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Discussione: La scuola del CDX

  1. #1
    "SI PUO' FARE"
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    Predefinito La scuola del CDX

    Non solo sono riusciti a scontentare e avere contro tutte le componenti scolastiche, ma litigano anche tra di loro.

    Incompetenti allo sbaraglio.

    SCUOLA: SI DIMETTE RELATRICE DECRETO MORATTI IN COMMISSIONE CULTURA
    14/01/2004 - 12:24

    (ASCA) - Roma, 14 gen - la deputata Angela Napoli, di An, membro della Commissione Cultura di Montecitorio, si e' dimessa da relatrice del primo decreto attuativo della legge di riforma della scuola. Napoli, spiega la sua segreteria, ha espresso un giudizio negativo sulla circolare emanata dal ministro Letizia Moratti ieri sera, che regola le iscrizioni per il prossimo anno scolastico.

    ----------------------------------------------------------------------

    14.01.2004 L' Unità


    "Moratti, se 40 ore ti sembran troppe". Da tutta Italia a Roma a difesa del tempo pieno
    di Valentini Petrini

    Il dibattito sulla riforma Moratti rischia di farsi sempre più aspro anche perché, oltre ai docenti e al mondo politico, oggi a contestare la Legge 53, sono soprattutto padri e madri. Nascono "Comitati di genitori degli alunni" di scuole elementari che promettono battaglia, soprattutto a quella parte di decreto che si riferisce al tempo prolungato. Comitati in difesa della formazione dei propri figli, ma anche preoccupati di come verrà ridimensionato dalla riforma il corpo docenti. Un caso singolare è quello per esempio dell'Istituto di Roma "Fratelli Bandiera", dove, invece di aspettare che la legge venga approvata, i genitori hanno costituito, preoccupati, un Coordinamento per analizzare i possibili effetti della riforma e come, nel caso specifico delle scuole elementari e medie, il tutto verrà ridimensionato. Dal loro lavoro è nato anche un sito, molto utile da consultare per quanti ancora non sappiano nulla sui cambiamenti che investiranno le scuole: http://web.tiscali.it/doppiaerre

    Basta ciccare la voce "Salviamo il tempo pieno" ed ecco che 19 diapositive spiegano perché questa situazione di allarme generale. La questione dell'orario scolastico previsto dalla riforma, secondo l'analisi condotto dai genitori della scuola "Fratelli Bandiera", tira in ballo un'altra tematica: quella del ridimensionamento del corpo docenti. «La Riforma determinerà il taglio di 1 professore su 4, ben il 25% in meno di personale rispetto ad adesso. Mi sembra di aver capito che il Governo dopo la forte pressione sociale scatenatasi all'indomani della divulgazione del testo di legge, abbia spostato la discussione e la votazione a marzo, ma il pericolo rimane». Giorgio Asquini è uno dei genitori del coordinamento "Fratelli Bandiera". Da lui ci facciamo spiegare in che modo cambierà il funzionamento del tempo pieno dopo la riforma.

    Cosa succede oggi ad un bambino che frequenta la scuola elementare?
    «Entra alle 8.10, lezione fino alle 16.10, 8 ore al giorno per 5 giorni, per un totale di 40 ore settimanale. Per la mensa prevista una pausa di 45 minuti dalle 12.45 alle 13.30 e poi di nuovo lezione. Questo il tempo pieno ora, che vede i bambini nell'ambito delle 8 ore giornaliere sempre con gli insegnanti e il personale specializzato».
    Cosa potrà succedere dopo la riforma?
    «Noi abbiamo immaginato di applicarla e quindi quello che secondo noi accadrà è palese. Si passerà da 40 ore settimanali a 27 ore di lezione e 3 facoltative. Totale: 30 ore settimanali. Per spiegarci meglio, un caso potrebbe essere questo: entrata alle 8.10, lezione fino alle 12.10 (4 ore). Mensa dalle 12.10 alle 13.10 (quindi 1 ora e non 45 minuti). Infine 2 ore di lezione, le ultime della giornata, dalle 13.10 alle 15.10. Riassumendo i bambini avranno l'obbligo di 5 giorni settimanali ma non più per 40 ore bensì per 30 più 5 ore di mensa. A questo punto il nodo del problema si stringe ancor di più, soprattutto quando si analizzano le ore che dovranno svolgere secondo la riforma i singoli insegnanti. Adesso per ogni classe a tempo pieno sono previsti 2 docenti che svolgono 22 ore a testa per un totale di 44, più gli insegnanti specializzati (vedi quelli di sostegno, cancellati dalla riforma Moratti). Dopo ne basteranno 1 e mezzo con l'incognita delle ore di mensa». E allora, prosegue Asquini senza bisogno di altre domande, «che cosa faranno i nostri figli, con chi svolgeranno tutte queste ore di mensa visto che il personale subirà una riduzione, ma soprattutto quanto durerà questa mensa?».

    Ovviamente le dichiarazioni rassicuranti del ministro Moratti non bastano a placare gli animi anche perchè in tutta Italia si moltiplicano a macchia d'olio i comitati contro la riforma: vedi il documento prodotto dalla Basilicata o dall'ANCI contro in particolare la questione dell'anticipo delle iscrizioni. Le domande e le incognite sono tante anche considerando che il tema da noi affrontato riguarda solo la questione del tempo pieno, «ma in realtà sono molte altre le critiche che facciamo al corpo della legge -conclude Asquini- perché a pagarne sarà proprio la base della fase educativa , cioè le elementari».

    Sabato pomeriggio intanto l'appuntamento è con la manifestazione nazionale contro la riforma Moratti, «l'ultima di una lunga serie». Partenza alle 14 da piazza Esedra in difesa del futuro dei propri figli e per scongiurare che questa legge venga così approvata. «Anche perché i problemi inizieranno con l'entrata in vigore delle proprio delle «iscrizioni anticipate» -aggiunge Giorgio Asquini- Si potrà iscrivere alla scuola materna chi compie 3 anni entro il 30 aprile del primo anno di asilo il che significa che, entrando in vigore le iscrizioni anticipate, il bambino a settembre (inizio anno scolastico) avrà 2 anni e 4 mesi. Stessa cosa per le elementari: a settembre molti bambini avranno 5 anni e 4 mesi e frequenteranno la prima elementare con compagni più grandi e quindi maggiori difficoltà di adattamento».
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  2. #2
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    Predefinito Re: La scuola del CDX

    In Origine Postato da ossoduro
    Non solo sono riusciti a scontentare e avere contro tutte le componenti scolastiche, ma litigano anche tra di loro.

    Incompetenti allo sbaraglio.

    SCUOLA: SI DIMETTE RELATRICE DECRETO MORATTI IN COMMISSIONE CULTURA
    14/01/2004 - 12:24

    (ASCA) - Roma, 14 gen - la deputata Angela Napoli, di An, membro della Commissione Cultura di Montecitorio, si e' dimessa da relatrice del primo decreto attuativo della legge di riforma della scuola. Napoli, spiega la sua segreteria, ha espresso un giudizio negativo sulla circolare emanata dal ministro Letizia Moratti ieri sera, che regola le iscrizioni per il prossimo anno scolastico.
    Che si preparino a scaricare la Moratti in vista del rimpasto? Magari....

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: La scuola del CDX

    In Origine Postato da MetaPapero
    Che si preparino a scaricare la Moratti in vista del rimpasto? Magari....
    No non credo proprio, si tratterebbe di un atto troppo intelligente perche questo governo lo possa fare.....e' impossibile.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  4. #4
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    Predefinito

    L'altra sera l'ho vista in TV annunciando il decreto di attuazione ed ha smentito tutto.

    Ha detto che verrà mantenuto il tempo pieno a 40 ore.

    Sinceramente non ci capisco nulla.

    Saluti

  5. #5
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    Predefinito Dal sito della Pubblica Istruzione

    Articolo 3 - Attività educative
    1. L'orario annuale delle attività educative per la scuola dell'infanzia, comprensivo della quota riservata alle
    Regioni, alle istituzioni scolastiche autonome e all'insegnamento della religione cattolica in conformità
    all'Accordo che apporta modifiche al Concordato lateranense e relativo Protocollo addizionale, reso
    esecutivo con la legge 25 marzo 1985, n. 121, ed alle conseguenti intese, si diversifica da un minimo di 875 ad
    un massimo di 1700 ore, a seconda dei progetti educativi delle singole scuole dell'infanzia, tenuto conto
    delle richieste delle famiglie.

    Viene definito l'orario delle attività didattiche per le scuole dell'infanzia su base
    annuale per consentire alle singole istituzioni scolastiche autonome l'articolazione
    e la scansione dell'orario in corso d'anno che ritengono più opportuno.
    Contestualmente si afferma che tale orario annuo è comprensivo delle quote
    nazionale, delle Regioni, delle istituzioni scolastiche autonome e
    dell'insegnamento della religione cattolica.
    Vengono previsti un orario minimo e un orario massimo, che, su base settimanale
    media, oscillano da 25 a circa 50 ore. Attualmente l'orario delle attività è determinato su base giornaliera (solo turno
    antimeridiano e intera giornata con possibilità di chiusura del sabato)
    corrispondenti rispettivamente a 25 e a 40 ore settimanali).
    Come si può rilevare, l'offerta formativa, rispetto all'esistente, è pienamente
    garantita, ma vi è in più la possibilità per le scuole di definire un proprio modello
    o più modelli orari all'interno dei limiti minimi e massimi fissati.
    Di rilievo vi sono due aspetti:
    - il pieno riconoscimento della potestà organizzativa delle istituzioni scolastiche
    autonome di definire il modello organizzativo più funzionale al progetto educativo
    delle scuole,
    - il ruolo significativo delle richieste delle famiglie nella determinazione dei
    modelli orari.


    In questo senso il tempo scuola raggiunge, nella sua massima espansione, le 40 ore
    settimanali e si caratterizza come tempo pieno degli alunni.
    Questa formulazione è la stessa utilizzata per la scuola elementare in occasione
    della precedente modifica di ordinamento (legge 148/1990), definito dal comma 7
    dell'articolo 131 del Testo unico, recepita dal ccnl 94-97 che ricomprende il tempo
    di assistenza alla mensa tra le attività obbligatorie della funzione docente.


    Quacuno sa dire qualcosa?

  6. #6
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    Per come la vedo io, il fatto che vengano eliminati i due insegnanti e si torni a quello unico (tutor CEPU) svuota di significato il tempo pieno e introduce quello che ai miei tempi si chiamava "dopo scuola". Mi fa arrabbiare il fatto che la Sig.ra Moratti si ostini a chiamarlo tempo pieno e che si premuri di farlo sapere a tutte le famiglie (tra l'altro, quanto costerà?) prima ancora che il decreto attuativo sia stato approvato. Già ci sarebbe da discutere sul fatto per che la riforma scolastica non si sia seguito il normale iter parlamentare, ma si sia ricorsi a una legge delega, ma comunque...

  7. #7
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    Predefinito

    Perchè il "diario famigliare" dell'alunno che lo deve seguire lungo il suo percorso scolastico non è una violazione della privacy?

    In esso le insegnati sono tenute a riportare "le situazioni famigliari" dell'alunno. Non è un'ingerenza nella famiglia?

    Saluti

  8. #8
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    In Origine Postato da Montalbano
    Infatti il CEPU è il modello di scuola del centrodestra...
    Del tipo prendi tre e paghi uno ...

    B.

  9. #9
    "SI PUO' FARE"
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    Quelli della scuola con le tre I:

    - INCOMPETENTI;

    - IGNORANTI;

    - INDECENTI.


    14.01.2004 L' Unità


    Scuola, la Moratti cancella il tempo pieno. L'Ulivo ne chiede le dimissioni
    di Mimmo Torrisi

    Un ministro serio si sarebbe dimesso. In una delle giornate più surreali del sua gestione, Letizia Moratti ha scelto di continuare ad andare contro il resto del mondo, in nome di quello che è stato definito «efficientismo suicida», devastante per la scuola, ma persino per la Casa delle Libertà, che anche su questa storia ha dimostrato tutta la sua crisi. E contro l'ennesima sortita del ministro che continua a sentirsi manager, si è scagliata tutta l'opposizione: «Ha compiuto tre gesti inqualificabili insieme. Ha gettato definitivamente la scuola nel caos. Ha scavalcato il Parlamento tentando di applicare un provvedimento assai contestato. Ha di fatto abolito il tempo pieno, ai danni degli alunni, delle famiglie e dei docenti. Non paga, al danno ha aggiunto la beffa di una lettera di rassicurazioni ai genitori», hanno dichiarato in una nota congiunta i capigruppo al Senato di Ds e Margherita, Gavino Angius e Willer Bordon.

    Poltrone incollate Le dimissioni naturalmente non sono arrivate, anzi, è stato ottenuto di far ritirare quelle della relatrice di maggioranza al decreto attuativo della legge sui cicli, Angela Napoli (An), che nel frattempo era già stata sostituita con l'ignaro deputato di Forza Italia, Sergio Granani. Tutta la vicenda, dicono ancora Angius e Bordon, è «un segno del malessere dilagante di fronte al comportamento di un ministro che in due anni e mezzo ha raggiunto il solo obiettivo di attaccare le fondamenta della scuola pubblica. Sostituire il tempo pieno con un doposcuola significa infatti privare i bambini di istruzione ed educazione, trattare i docenti come babysitter e mettere in difficoltà le famiglie, specie quelle meno abbienti».

    Tutti contro La denuncia dei due esponenti dell'Ulivo, riprende sia le contestazioni che quasi all'unanimità sono venute dal mondo scolastico nel corso delle audizioni di queste settimane, sia le ragioni che avevano indotto la relatrice alle dimissioni: «Ora chiediamo al ministro Letizia Moratti di farla finita coi colpi di mano, con gli annunci e con i pasticci. Le chiediamo di ritirare la circolare e il decreto, ammettendo che non riuscirà ad attuare la sua legge sui cicli neppure per il prossimo anno. Le chiediamo di riprendere il confronto con tutte le parti interessate e con il Parlamento per l'attuazione della legge delega. Le chiediamo di non alterare leggi e progetti che hanno dato buoni frutti, come il tempo pieno. Le chiediamo di ottenere finalmente i finanziamenti annunciati da Berlusconi in persona, dei quali finora non c'è traccia, e di risolvere il problema del precariato docente. Le chiediamo in poche parole di ridare qualità alla scuola pubblica».

    Il futuro ipotecato Che il ministro ascolti le richieste dell'opposizione, dopo aver ignorato una per una tutte le istituzioni, i sindacati, i rappresentanti dei genitori e quanti le chiedevano di cambiare strada, appare difficile: «Se non otterremo risultati immediati saremo costretti a chiedere le sue dimissioni», concludono Angius e Bordon.

    Preoccupato per il destino della scuola pubblica, lo stesso segretario dei Democratici di sinistra, Piero Fassino: «Si smantella il tempo pieno, non si sa a quale scuola iscrivere i nostri figli. Il rischio è che le famiglie italiane siano sempre più inquiete di fronte ad una scuola che non è in grado di garantire ai bambini e ai ragazzi quel futuro sereno che tutti vogliamo», ha dichiarato al Tg3, annunciando che sabato prossimo i Ds manifesteranno a Roma «insieme a genitori e insegnanti per protestare contro i provvedimenti della Moratti e per salvare la scuola italiana e il futuro dei nostri figli».

    Piazza canta Una manifestazione che ha giocato un ruolo importante nel caos di questi giorni: «È evidente che, anche nella maggioranza, ci sono forze più sensibili a questa mobilitazione e altre meno - ha spiegato Ranieri, responsabile cultura della segreteria dei Ds - anche perché si tratta di una mobilitazione spontanea, non ideologica, venuta non a caso dei comitati dei genitori, quelli che, grazie all'azzeramento del tempo pieno, hanno visto per primi gli effetti della legge Moratti».

    Capricci e balletti Ranieri ha avuto parole di stima per Angela Napoli: «È una delle poche nel centro destra che sa quello che dice», diametralmente opposto il giudizio sul ministro: «Irresponsabile, incompetente e arrogante». L'esponente diessino, infine, Ranieri, ha messo sull'avviso per la possibilità che l'intero decreto, se e quando sarà emanato, venga annullato dal Consiglio di Stato: «C'è un evidente eccesso di delega e si rischia la bocciatura, come è già avvenuto, e anche in quel caso lo avevamo detto, per la riforma dell'Università».

    La scelta dello scontro, con il rischio di sfasciare tutto, secondo i Ds, è tutta da addebitare al ministro: «Era possibile rinviare d'un mese il termine per le iscrizioni, dando respiro a genitori e dirigenti scolastici, e avere così il tempo di emanare un decreto che tenesse contro delle osservazioni di tutti - ha spiegato ieri la parlamentare dei Ds, Alba Sasso - noi non avremmo sollevato obiezioni. Questo decreto pasticciato e pasticcione, invece, non può che essere rivisto». Un giudizio condiviso anche da altre forze del centrosinistra: «I cittadini sono stanchi di pagare sulla loro pelle questi balletti, questi scontri di potere interni nelle verifiche del Polo di centro-destra - hanno dichiarato i senatori verdi, Fiorello Cortiana e Loredana De Petris - invece del ritiro delle dimissioni di Angela Napoli, ritirino il decreto». Dello stesso tenore, il commento della capogruppo di Rifondazione comunista in commissione Cultura alla camera, Titti De Simone, che ha chiesto al ministro di fermarsi: «Non si può imporre al mondo della scuola una riforma che nessuno vuole più, neppure la sua maggioranza».

    Saluti
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  10. #10
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    L’obiettivo è chiaro ed in fin dei conti era già presente nel programma elettorale: favorire la scuola privata. In questo caso direi che l’obiettivo sia quello di privatizzare la scuola o di farla diventare una occasione di lavoro per i privati.

    Si vuole cioè fare in modo che la scuola offra dei servizi minimi, del tipo ti insegno a leggere e scrivere, poi se vuoi approfondire (leggi conoscere veramente) una materia lo devi richiedere come materia aggiuntiva (ovviamente a pagamento).

    Tuttavia è da notare che quest’orientamento era già iniziato da tempo con i precedenti governi di sinistra a conferma di come quei partiti o per meglio dire i loro dirigenti si stiano sempre più spostando a destra. Il principio di rendere autonome le varie scuole era ovvio che portasse alla loro privatizzazione e quindi a rendere quel servizio a pagamento.

    Molti potrebbero dire:”… che c’è di male? Senza quella vecchia scuola centralista e centralizzata che omologava tutti indistintamente e dava delle preparazioni spesso insufficienti è molto meglio una scuola decentralizzata nella quale si possa operare in modo autonomo con un maggior dinamismo e maggior controllo da parte anche delle organizzazioni od istituzioni locali”

    Il principio sarebbe buono se la nostra società fosse omogenea ma così non è e forse non lo sarà mai. Il risultato di questa operazione iniziata dalle sinistre e continuata con l’attuale governo è che molti servizi sono a carico della scuola questo comporta per la scuola che debba essere in grado di fronteggiare questi oneri aggiuntivi e come può farlo? Chiedendo finanziamenti alla regione, al comune, alla provincia, agli utenti.

    E’ ovvio che si crea in questo una diversità formativa che non avrà alcun riferimento alla capacità dello studente ma sarà legata alla ricchezza economica della regione, della provincia, del comune in cui risiede la scuola che frequenta ed anche dal quartiere in cui vive.

    Ovvio che così facendo si è creata una diversità di trattamento e di servizio legato al luogo in cui si vive e normalmente questo è legato anche alla disponibilità economica della famiglia.

    In ultima analisi chi avrà denaro e potrà permettersi di vivere nelle regioni, nelle province, nei comuni, NEL QUARTIERE più ricco potrà avere la scuola migliore con laboratori, strumentazioni, insegnamenti migliori ed offerte migliori

    La conseguenza è che chi ha maggiori disponibilità migliori potrà permettersi di frequentare scuole PUBBLICHE migliori chi vive in zone rurali, povere, nelle borgate o nei ghetti avrà un’offerta formativa scarsa. Tutto questo INDIPENDENTEMENTE dalle capacità dello studente!!

    Una cosa che non accade neanche nella peggior USA ove sovvenzioni, borse di studi, aiuti statali a categorie più deboli, associazioni intervengono a riequilibrare o a rendere possibile almeno ai più meritevoli accedere ai servizi scolastici di buon livello!!

    Con l’intento di contrastare i difetti del socialismo (quali?) oggi tutta la compagine parlamentare dall’estrema destra all’estrema sinistra (avete visto qualcuno protestare?) sta portando questo paese al peggior capitalismo incontrastato, senza leggi, norme, riequilibri, del mondo occidentale.

    Scusate se sono stato prolisso ma questo silenzio od il contrastare delle norme solo perché vengono da una o l’altra al potere senza vedere nella complessità le scelte delle nostre forze politiche mi sta decisamente irritando.

    Saluti

 

 
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