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Discussione: Ma E' Possibile???

  1. #11
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    "Italiani, gli ingegneri del lunedì" ENZO FERRARI

  2. #12
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    Predefinito

    Da addetto ai lavori dico solo 2 cose:

    1- il Cessna in questione, ha pagato per tutti i servizi (handling, tasse di atterraggio, diritti aeroportuali) esattamente come i 2 Jumbolini e quindi, essendo arrivato per primo in procedura non aveva nessun motivo per rimanere in attesa dei 2 decolli...

    2-Sarebbe cambiato qualcosa se al posto del Cessna, ci fosse stato un bel BBJ... grosso il doppio dei 146... ma sempre privato... o un bel GLF4 della Privatair che vola come charter own use (cioè charterizzato dai clienti... quasi come un qualsiasi A320 Volare)


    L'aviazione generale porta gli stessi soldi (spesso anche di più) rispetto alla linea e per dimostrarlo basta guardare l'esempi della Geasar di Olbia, unico aeroporto italiano che ha capito l'importanza dei privati (costruendo un nuovo terminal dedicato completo anche di hangar) e che con il solo traffico privato da giugno a settembre ha entrate superiori ai 12 mesi di traffico linea/chater.

    Ciao
    Andrea

  3. #13
    Mind the Viking !
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    Predefinito

    In Origine postato da etops
    Da addetto ai lavori dico solo 2 cose:

    1- il Cessna in questione, ha pagato per tutti i servizi (handling, tasse di atterraggio, diritti aeroportuali) esattamente come i 2 Jumbolini e quindi, essendo arrivato per primo in procedura non aveva nessun motivo per rimanere in attesa dei 2 decolli...

    2-Sarebbe cambiato qualcosa se al posto del Cessna, ci fosse stato un bel BBJ... grosso il doppio dei 146... ma sempre privato... o un bel GLF4 della Privatair che vola come charter own use (cioè charterizzato dai clienti... quasi come un qualsiasi A320 Volare)


    L'aviazione generale porta gli stessi soldi (spesso anche di più) rispetto alla linea e per dimostrarlo basta guardare l'esempi della Geasar di Olbia, unico aeroporto italiano che ha capito l'importanza dei privati (costruendo un nuovo terminal dedicato completo anche di hangar) e che con il solo traffico privato da giugno a settembre ha entrate superiori ai 12 mesi di traffico linea/chater.

    Ciao
    Andrea
    Bè, non sono proprio d'accordo.
    Il sevizio pubblico di linea DEVE avere la priorità sul traffico privato e, ad esempio, sia il Codice della Strada che il Codice della Navigazione riconoscono questo principio !

    Sugli aerei di linea ci sono (potenzialmente) decine o centinaia di persone che hanno la precedenza sull'esigenza dei singoli (o cmq di pochi).
    Altro discorso sono i Servizi di Stato, i quali possono avere anche la precedenza; un po' come se avessero il "lampeggiante blu"...

  4. #14
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    Predefinito

    Il sevizio pubblico di linea DEVE avere la priorità sul traffico privato e, ad esempio, sia il Codice della Strada che il Codice della Navigazione riconoscono questo principio !
    Cioe' ? Gli autobus non devono rispettare i semafori ?

    Non mi risulta che il codice della strada o della navigazione preveda tali norme.

    Le norme che regolamentano la navigazione aerea non fanno distinzione (giustamente) fra aviazione di linea e privata.

    Ciao, Gianni.

  5. #15
    Habemus Marcionem!
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    Predefinito

    In Origine postato da I-DRAW
    Cioe' ? Gli autobus non devono rispettare i semafori ?

    Non mi risulta che il codice della strada o della navigazione preveda tali norme.

    Le norme che regolamentano la navigazione aerea non fanno distinzione (giustamente) fra aviazione di linea e privata.

    Ciao, Gianni.
    Mi spiace contraddirti, ma i tram hanno sempre la precedenza...

    DaV

  6. #16
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    Predefinito tram e aerei

    ...i tram hanno sempre la precedenza...
    I tram (come i treni) viaggiano su tracciati predisposti appositamente per loro.

    Se un aereoporto e' aperto al traffico di linea e generale, le regole da seguire sono le stesse per entrambe le tipologie di traffico, senza distinzioni.

    Ciao, Gianni.

  7. #17
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    Predefinito Re: .

    In Origine postato da I-DRAW
    Certo, ma forse si dovrebbe rivedere anche il modo con cui e' gestito il traffico da parte di alcuni enti di controllo.

    Negli aeroporti intercontinentali americani c'e' una densita' di traffico (commerciale e generale insieme e senza problemi) che farebbe venire l'infarto a molti controllori italiani.
    Condivido pienamente.
    A tal proposito vi segnalo queste discussioni : a prescindere dal tono, a volte esasperato di alcune di esse, credo traspaia con chiarezza la triste realta' in cui versa l'ATC italiano.


    http://www.traffico-aereo.it/forum/m...ead.php?tid=72
    http://www.pprune.org/forums/showthr...hreadid=115961

    Ciao

    Astridis

  8. #18
    Duffy
    Ospite

    Predefinito Re: Re: .

    In Origine postato da Astridis
    Condivido pienamente.
    A tal proposito vi segnalo queste discussioni : a prescindere dal tono, a volte esasperato di alcune di esse, credo traspaia con chiarezza la triste realta' in cui versa l'ATC italiano.


    http://www.traffico-aereo.it/forum/m...ead.php?tid=72
    http://www.pprune.org/forums/showthr...hreadid=115961

    Ciao

    Astridis
    Ciao Astri,
    ho dato uno sguardo ai link da te postati, ma credo che la situazione in Italia non sia così inguaiata.
    Ovviamente bisogna fare molte distinzioni in quanto non si può paragonare il traffico di un piccolo aeroporto (non faccio nomi per non scatenare una furiosa battaglia) con uno grande come MXP o LIN o FCO.
    Credo che l'esperienza e la professionalità dei controllori che operano su questi grandi aeroporti sia considerevolmente, e logicamente, superiore a quella di chi opera su piccoli aeroporti.
    Spesso mi è capitato di ascoltare in frequenza "Roma Approach" gestire contemporaneamente decine e decine di aerei (tipico pomeriggio romano ale ore 19:00 e magari con pioggia e tramontana).
    Tornando al topic del post posso dire che ci sono molti fattori da analizzare, non ultimo che per questioni di procedura a volte non si può far decollare un aereo se quello in avvicinamento non ha liberato lo spazio aereo relativo.
    Per spiegare meglio sono tipici gli atterraggi e i decolli da Ciampino in caso di forte vento da Nord:
    l'avvicinamento avviene sempre e comunque da Nord sia perchè la maggior parte dei voli viene da Nord, sia perchè la pista 15 è l'unica ad avere l'ILS, quindi un aereo in atterraggio deve effettuare l'avvicinamento ILS per pista 15, quindi a qualche miglio di distanza, "rompere" la procedura ed effettuare un "circle landing" per pista 33. Allo stesso tempo se un aereo deve decollare, deve farlo sempre per pista 33 (a causa del vento forte da Nord) e quindi deve aspettare che l'aereo in avvicinamento si tolga dal sentiero di discesa che è anche il sentiero che percorre l'aereo in decollo.
    E questo succede INDIPENDENTEMENTE dal tipo di aereo o dal tipo di volo, è solo e soltanto un problema di procedure.
    A Ciampino un aereo ci mette circa 3/4 minuti dal momento che riceve l'autorizzazione a muovere dal parcheggio a raggiungere la testata pista, ma un aereo in avvicinamento viene autorizzato a stabilizzarsi sul sentiero di discesa anche più di 10 minuti prima ed a questo punto l'aereo che è già in testata pista non può far altro che aspettare.

    Come vedete spesso la spiegazione a cose irrazionali ha dietro di se razionalissime spiegazioni.

    Spero di aver chiarito molti dei dubbi sollevati da questo thread.

    Ciao

  9. #19
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    Predefinito Re: Re: Re: .

    In Origine postato da Duffy

    Ovviamente bisogna fare molte distinzioni in quanto non si può paragonare il traffico di un piccolo aeroporto (non faccio nomi per non scatenare una furiosa battaglia) con uno grande come MXP o LIN o FCO.
    Credo che l'esperienza e la professionalità dei controllori che operano su questi grandi aeroporti sia considerevolmente, e logicamente, superiore a quella di chi opera su piccoli aeroporti.
    Ciao Duffy,
    sono anch’io per il non generalizzare, soprattutto quando si allude all’esperienza ed alla professionalita’ di quanti svolgono qualsiasi mestiere.
    Condivido pienamente la tua affermazione circa la preparazione dei controllori che svolgono la loro attivita’ negli aeroporti italiani in cui il traffico aereo e’ piu’ intenso rispetto ad altri, cosiddetti piu’ piccoli: la professionalita’, in ogni settore lavorativo, oltre che con l’impegno e lo studio, si acquisisce giorno dopo giorno attraverso la pratica e credo che su cio’ non si possa che concordare. Di conseguenza e’ saggio ed e’ giusto, come hai suggerito, tener conto delle distinzioni fra le varie realta’ ( alludo anche all’America ) e non azzardare paragoni che possono risultare inadeguati.

    Come molti utenti di questo forum, anch’io sono una dei “ non addetti ai lavori” e mi limito ad osservare, dall’esterno il mondo dell’aeronautica: spinta semplicemente dalla passione per l’aviazione e dalla sopravvenuta necessita’ di tenermi informata in quanto sono in procinto di svolgere, in questa materia, una tesi di laurea.
    Per questa mia incompetenza, non uso mai addentrarmi in discussioni di carattere puramente tecnico.
    Tuttavia, avendo concentrato negli ultimi tempi, la mia attenzione sul settore ATC, devo confessare che mi son creata un’opinione non proprio confortante ( anche se non allarmante ) sul servizio offerto da questi enti in Italia.
    Sicuramente la conoscenza delle regole procedurali per la gestione ed il coordinamento del traffico aereo, potrebbe eliminare tanti equivoci in cui spesso incorre, anche ingenuamente, un osservatore profano: e’ poi una questione di buon senso “osservare” con spirito critico e non in termini di giudizio ed eventualmente anche di condanna.
    La mia opinione sulla triste realta’ dell’ATC in Italia prescinde, pertanto, da singoli episodi o fatti: ho avvertito ed assimilato, da qualche tempo, ricercando materiale di studio ed avendo avuto modo di scambiare idee e opinioni sia nella vita reale che attraverso internet, una sorta di malcontento: da un lato, piloti che rimarcano la differenza fra la gestione del traffico aereo all’estero rispetto a quella italiana ( il giudizio e’ a sfavore della seconda ), dall’altro controllori che lamentano le loro vicissitudini contrattuali ed amministrative, soprattutto dopo la privatizzazione dell’ente ( leggasi ENAV S.p.A. ) cui fanno capo gli ATC sparsi su territorio nazionale.

    Beninteso, non faccio riferimento ad alcun indice statistico: si tratta di una mia impressione, basata su personali esperienze, come tale suscettibile di giudizi e di critiche. Alla luce di questo, sono propensa al confronto ed anche, ovviamente, ad un’ apertura delle mie cognizioni attuali.

    Un saluto a tutti ed in particolare al simpatico Duffy

    Angela

 

 
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