Scempio nella Valle dei Templi:
condannato Sodano
La Cassazione conferma la pena: un anno e mezzo. Il senatore dell’Udc dovrà sborsare 150mila euro a Wwf e Legambiente
AGRIGENTO Il senatore dell'Udc Calogero Sodano è stato condannato due giorni fa dalla Cassazione, in via definitiva a un anno e mezzo di reclusione, come era già avvenuto in primo grado e in appello. Il senatore è stato condananto per non aver fermato l'abusivismo edilizio nella Valle dei Templi, nonché al pagamento di 150mila euro a Wwf e Legambiente, che si erano costituite parte civile nel processo.
Calogero Sodano non soltanto non ostacolò l'abusivismo nella Valle dei Templi ma nel periodo in cui è stato sindaco di Agrigento i giudici lo hanno ritenuto responsabile del reato di omissione di atti d'ufficio. Secondo l'accusa originaria Sodano sindaco dal ‘93 al 2001 - avrebbe tratto vantaggio dal proliferare degli abusivi nella valle, soprattutto nella prima campagna elettorale.
Soddisfazione per la conferma della condanna è stata espressa dal presidente nazionale di Legambiente Roberto Della Seta: «È una sentenza meritoria per la tutela del territorio, perché sancisce definitivamente la responsabilità penale dei sindaci che omettono i controlli e la repressione dell'abusivismo edilizio».
Ma il senatore Sodano ha già collezionato altre due condanne (per ora in primo grado) in altrettanti processi: 2 anni e 6 mesi per le opere di urbanizzazione di Favara ovest e 10 mesi per l'appalto truccato del depuratore del villaggio Peruzzo, entrambi in provincia di Agrigento. Sodano è anche imputato in un altro processo con l'accusa di aver distribuito acqua inquinata alla città. C’è n’è anche un altro di processo, ancora nella fase dibattimentale, per la costruzione di una villa abusiva sempre nella Valle dei Templi. La villa in questione era intestata inizialmente alla suocera dell'ex sindaco, Clelia Aiazzi, che poi donò l'immobile alla figlia, Antonella Gulotta, moglie di Sodano. Tra i reati contestati vi sono la truffa aggravata, il falso ideologico, l'abuso edilizio e la violazione della normativa della Galasso.
L'avvocato Giuseppe Arnone di Legambiente (ha da poco ricevuto un indennizzo di 18mila euro dallo stesso Sodano per diffamazione) ripercorre i passaggi cruciali: «La famiglia del sindaco nel '96 compra un terreno nel Parco Archeologico, dov'era un vecchio e malmesso ovile distrutto e ovviamente già la zona era a divieto di edificabilità assoluta; dopodichè ecco la domanda al Comune per ristrutturare un immobile che non c'è… Poi, nel '98, costruiscono abusivamente e nel '99 trafugano le carte al Comune sostituendole con alcune false e sostenendo che in quel terreno c'era un immobile da circa 50 anni. Invece ce l'avevano messo l'anno prima (…). Nel 2000 ottengono i permessi necessari da Sovrintendenza e Comune. Nel 2001 Legambiente denuncia tutto e la Procura di Agrigento apre un'inchiesta; e dalle foto aeree degli ultimi anni in Procura vedono che lì non c'era mai stato nessun immobile».
Ma Sodano non ci sta. Dopo essersi appellato alla Cirami – quando un ufficiale giudiziario andò a casa sua per eseguire il pignoramento di 15mila euro (che poi divennero 18mila) per il risarcimento nei confronti di Giuseppe Arnone -invoca l'articolo 68 della Costituzione, che tutela i membri delle Camere.




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