondi. Perchè?
«Hanno stranamente le bocche cucite, proprio loro che hanno sempre cercato di ergersi a difensori del popolo e dell'interesse generale, nel momento in cui risultano tosati milioni di risparmiatori. Questo perchè i loro legami e la corda al collo che il sistema bancario ha messo ai Ds impedisce ogni autonomia di movimento»
Oggi si discute di Fazio e dei mancati controlli. Quale apporto può portare alla discussione il maggiore partito di opposizione?
«Mi pare evidente che su questa questione nodale i Ds non potranno che assumere l'atteggiamento tipico di una forza di conservazione dello status quo che ha consentito e potrebbe ancora consentire quello a cui stiamo assistendo in questi giorni. Questa certezza rappresenta la peggiore condanna politica per un partito che si erge a difesa dei diritti di tutti e dimostra invece di tutelare solo i privilegi dei più forti»
Mentre le banche regalano soldi alla sinistra, Il contributo economico dei militanti diessini al proprio partito è costantemente in diminuzione. Come mai?
«Questo succede perchè ormai Cipputi non crede più alla favola bella del partito che difende gli operai. Infatti alla festa dell'Unità, anche in Emilia Romagna, gli organizzatori per avere del "volontariato" si devono rivolgere agli extracomunitari dando loro buoni acquisti per le cooperative di consumo