Da quel che so la Krupp ha chiuso Terni per spostare la produzione in Cina.In origine postato da pensiero
Martedì manifestazione a Palazzo Chigi. «Roma deve sapere»
Terni blocca l’autostrada «Salvate il nostro acciaio»
La città con gli operai. Il vescovo: chiusura inaccettabile
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
TERNI - Clacson, le trombe dei Tir. Autostrada del Sole bloccata, alle 10 del mattino. Gli operai della Thyssen Krupp Acciai Speciali escono in corteo dal casello di Orte. Quelli avanti a tutti, tengono alto uno striscione: «Lotteremo fino alla fine». Veicoli in coda per chilometri. Chi scende da nord, è già stato rallentato dal ghiaccio dell’Appennino. Un operaio: «Ci spiace, ma a Palazzo Chigi devono accorgersi del nostro problema». Mille licenziamenti annunciati. La multinazionale tedesca che non sembra disposta a trattare. Quattro suoi funzionari assediati in un albergo di Terni. E poi, da giovedì, nascosti chissà dove.
Le pattuglie della polizia deviano il traffico sulla Flaminia. L’operaio Attilio Romanelli osserva la scena: «Abbiamo diviso l’Italia in due. Speriamo vadano a dirlo a Berlusconi». Altri operai seduti sul guard-rail centrale. Agenti distanti. Fotografi che cercano gli sguardi dei lavoratori: occhi rossi, cerchiati. Barbe lunghe. Molti hanno trascorso la notte davanti ai cancelli e poi sono venuti qui. La fabbrica resta presidiata. Non si entra, non si esce.
Quelli che montano la guardia ai cancelli vogliono sapere come va giù al casello dell’autostrada e chiamano sui cellulari dei compagni. Telefonate brevi, «perché la bolletta costa». Suggerimenti: «Spiegate agli automobilisti per cosa lottiamo». Quelli seduti sull’asfalto: «Va bene. Ma voi preparate qualcosa di caldo, per quando torniamo». Dopo la neve dell’altra sera, c’è un bel cielo terso e un vento gelido. Davanti alla fabbrica, le braci per le salsicce. Damigiane di vino rosso. Le mogli che portano il pane fresco. Bambini che giocano a pallone.
Poi, verso mezzogiorno, mentre al casello i dimostranti decidono che «i fotografi e i cameramen dei tigì hanno ripreso quello che dovevano, possiamo interrompere la protesta», nel piazzale di questa cittadella dell’acciaio cominciano ad arrivare i pensionati, quelli che sotto le ciminiere hanno lavorato per una vita. Il signor Fernando Pasquali: «L’unica cosa che mi consolò, tre anni fa, quando i tedeschi vennero a dirmi che a 50 anni ero troppo vecchio per continuare a lavorare, fu il pensiero dei giovani. Pensai che, in fondo, il mio posto andava a un disoccupato e invece no: ora so che era soltanto un trucco».
Appunto, un trucco. E’ il sospetto che ha anche il vescovo Vincenzo Paglia: «La decisione di chiudere è inaccettabile». Arriva una signora e porta un salame e un thermos di caffè. «Mio padre ha lavorato lì dentro, e anche mio nonno. E mezza Terni ha vissuto e vive grazie alle acciaierie». Questo spiega la solidarietà che cresce, lo sciopero generale indetto, dal sindaco diessino Paolo Raffaelli, per venerdì. Quando i pullman con gli operai sono tornati dal casello di Orte, la gente sui marciapiedi faceva ciao con la mano, c’è stato qualche applauso. E poi ormai tutti sanno ciò che è accaduto l’altra sera, al teatro Politeama, dove era in programma un recital di Gianni Morandi. Il quale aveva appreso la storia dei licenziamenti in macchina, pure lui incolonnato dietro ai blocchi dei manifestanti. E così quando gli hanno chiesto di poter leggere un comunicato dal palco, lui ha risposto: «Il palco è vostro. E mentre leggerete, vorrei essere accanto a voi». Così è stato e così poi ora tutti raccontano dell’applauso lungo della platea, della gente che s’è alzata in piedi. Di quelli che avevano le lacrime agli occhi.
Davanti ai cancelli fa buio. C’è il riverbero dei fuochi, c’è il fumo bianco delle ciminiere. Ci sono quelli che stanno decidendo cosa fare martedì, quando una delegazione di operai verrà ricevuta a Palazzo Chigi. Intanto sono finite le sigarette. Serve un po’ di legna. «I tigì hanno parlato di noi?».
Fabrizio Roncone
I sinistri saranno contenti visto che Prodi & C. raccontano ogni giorno come il Celeste Impero sia una grande opportunità per l'Itaglia![]()




Rispondi Citando
