Mi ha fatto molto piacere leggere di questa ribellione contro la licenziosità volgare e neanche tanto allusiva delle TV dell'era berlusconiana. Infatti la televisione è un grande mezzo d'informazione e nessuno potrebbe più farne a meno, ma è anche un grande manipolatore delle coscienze, non soltanto con la pubblicità.
Se dovessimo fare un bilancio di cinqunt'anni di TV sarebbero più i danni arrecati al vivere onesto e civile, ai costumi, alla famiglia, alla parsimonia alla nostra cultura e tradizioni, che i benefici reali che ne abbiamo ricavato.
Se non fosse temerario auspicare una cosa del genere, per le implicazioni che comporta alla libertà (ma a quella di chi? a quella del grande fratello, che di fatto, poi, limita la nostra?), io propugnerei un giro di vite talmente stretto da avvolgerci le spire di questi serpenti.




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