Leggo e riporto dalla ml Fascismo e Libertà
D.

Quella specie di galletto da batteria, nutrito e cresciuto nell'allevamento della massoneria cosmopolita e da questa poi gettato sul mercato della sedicente politica attiva con il richiamo accattivante di una nota marca di tortellini bolognesi, abusando di facoltà che non gli appartengono né competono si sarebbe arrogato, com'è noto, la facoltà di consegnare il Fascismo alla Storia. Nientemeno!
Se dovessimo prendere sul serio le idiozie che i vari polli e galline d'allevamento, a cominciare da Bush, seminano in giro per il mondo, staremmo freschi. Non ci resta quindi che sorbirceli e necessariamente compatirli e disprezzarli. Se non fosse che, anziché consegnare - si fa per dire - il Fascismo alla Storia, questi perfidi gallinacci dell'allevamento massonico ( di cui faceva parte anche Saddam, finché non è venuta l'ora di tirargli, e nemmeno troppo metaforicamente, il collo), la storia del Fascismo vorrebbero pure riscriverla, naturalmente alla maniera in cui può farlo il più stupido pollame di quel pollaio. Leggiamo così sul sito
http://www.provincia.venezia.it/grup...20GERMANIA.htm

questa interpretazione del tutto fantastica di quel Fascismo che, l'ormai indigesto tortellino bolognese vorrebbe, si, proprio lui, consegnare alla Storia, senza sapere neppure dove stiano di casa sia il Fascismo che la Storia. Comunque traduco fedelmente dal predetto sito e... tenetevi forti:
LA VIOLENZA FASCISTA (v. pag. 4 di 9 ).
(...) Sostenuto anche da contributi in denaro da svariati agrari e industriali, le violenze, le cosiddette "spedizioni punitive" dei fascisti si intensificarono. Gli avversari politici del fascismo che più si mettevano in vista venivano aggrediti a colpi di arma da fuoco, oppure bastonati con i manganelli, o anche costretti con la forza a umiliarsi bevendo interi bicchieri (sic!) di olio di ricino, un fortissimo purgante (ri-sic!).
Nella sola pianura padana, nei primi mesi del '21, gli attacchi operati dalle squadre fasciste furono 276. Gli obbiettivi di questa violenza mostrano chiaramente che le squadre fasciste volevano colpire (ri-ri-sic!): 83 leghe contadine, 141 sezioni socialiste, 100 circoli culturali,28 sindacati operai, 53 circoli ricreativi operai. Gli organi dello Stato che avrebbero dovuto mantenere l'ordine non intervennero per reprimere le illegalità. Anzi, in alcuni casi le forze di polizia [ meglio ignorare la più monarchica Guardia Regia che altrimenti Fisichella s'incazza mentre, si sa, i CC.RR. restano sempre sacri come la mamma, Garibaldi e la sinagoga] si affiancarono alle squadre fasciste. Talvolta il popolo seppe resistere con coraggio e dignità alle violenze. Epica fu, ad esempio, la difesa di Parma, assalita da migliaia di fascisti nell'agosto del '22. La città si armò, alzò le barricate, respinse per oltre due giorni gli attacchi. Le squadracce (!!!) fasciste chiesero allora l'intervento dell'esercito, che accolto con entusiasmo dalla popolazione, si rifiutò di combattere. Alla fine, i fascisti dovettero ritirarsi, mentre il popolo di Parma abbandonava le barricate e riconsegnava ordinatamente la città alle autorità militari e ai carabinieri.
In realtà è dal lontano 1987 che lo scrivente ha reso di pubblico dominio, almeno nella città di Parma, il documento prefettizio sulle barricate dell'agosto '22 inoltrato al Ministero dell'Interno, documento che si riporta integralmente:
Ministero dell'Interno
Gabinetto del Ministro
Ufficio Cifra - Telegramma n.19667. (7) (va).
Da Parma il 5 - 8 - 22 ore 7; arr. ore 11

3683. Anche ieri sono giunti in città forti contingenti fascisti fra i quali un migliaio provenienti da Reggio Emilia su numerosi autocarri. Si è potuto impedire invasione zona Naviglio occupandola con le truppe ed ottenendo demolizione opere di difesa costruite dai sovversivi. Mantenuto sbarramento ponti comunicazione con oltre torrente.
In tutta la giornata è continuato in vari punti della città scambio colpi arma da fuoco ma con maggiore intensità da parte dei fascisti. Si lamentano sinora sei morti popolazione civile e vari feriti. Contegno fascisti che stanotte hanno sparato qualche colpo anche contro agenti questura si fa più minaccioso. Circolazione è diventata pericolosa anche per individui estranei lotte politiche. Conorerebbe (sic!) insistere presso direzione centrale fasci perché faccia subito cessare questo stato di cose che minaccia produrre conseguenze sempre più luttuose. Comunicato al generale comandante presidio militare precise istruzioni del Governo di impedire ogni costo invasione borghi difesi dalla truppa. Riservomi notizie provincia non ancora precisate. Sotto imposizione fascisti alcune amministrazioni socialiste già rassegnato dimissioni. Finora giunto soltanto vice commissario La Zazzera da Forlì.
Prefetto - Fusco

Dal citato documento risulta chiaramente che le barricate dei vari borghi di Parma erano presidiate e difese dall'esercito per ordine tassativo del Governo in carica. Tant'è che un certo tenente Coruzzi il quale aveva bloccato degli squadristi che si erano infiltrati nell'oltretorrente di Parma, li diffidò dal proseguire nella loro azione minacciando di far aprire il fuoco dal suo drappello ad altezza d'uomo come da ordine scritto esibito anche agli squadristi. Il ten. Coruzzi disse che dopo aver eseguito l' ordine si sarebbe fatto saltare il cervello e solo davanti a questa minaccia gli squadristi si ritirarono. Non è quindi affatto vero che i fascisti avessero chiesto l'aiuto dell'esercito che gli sarebbe poi stato negato dai militari stessi. I fascisti chiedevano invece la destituzione del prefetto Fusco nella convinzione che questi stesse agendo di propria iniziativa e non per disposizioni governative. In effetti il prefetto venne poi trasferito e l'autorità fu assunta dal generale Lodomez e, solo dietro questa garanzia, i fascisti accettarono di lasciare. la città. Lodomez fece poi sparare una cannonata d'assaggio contro le barricate dove già non vi era più nessuno. Così come nessun fascista ebbe a cadere in città nello scontro con i barricadieri più o meno prefettizi mentre, tra i cosiddetti "sovversivi" si contarono circa sette morti tra cui alcuni uccisi da loro stessi per imperizia nel maneggio delle armi.
Concludendo, questi anali non riescono neppure ad essere degli infami (troppo onore per loro!) rimanendo solo dei fastidiosi anopluri cioè i parassiti invertebrati delle parti basse; la casta più infima e sozza dei pidocchi. Scusate lo sfogo, ma in questo caso ci voleva proprio!
F.M