Cirillo ora accusa anche l'Inter
Il giocatore colpito da Materazzi: "Istigato da uno dello staff nerazzurro". Moratti: "Episodio molto grave". Il Siena indignato, ma invita al perdono.
MILANO, 2 febbraio 2004 - Bruno Cirillo è a casa, con una "contusione craniofacciale con ferita lacero-contusa al versante mucoso del labbro superiore", qualche punto di sutura e una prognosi di dieci giorni, salvo complicazioni. Marco Materazzi è alla Pinetina, dove ha lavorato a parte per via dell'infortunio ancora da superare definitivamente. Massimo Moratti, il proprietario ed ex presidente dell'Inter, è imbarazzato davanti ai cronisti: definisce "molto grave" il parapiglia di ieri sera, nel sottopassaggio di San Siro con tanto di pugno (di Materazzi) e faccia gonfia e rossa di sangue (di Cirillo) che ha fatto il giro del mondo in tv. E tace.
Il Siena calcio, invece, è indignato, in un comunicato definisce l'episodio di ieri come "ordinaria follia che non può essere in alcun modo giustificato" ma esclude il ricorso alla giustizia ordinaria. Affidandosi a quella sportiva che è già al lavoro. L'Ufficio indagini della Figc ha concluso già ieri notte a Milano gli accertamenti sul caso. Oggi la relazione di Stefano Bisignano, che ha sentito Materazzi (ma non Cirillo che era in ospedale) e alcuni testimoni, sarà presentata alla Procura federale e al giudice sportivo per gli eventuali deferimenti. Aspettando i provvedimenti, il presidente Paolo De Luca invita Cirillo al perdono: "Gli ho detto - racconta il giorno dopo - che nella vita bisogna avere il coraggio e la forza di perdonare. È stato un atto vile quello di Materazzi ma penso che sia meglio stendere un velo pietoso, perché penso che meno se ne parli ora e meglio è. È certo che gesti come questo alimentano la violenza che va invece condannata in ogni momento. Fosse capitato a un mio giocatore gli avremmo dato qualche mese di stop per farlo riflettere, ma devo dire che l'Inter si è prodigata subito per essere vicina a Cirillo. Ora evitiamo che questa vicenda travalichi l'aspetto sportivo e che si entri nel penale, lasciamo solo lavorare la giustizia sportiva".
Ma Bruno Cirillo e il suo procuratore, Federico Pastorello, non sono d'accordo. Il giocatore sul sito www.sportmanagement.mc rincara la dose e tira in ballo anche un componente dello staff nerazzurro: "Materazzi, seduto a una decina di metri dalla panchina, mi rivolgeva ripetutamente frasi ingiuriose e denigratorie. Accanto a lui sedevano altre persone tra le quali una dello staff nerazzurro che, divertita, fomentava il suo discutibile comportamento". Il procuratore aggiunge: "In queste ore i nostri legali stanno valutando se la clausola compromissoria ci consente di far ricorso alla magistratura ordinaria. Non è per spirito di vendetta, ma solo per una questione di giustizia".
La cronaca. Ma andiamo per ordine. Nel posticipo della 19ª giornata, l'Inter batte il Siena 4-0, l'arbitro Rodomonti fischia la fine. Ti aspetti il replay del gol e invece in tv appare il faccione sanguinante e gonfio di Bruno Cirillo che con voce rotta denuncia: "Volevo farvi vedere chi è Marco Materazzi, durante la partita mi prendeve in giro, diceva a Kily Gonzales 'puntalo, puntalo, che tanto è scarso', poi nel sottopassaggio mi ha colpito con un pugno". Forse due. "Il guardalinee ha visto tutto" giura. Poi se ne va dicendo "devo andare in ospedale". Il massaggiatore e il responsabile medico del Siena lo accompagneranno al pronto soccorso del San Carlo dove gli sono stati applicati alcuni punti di sutura nella parte interna del labbro. Ed è stata valutata la sua situazione neurologica perché il giocatore accusava nausea e vertigini, ma i sanitari hanno escluso ulteriori complicazioni. Materazzi, nel frattempo, appariva in tv per chiedere scusa: "E' una di quelle cose che non devono succedere, è andata male a lui, ma poteva andare male a me. Comunque chiedo scusa". Giacinto Facchetti, il nuovo presidente, scende negli spogliatoi con Moratti per chiedere scusa al Siena (che oggi ha ringraziato), poi il club nerazzurro annuncia "punizioni pesanti".
Il regolamento. Ma Moratti resta con un dubbio: non essendo Materazzi tra i convocati, poteva essere in quella zona dello stadio? "Effettivamente, mi dicono che Materazzi non fosse autorizzato. D'altra parte è una cosa che fanno in tanti - risponde il proprietario del club milanese -, certo bisogna stare molto attenti, e noi evidentemente non abbiamo fatto le cose per bene. Io però non conosco benissimo questa parte del regolamento". Lo conoscono negli uffici della giustizia sportiva, che nel pomeriggio prenderanno provvedimenti e dove il fatto di non essere in lista ma comunque sul terreno di gioco, è aggravante importante. Presumibilmente le giornate di stop saranno molte, minimo quattro. Il giudice sportivo Maurizio Laudi si riserva di decidere domani, intanto spiega: "Non ho ancora visto il rapporto sulla partita, ma mi risulta che qualcuno degli ufficiali di gara abbia visto che cosa è accaduto".




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