Una domanda che può essere anche più interessante del credere o meno in Dio: quale mezzo credete che l'uomo debba/possa utilizzare per convincersi della sua esistenza/inesistenza?
Io (che in questo periodo della mia vita sono più propenso al no che al sì) finora ho speculato tra me e me su queste strade: quella cosmologica-meccanicistica della tradizione tomista (Dio come causa immota dell'universo in moto), quella teleologica (l'esistenza di Dio viene ad essere supposta e resa probabile da un eventuale ordine finalistico che l'uomo coglie nella natura e che lo porta ad intuire l'esistenza di una disposizione non casuale delle cose), e quella - chiamiamola così - "psicologica" (postulando l'esistenza dell'anima, non posso non riconoscere una dicotomia tra fisicità/immaterialità che mi porta inevitabilmente a Dio).




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