Ma chi l'ha scritta questa boiata?Originally posted by portiere
FARE A PUGNI
Grande agitazione di piume e di penne nel pollaio del calcio italiano per la papagna mollata dal brocco Materazzi al collega di lavoro e di qualità calcistica Cirillo nell'ingresso del tunnel di San Siro, gesto che costringe il Presidente finto dell'Inter Facchetti e il Presidente vero Moratti a scusarsi umilmente e correttamente con i giocatori del Siena proprio nel giorno in cui avrebbero potuto finalmente festeggiare una vittoria chiara e netta grazie alla nuova raccolta di figurine comperate ai saldi di gennaio.
Che Materazzi sia un mediocre difensore pestone e un uomo con i nervi fragili, avemmo occasione di vedere ampiamente ai Mondiali Giappo-Coreani e in quella famosa Lazio-Inter nella quale il povero giovanotto sballò completamente, ma, in attesa della giuste e inevitabili punizioni, tutto questo starnazzare di commari e di chierichetti della santità del pallone suscita un forte senso di nausea.
Il cazzotto del Materazzi a molle scassate è un atto imperdonabile, ma la sorpresa è nel fatto che di questi episodi non abbondino le cronache. Il calcio italiano è, da tempo, un bacino di violenze e non soltanto fisiche. Adesso stai a vedere che è tutta colpa di Materazzi.
Le agenzie di stampa di domenica primo febbraio abbondano di notizie di botte, feriti e vandalismi negli stadi delle serie maggiori e minori. A Ragusa, C2, dopo un'ennesima sconfitta, il tecnico Cassia e il presidente Antioci sono usciti scortati per evitare l'assalto di alcuni fanatici che forse volevano rimproveragli di non avere comperato anche loro Adriano e Stankovic, come Moratti. A Trapani, serie D, un ragazzo di 11 anni è stato ustionato a un piede dal solito petardo nello scambio di razzi tra tifoserie. A Como, serie B, scontri fra le tifoserie locali e degli ospiti Napoletani finiscono con vetrine di negozi in briciole ed è una fortuna che nessuno sia rimasto ferito. A Firenze, un pescarese di 24 anni rischia di perdere un occhio. A Bologna Galliani deve rifugiarsi nella saletta della TV per parlare con i giornalisti, mentre gli gridano "ladro ladro" per rigori veri o immaginari negati al Bologna.
Ogni domenica, anche quando Materazzi tiene le mani in tasca, una nube tossica di violenza aleggia come quei fumogeni sparati da impuniti che li portano sulle gradinate, attorno a ogni partita, in ogni stadio e non è soltanto violenza fisica. E' la violenza dei più forti che fanno e disfano le squadre non secondo intelligenza e progetti, ma secondo la prepotenza dei portafogli. E' la violenza verbale che i responsabili delle squadre e della purtroppo inesistente Lega Calcio, stoltamente appaltata al Milan da poveracci che credevano di poter vendere l'anima ottenenendo qualche briciola dalla torta di Berlusconi, si scambiano, accusandosi reciprocamente di nefandezze finanziare, corruzione, conti fasulli, risultati programmati, favori inigusti che gasano i cervellini bolliti dei tifosi più stupidi.
E siamo soltanto all'inizio, perché, come avevamo facilmente previsto, la "fuga" del Milan (ma dove, da San Vittore?) già scatena sospetti e insinuazioni di sudditanza al potere politico-mediatico-finanziario-sportivo del suo padrone che ampiamente se li merita, perché non ha mai voluto tagliare il gomitolo dei propri interessi attorcigliati.
Si punisca esemplarmente Materazzi. Venga inviato alla Cayenna come Papillon, legato alla colonna Infame, fustigato col nerbo di bue, va bene. Purché gli ipocriti non credano che schiacciare una zanzara significhi bonificare la palude.
Che c'entrano i tifosi? e Berlusconi?




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