dal quotidiano IL GIORNALE
" il Giornale del 29/01/2004
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I consumatori citano Fazio in tribunale
Le associazioni denunciano il governatore dopo l'audizione in Senato: "Ha offeso 825 mila risparmiatori"
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Pochi giorni fa hanno manifestato sotto la sede di Bankitalia, ma l'intenzione non era quella di infierire contro il vertice di via Nazionale. Da martedì però la musica è cambiata e l'Intesa dei consumatori non è più disposta a fare sconti ad Antonio Fazio. Il cartello di associazioni consumeristiche che riunisce Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori non ha mandato giù l'audizione in Senato. Non sono piaciuti in particolare quei quattro soldi" evocati dal governatore a proposito dei risparmi volatilizzati nel crac Cirio, Parmalat e nella vicenda dei bond argentini. Quei denari protestano le organizzazioni, "coinvolgono 825mila cittadini e rappresentano il sudato risparmio mandato in fumo per precise responsabilità delle banche e per omessa vigilanza delle autorità predisposte ai controlli". Per questo - secondo l'Intesa - Fazio "chiederà debite scuse per le sue improvvide e offensive dichiarazioni rilasciate al Senato in un momento d'ira".
Insomma ai consumatori non basta più il bel gesto del direttore generale di Bankitalia Vincenzo Desario che la settimana scorsa li hA ricevuti a palazzo Koch. E a dimostrazione di quanto si siano raffreddati i rapporti c'è anche il primo ricorso alla giustizia da parte del Codacons. L'associazione presieduta da Carlo Rienzi ha annunciato di aver chiamato Fazio in giudizio dinanzi al Giudice di pace di Roma 1115 marzo. Le sue affermazioni all'audizione in Parlamento secondo l'associazione di consumatori sono "offensive nei confronti dei tanti risparmiatori coinvolti nei crac finanziari". Presentando la citazione, spiega Rienzi (che sta anche preparando una lista per le elezioni europee incentrata proprio sulle tematiche consumeristiche e sulla difesa dei risparmiatori) l'associazione "intende chiedere un risarcimento simbolico a Fazio. Un risarcimento in favore dei tanti risparmiatori che si sono sentiti offesi e ingiuriati dalle affermazioni del governatore, che ha difeso ad oltranza l'operato di Banca d'Italia sminuendo il danno subito dagli investitori". E il progetto di riforma della vigilanza di Tremonti? "Lo stiamo valutando, spiega Renzi che si schiera per una legge che metta nero su bianco le responsabilità delle banche e quelle dei promotori finanziari, riconoscendo il diritto alle commissioni "solo sui guadagni di chi ha investito".
Quello che è certo è che i consumatori condividono la lettura che il ministro dell'Economia ha dato a proposito delle responsabilità delle banche. E non sono d'accordo con Fazio quando dice che non c'era nessun motivo per bloccare le obbligazioni che le aziende non sono riuscite a onorare. "È indubbio - accusa l'Intesa dei risparmiatori - che le banche siano sotto accusa perché hanno collocato titoli (bond Cirio) che non potevano essere venduti ai risparmiatori neppure se lo avessero espressamente richiesto, perché emessi per investitori istituzionali in alcuni paradisi fiscali. Ed è altrettanto inconfutabile che mentre emettevano quelle obbligazioni, rientravano contestualmente dei crediti allegramente e incautamente concessi a un finanziere d'assalto".
La critica dei consumatori va oltre e investe il sistema di vigilanza "anomalo" che attribuisce a Bankitalia il ruolo di guardiano della concorrenza tra gli istituti di credito. Un esempio degli effetti? Il salatissimo costo del conto corrente. Con undici operazioni al mese, calcolano i consumatori, tenere i soldi in banca costa 503 euro all'anno. "
Saluti liberali




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