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Sondaggio a Scelta Multipla.
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Risultati da 41 a 49 di 49
  1. #41
    email non funzionante
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    la butto lì... ma non si potrebbe sostituire la fiammella nostalgica con un simbolo più energico, più virile, più carico di simbolismo ancestrale?!
    per esempio:

    (da stilizzare ovviamente, magari con una frangia tricolore stretta tra gli artigli...)

  2. #42
    Non sono d'esempio in nulla
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    Il Guelfo Nero chi sarebbe? Roberto Fiore? accidenti...al massimo, ma proprio al massimo, Guelfo Bianco.

    Comunque Fiore non è un mammo perché ha inaugurato molte sedi di Forza Nuova in giro per l'Italia, non ultima quella di Firenze

    Daniele

  3. #43
    Non sono d'esempio in nulla
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    Scusa Felix ma che accidenti di sito hai trovato?
    - E' proprio per tutte queste motivazioni che il regime fascista, nel suo patetico tentativo di emulare le gesta dell'impero romano, fece un grande uso del simbolo dell'aquila. -

    Daniele

  4. #44
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    In origine postato da Sùrsum corda!
    Il Guelfo Nero chi sarebbe? Roberto Fiore? accidenti...al massimo, ma proprio al massimo, Guelfo Bianco.

    Daniele
    concordo...un guelfo bianco che più bianco non si può.

    Guelfo Nero

  5. #45
    email non funzionante
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    In origine postato da Sùrsum corda!
    Scusa Felix ma che accidenti di sito hai trovato?
    bah, ho cercato con il foto-search di Altavista, ed è capitato quello... Comunque quello che interessa è il simbolo. L'aquila ha una carica semantica molto più forte di una fiammella...




  6. #46
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    In origine postato da Felix

    per ragioni misteriose la foto non appare

  7. #47
    Dalla parte del torto!
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    In origine postato da Paul Atreides
    X Rodolfo

    La geopolitica è una visione parziale della realtà. Da sola non può dare tutte le risposte che l'epoca reclama. Inoltre, se pure fosse una scienza, non è di certo esatta. Infatti le regolarità della geopolitica vanno sempre commisurate alla situazione storica che è in continuo divenire. Ergo, oggi l'Eurasia è solo un bel sogno, vista la penetrazione yankee nel cuore stesso dell'Asia.

    Un progetto unitario serve proprio per ricacciare indietro ciò che separa a tutto vantaggio di ciò che unisce. Se tu continui ad insistere su ciò che separa dandogli la preminenza, è ovvio che i risultati non andranno mai al di là della frammentazione più spinta. Inoltre, mi pare che i tuoi distinguo riguardino aspetti del tutto secondari. Le vere ''linee di faglia'' passano da tutt'altra parte


    Il progetto è errato quando finisce per non andare oltre ad una dichiarazione di principio.

    Ogni programma proposto sinora aveva in sé una sua coerenza ecc. Il punto reale è che hanno tutti fallito politicamente. Il che vuol dire che, prescindendo da cosa proponevano, avevano tutti lo stesso vizio d'origine. Erano ideologico-settari


    Un partito politico che si vuole rappresentativo dell'intera comunità nazionale per sua essenza tende a riunire proprio ciò che è eterogeneo. Questa è l'unica lezione che mi sembra ancora attuale del ''nazifascismo''.

    Il punto non è tacciare nessuno di alcunché. Ci mancherebbe. Il punto è che frammentare mentre si cerca di riunire è un clamoroso errore politico.

    Ciao
    x Paul

    1) La Geopolitica,infatti,deve essere solo uno dei tanti mezzi di un progetto politico ed essendo infatti superamento dell'ideologismo non si deve trasformare anch'essa in Ideologia. Per quanto riguarda il penetramento yankee in Asia ciò é assolutamente vero, ma d'altro lato è anche vero a mio parere che é solo la Russia che da un punto di vista strategico ma anche ideale può rappresentare un fronte di resistenza europeo e globale all'imperialismo americano (e ciò viene dimostrato dalla guerra in Serbia che é servito per l'accerchiamento americano della Russia che gli yankee considerano come il loro nemico potenzialmente più pericoloso, paradossalmente più dell'Islam)

    2) Secondo me un progetto unitario - soprattutto se orchestrato in tale modo - non serve ad anullare le differenze in una sintesi ma a creare un minestrone dove si dice tutto e non si dice niente.
    Noi non insistiamo su ciò che divide da ciò che unisce ma aspiriamo ad un progetto coerente e unificato e non una somma di visioni del mondo (in alcuni casi diverse ed opposte).

    3) A mio parere non erano ideologico-settari ma mancavano di organizzazione ma soprattutto di Uomini

    4) Un partito ideologico deve essere eterogeneo nel rappresentare il Popolo e la Comunità Nazionale, ma assolutamente omogeneo al suo interno

    5) Quello che tu dici é una cosa che non condivido, ma rispetto. Ti vorrei anche chiedere come mai negli anni 70 tanti camerati si allontanarono dal Msi se é un errore politico frammentare invece che unire. Una persona che ti sta a cuore (e che anche io considero l'unico e reale soldato politico) fece lo stesso e che chiamava il Msi : movimento sionista italiano

    Ciao
    Sinistra Nazionale!

  8. #48
    Dalla parte del torto!
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    Vorrei anche precisare, per non creare confusioni, come mai ci poniamo così duramente contro il progetto unitario della sedicente Area.
    Il problema é che noi -soprattutto il Coordinamento giovanile - ha da tempo superato gli angusti scantinati del neofascismo e dell'estrema destra.
    Noi abbiamo visto la battaglia politica come una battaglia per l'Identità. Identità, parola magica. Una parola che, oggi, in epoca di globalizzazione, diventa quasi una necessità ed un diritto insopprimibile. In pericolo, infatti, sono tutte le Identità: culturali, religiose, personali, etc. Tutte risucchiate e disperse all'interno del grande tritacarne globale. In quest'ottica, il mantenimento, la conservazione e la preservazione delle Identità risulta essere l'arma vincente anche per un movimento politico.
    L'azione politica diviene una sorta di tentativo di voler mantenere la linea e rimaner fedeli a sé stessi. Inoltre, non solo sotto un profilo sociale e culturale, ma anche strettamente politico si deve rilevare la costante e progressiva perdita di Identità.
    Difatti, i punti di riferimento storici della politica italiana, destra e sinistra, hanno definitivamente perso ogni propria singola peculiarità; disorientando ed allontanando gli oggetti-soggetti della politica: i cittadini. E' evidente come il vecchio e falso contrapporsi di destra-sinistra-centro, dotati di propri tratti caratteristici, sia oggi venuto meno a causa proprio dell'avanzare del sistema globale che gli stessi schieramenti-schemi avevano favorito in più di 50 anni di azione.
    Oltretutto, l'Identità riguarda, per noi, ben altro che una scelta di schieramenti; poiché essa si riferisce direttamente alla sostanza ed al nucleo centrale di una qualsiasi comunità o movimento politico che non voglia essere solo confusionaria aggregazione. Una sostanza su cui plasmare una nuova classe dirigente, una nuova genie di rivoluzionari, nel senso etimologico del termine.
    Cioè, intesi come coloro che "operano per creare un moto che riporti al punto di partenza, all'origine".
    Un'origine che è da ricercarsi nella Tradizione, che altro non è che "quell'originario modello fissato nei cieli per chiunque intenda vederlo e, vedutolo, fondarlo in se stesso" ed è a questo che dobbiamo adeguare la nostra azione politica e personale.
    Un modello fissato nei cieli che ben poco ha a che fare con l'amorfo mondo della fascisteria, in cui attualmente ci ritroviamo ancora ad annaspare. Un mondo in cui il Fascismo,deformato, diviene il fine ultimo!
    Di sicuro, il Fascismo fu, come ha detto Freda, "un'estate di San Martino", una reazione crepuscolare, autunnale, alla decadenza, semplicemente precorritrice dell'inverno delle culture - che per noi è l'inverno della modernità -, ed è, quindi, evidente come per questa sua caratteristica esso non possa essere un modello sempre valido ed applicabile.Fu solamente la risposta, giusta, ad un certo momento storico unico ed irripetibile.
    Il richiamarsi al Fascismo, oggi, è semplice infantilismo e/o stupidità politica. Peggio ancora quando lo si fa in modo nostalgico; quando si inscenano le carnevalate in orbace e camicia nera che annualmente si ripetono nelle gite fuori porta a Predappio(quando i neocirconcisi di AN improvvisamente ridiventano camerati), offendendo la memoria di chi realmente fu rivoluzionario. Ridicole esternazioni compiute da chi cerca comodo e rassicurante rifugio nel passato, al fine di non vivere il presente, poiché non all'altezza degli attuali scenari.
    Tutte cose che accadono nel piccolo e fetido stagno della cosiddetta Area. Un'Area da cui è necessario allontanarsi il più presto possibile, al fine di unificare il nostro Popolo per la lotta del domani. Un'unità che non può avvenire al di fuori di criteri di omogeneità e lontana dagli attuali settarismi.
    Unica soluzione per far sì che si possa essere credibili èlites anticipatrici di una Nuova Era presso le masse disperate e diseredate.Ma quali masse? Quale base sociale?
    Le masse del XX° secolo, infatti, non esistono più: al suo posto c'è oggi in Europa un'indifferenziata, informe, massa piccolo-borghese di uomini isolati,amorfi, senza identità, fatti con lo stampo che ha come contraltare un'elite capitalista senza nome, senza volto, senza patria, senz'anima: una situazione che si tradurrà - ma che si sta già traducendo - in milioni di disoccupati, disadattati deviati. Di una guerra tra nord e sud del Mondo che sta sostituendo il superato bipolarismo Est-Ovest.
    Una situazione non ineluttabile perchè - è la storia che ce lo insegna - è proprio il periodo di passaggio (quale questo indubbiamente è) tra l'inizio di una crisi mondialista ed il suo riassorbimento(spesso ottenuto scatendando una guerra d'aggressione imperialista) che il Sistema è più debole e mostra il fianco: è quello il momento in cui le autentiche energie rivoluzionarie - che dovremmo rappresentare - preparate per tempo a quel compito ed a quel momento che devono agire e colpire duro chiamando al riscatto ed alla riscossa sotto le bandiere della propria Tradizione ed Identità il proprio popolo.
    Ci attendono tempi bui, ma al tempo stesso esaltanti, radicali, in cui le Idee(anche le nostre) dovranno confrontarsi con la dura Realtà di un mondo in crisi, di una civilizzazione alla fine del suo Ciclo Vitale: ma almeno saranno anni VIVI degni di essere attivamente vissuti. Saremo noi degni di questo compito?
    Non lo saremo se - come abbiamo detto - ci accontenteremo del piccolo ghetto dell'estrema destra (così consolatorio ma al tempo stesso così improducente ed incapacitante) e non sapremo mettere in discussione noi stessi.
    Qualcuno infatti diceva che"Non è vera rivoluzione quella che si limiti a cercare di applicare modelli di rivoluzioni precedenti, sia pur vicino nel tempo e nello spazio".
    Figurarsi in Italia dove una base sociale borghese ed anni di demagogia pseudo-rivoluzionaria, composta di frasi fatte, di dogmatismi, settarismi, risentimenti personali e/p storici, di antifascismo e di anticomunismo "viscerali" fa sì che parlare di Rivoluzione può avere il sapore amaro della beffa ed esporsi al ridicolo.Dovremo fare i conti anche con questo, con il nostro ed altrui passato recente.Per dirla con un autore che dovrebbe essere a tutti noi caro, Pierre Drieu La Rochelle."La costruzione dell'avvenire è inclusa nella critica del passato e del presente".
    In conclusione, vorremmo rivolgerci a coloro che auspicano velleitarie unità dell'Area senza alcun progetto politico, siano esse dal basso o dall'alto. Un'unità che sarebbe semplicemente assurda ed inutile.
    Assurda perché sarebbe la semplice unificazione di visioni del mondo totalmente inconciliabili. Inutile perché saremmo costretti a continuare a dar fiato a vecchi e giovani tromboni che non riescono a vedere oltre il nostalgico ricordo di ciò che è stato solo transizione ed effimero.
    E', quindi, tempo di andare oltre e di ricacciare indietro chi si attarda sulla strada di vecchie e decadenti ideologie del ventesimo secolo.

    Pensate che tutto questo abbia a che vedere con la Rifondazione Missina?
    Sinistra Nazionale!

  9. #49
    Paul Atreides
    Ospite

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    In origine postato da Rodolfo
    x Paul

    1) La Geopolitica,infatti,deve essere solo uno dei tanti mezzi di un progetto politico ed essendo infatti superamento dell'ideologismo non si deve trasformare anch'essa in Ideologia. Per quanto riguarda il penetramento yankee in Asia ciò é assolutamente vero, ma d'altro lato è anche vero a mio parere che é solo la Russia che da un punto di vista strategico ma anche ideale può rappresentare un fronte di resistenza europeo e globale all'imperialismo americano (e ciò viene dimostrato dalla guerra in Serbia che é servito per l'accerchiamento americano della Russia che gli yankee considerano come il loro nemico potenzialmente più pericoloso, paradossalmente più dell'Islam)

    2) Secondo me un progetto unitario - soprattutto se orchestrato in tale modo - non serve ad anullare le differenze in una sintesi ma a creare un minestrone dove si dice tutto e non si dice niente.
    Noi non insistiamo su ciò che divide da ciò che unisce ma aspiriamo ad un progetto coerente e unificato e non una somma di visioni del mondo (in alcuni casi diverse ed opposte).

    3) A mio parere non erano ideologico-settari ma mancavano di organizzazione ma soprattutto di Uomini

    4) Un partito ideologico deve essere eterogeneo nel rappresentare il Popolo e la Comunità Nazionale, ma assolutamente omogeneo al suo interno

    5) Quello che tu dici é una cosa che non condivido, ma rispetto. Ti vorrei anche chiedere come mai negli anni 70 tanti camerati si allontanarono dal Msi se é un errore politico frammentare invece che unire. Una persona che ti sta a cuore (e che anche io considero l'unico e reale soldato politico) fece lo stesso e che chiamava il Msi : movimento sionista italiano

    Ciao
    1) resta il fatto che l'ipotesi ''Eurasia'' è oggi un'opzione politicamente poco realistica. Non solo. Presentarsi come movimento o partito ''eurasista'' potrà mai creare consenso? Ma quanti hanno idea dell'Eurasia o anche della geopolitica? A me sembra una cosa minimo minimo ''esoterica'', totalmente estranea ad almeno il 99% della popolazione. Ben altro rilievo avrebbe questa iniziativa se si connotasse come una specie di ''laboratorio'' da cui un partito o movimento potrebbe attingere idee, analisi e uomini. Ma ciò presupporrebbe perlomeno un forte movimento politico già esistente e necessiterebbe pure della ''scrematura'' dell'attuale ipertrofica ''offerta'' di progetti che connota l'ambiente

    2) questo del ''minestrone'' è un rischio reale, implicito in ogni ''nuovo inizio''. Ma da qui a giudicare in anticipo ce ne corre. D'altronde, la politica vive anche di occasioni. Questa è un'occasione. La si può trasformare in mero ''occasionalismo'' o nel ''momento giusto''. Inoltre il mio auspicio è che tutti facciano un bel passo indietro rinunciando ognuno a qualcuna delle loro ''idee fisse''.

    3) credo che siano vere entrambe le cose. D'altronde, che si debba puntare sulla Mussolini la dice lunga sulla mancanza di figure significative. Il che non è certo una colpa della Mussolini ma di un ambiente che in tanti anni non ha proposto nessuno

    4) un partito totalmente omogeneo come può mai rappresentare ciò che è eterogeneo? E' impossibile

    5) innanzitutto il contesto è diverso. Il frammentare, se diventa patologico, è un male. E oggi la frammentazione ha raggiunto livelli di schizofrenia pura; quindi un processo di ''inversione'' è indispensabile, pena la totale scomparsa. Inoltre, proprio perché il contesto era diverso, rompere con il MSI allora era di gran lunga più impegnativo e richiedeva capacità e qualità di gran lunga più solide, e proprio perché esisteva il MSI. Oggi, parliamoci chiaro, si va alla deriva, con mille gruppetti ognuno convinto di avere la ricetta giusta in saccoccia. Vedremo tra vent'anni cosa sarà rimasto...
    Infine, il ruolo delle Ar, ad es., è sempre stato più quello del laboratorio politico-culturale e del ''sodalizio comunitario'' che non quello di un vero e proprio movimento politico [e in fondo lo stesso Fronte Nazionale non era di certo un ''partito''].

    Ciao

 

 
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