Pare che nel duello pollista fazio-3colli, quest'ultimo stia avendo la peggio...
“LIBERO” DI SPARARE SU TREMONTI
DELL’UTRI, SANTO PROTETTORE DI FAZIO-GERONZI, SOFFIA SU SILVIO:
MEGLIO UN GOVERNATORE IN SELLA CHE UN TREMONTI AL POSTO TUO
Il primo siluro è partito il 5 febbraio. Prima pagina del quotidiano diretto da Vittorio Feltri, Angelucci editore: “Tremonti mi dimetto. Berlusconi: fai pure, io non cambio idea. Al punto in cui siamo arrivati, sono costretto a dirtelo chiaramente, Giulio: se te ne vai, mi risolvi un problema”. …”. E voilà, ecco scodellati i retroscena sull’abortito disegno di legge su risparmio, la bozza che doveva fare i bozzi al duo Faziolat-CirioGeronzi. Con il ministro dell’Economia, fino a ieri salutato e osannato come salvatore della patria del risparmio, scaraventato sul tappeto da un terribile gancio da parte di Berlusconi. Il tuo Ddl, caro Giulietto, te lo metti in quel posto, qui comando io, salutame a’ soreta.
(Cesare Geronzi, il Cardinale Giovan Battista Re e Antonio Fazio-U.Pizzi)
Il giorno dopo, venerdì 6 febbraio, secondo colpo, alla ricerca del kappao. Pagina 2 di “Libero”, titolo a tutta pagina: “Per Tremonti pronto un esilio d’oro in Europa”. Una bella poltrona di commissario all’Unione Europea. La sua uscita dal governo faciliterebbe la verifica, scrive Mario Prignano, il presidente del consiglio intenzionato a sostituirlo con un uomo di fiducia.
(Il ministro Tremonti-U.Pizzi)
Che succede? Come mai Tremonti viene così brutalmente degradato a Trecolline? Anzi, nel giro di due giorno, “Libero” avanza come un bulldozer e lo spiana, rendendolo più liscio di un tavolo di biliardo. Ma soprattutto, sorge tosta la domanda delle cento pistole: come mai il Cavaliere Liftato ha così brutalmente scaricato (e umiliato) il ministro più potente del suo gabinetto?
La risposta alla prima domanda è semplice: nelle more degli scandali Cirio e Parmalat, voce fuori dal coro di carta, “Libero” non ha mai nascosto - anzi ha sempre evidenziato - di tifare per Capitalia e di interpretare il pensiero di Cesare Geronzi, anche perché la Tosinvest della famiglia Angelucci, proprietaria dell´intero pacchetto del giornale diretto da Feltri (insieme, una quota rilevante de “Il Riformista”), nuota alacremente nel patto di sindacato di Capitalia. Dalla Cofiri ai debiti diessini, gli Angelucci hanno viaggiato fianco fianco con il Sor Cesare. Di qui, la rapida vendetta del banchiere contro il Tremonti spianato da Berlusconi.
(Silvio Berlusconi-U.Pizzi)
La risposta alla seconda domanda – il Cavaliere che riduce Tremonti a tre palle e un soldo – arriva invece da Franceschiello Cossiga. Sempre su “Libero” del 6 febbraio: Scrive il Gatto Sardo, sotto l’eloquente titolo: “E Dell’Utri soffia contro Giulio”. “…Rimane insoluto il problema dell’indecente conflitto tra il ministro dell’Economia ma che forse ormai, dopo il lungo colloquio di Berlusconi con il senatore Marcello Dell’Utri e il senatore Luigi Grillo (difensore di Fazio,vicino a Scajola, ndD), e il varo di questo disegno di legge, - che se non è un aborto, è certo almeno un parto molto, ma molto prematuro -, si è sostanzialmente risolto a favore di Antonio Fazio, che rimane certissimamente al suo posto, mentre di Giulio Tremonti non me la sentirei davvero di dire altrettanto”.
Oggi, domenica 8 febbraio, sempre su “Libero”, il Presidente Emerito, incalzato da Renato Farina, ritorna alla carica, ancor più esplicito: “Fazio è difeso solo da Casini, Fini e Follini. Soprattutto Fazio ha ritrovato il suo antico protettore, Marcello Dell’Utri. Dunque, Berlusconi potrebbe promuovere Tremonti ministro degli Esteri, e sostituirlo al ministero dell’Economia con Giampiero Cantoni…”.
(Il Presidente Cossiga con Claudio Velardi-U.Pizzi)
Chiaro il discorso? E’ il previdentissimo Dell’Utri che toglie dalla testa del Cavaliere qualsiasi malsana idea di friggere Fazio (e Geronzi) come una fettina panata. Perché mettersi contro l’istituto centrale di Vigilanza, e sottolineo Vigilanza? Da una parte. Dall’altra, Dell’Utri sottolinea al Cavaliere la galoppante rilevanza politica acquisita negli ultimi tempi da Tremonti, diventato con il Parma-crac e il Cirio-flop il punto di riferimento alternativo a Berlusconi. Quella famosa riunione nella saletta dell’Aspen Istitute, capotavola Tremonti, con Fassino, il pm Greco, Giuliano Amato, Bruno Tabacci, eccetera, passata alla storia come “bicameralina”, mirava a configurare la quadratura del cerchio intorno ai reprobi Fazio e Geronzi. Quindi, caro Silvio –ha concluso Dell’Utri - non ti agitare: meglio un Fazio-Geronzi in sella, che un Tremonti al posto tuo, con la Vigilanza della Banca d’Italia alle calcagna…
(Marcello Dell'Utri con Anna La Rosa-U.Pizzi)
(Il ribaltone ispirato da Dell’Utri e accolto da Berlusconi ha subito avuto una ricaduta alla riunione del G7 in Florida. Con Fazio che non ha rivolto nemmeno un cenno di saluto all’odiato Tremonti, né il Governatore ha partecipata alla rituale conferenza stampa congiunta…)
FAZIO SGARBO: ARRIVA IN RITARDO E RESTA FUORI DALLA SESSIONE LAVORI
Boca Raton, 7 feb. - (Adnkronos/Marketwatch) - Un contrattempo, questa mattina, ha lasciato Antonio Fazio fuori dai lavori del G7. Il governatore della Banca d'Italia si sarebbe infatti presentato con circa mezz'ora di ritardo all'appuntamento con i lavori della sessione cui partecipavano i suoi omologhi delle diverse Banche centrali e ha trovato la porta chiusa. Pazientemente, Fazio ha accettato l'incoveniente ed e' rimasto in attesa della chiusura dei lavori. Sconosciute le cause del ritardo. Fazio era infatti uscito dal suo albergo alle 7,40 del mattino e l'inizio dei lavori era fissato alle 10. Lui e' arrivato circa alle 10,30.
FAZIO: TREMONTI CHI?
Boca Raton, 7 feb. (Apcom) - Nuovo capitolo nella "querelle" tra Giulio Tremonti e Antonio Fazio. Alla fine del vertice G7 di Boca Raton il tanto atteso faccia a faccia davanti alla stampa tra il ministro dell'economia e il governatore della Banca d'Italia, dopo i contrasti delle scorse settimane sulle responsabilità di vigilanza sullo scandalo Parmalat e sul disegno di legge di tutela del risparmio alla fine non c'e' stato, infrangendo una consuetudine che vede le due cariche affiancate nell'illustrare, a consuntivo del summit, i risultati raggiunti.
Le due delegazioni hanno infatti deciso di non dare vita alla consueta conferenza stampa congiunta di fine vertice. Invece l'inconsueto epilogo del G7 di Boca Raton ha visto il ministro Tremonti incontrare da solo i giornalisti in una conferenza stampa-lampo. Il ministro aveva talmente fretta di raggiungere l'albergo e poi l'aeroporto che ha preferito non sedersi al tavolo con i giornalisti e illustrare i punti salienti del comunicato rimanendo in piedi. Assente invece il governatore Antonio Fazio, che pare comunque sia stato regolarmente invitato.
Che l'atmosfera non fosse propizia a un loro incontro, lo si era in effetti intuito fin da prima che il vertice avesse ufficialmente inizio. Ieri gli organizzatori del G7 avevano distribuito la lista dei ministri e dei governatori partecipanti al weekend di lavori e nella casella Italia era comparso a sorpresa il nome del funzionario del Tesoro Fabio Franceschini anziche' quello del governatore stesso, Antonio Fazio. Una rapida verifica con il Tesoro aveva permesso di appurare che si trattava solo di un errore degli organizzatori e che Fazio era effettivamente in volo per Boca Raton ma l'incidente aveva lasciato intuire quello che sarebbe stato il destino del vertice.
Per calcolo o destino, i due non si sono infatti mai incontrati davanti ai microfoni delle tv o ai taccuini dei reporter. Mentre Tremonti ha concesso in mattinata una breve intervista, il governatore Fazio e' rimasto sempre lontano dal media center, scegliendo un profilo piu' basso rispetto al collega. Eppure l'incontro privato fra i due c'e' stato: alla cena di inizio vertice, in cui il ministro dell'economia ha fatto da relatore per quanto riguarda la lotta contro i finanziamenti al terrorismo, i due erano seduti fianco a fianco ma su quello che si siano detti, sempre che si siano parlati, c'e' il massimo riserbo. Di sicuro non devono aver approfittato dell'occasione per fare attenuare i contrasti delle ultime settimane se e' vero che fin da questa mattina circolava l'ipotesi di una cancellazione della conferenza stampa congiunta in caso il comunicato finale del vertice non offrisse elementi reali di novita' rispetto a Dubai.
Ma nel pomeriggio di oggi il loro gioco a distanza si e' arricchito di nuovi capitoli. Una fonte del Tesoro e' intervenuta per smentire le voci secondo cui Fazio avrebbe perso alcuni degli incontri della mattinata a causa di motivi personali. "Il primo appuntamento previsto per il governatore - ha detto la fonte - e' alle 14,30 locali, le 20,30 in Italia. Prima di allora Fazio non ha alcun impegno". Ha poi provocato clamore in sala stampa la foto ufficiale del G7, che mostra tutti i ministri e i governatori delle banche con indosso la cravatta ufficiale azzurra made in Italy regalata dagli organizzatori del vertice ai membri delle delegazioni. Unica voce fuori dal coro, o meglio unica cravatta non in tono proprio quella del governatore Antonio Fazio, che ne indossava invece una di un grigio tenue.
Il G7 di Boca Raton insomma e' stato il vertice del gioco a ignorarsi dopo lo scontro a muso duro che si era invece registrato nel precedente incontro, quello di settembre in Dubai. In quell'occasione Nel corso della conferenza stampa di fine vertice, Fazio aveva incalzato a sorpresa allora Tremonti sul tema delle riforme delle pensioni ("La misura allo studio del governo e' un inizio vero? Non credo ci veniate a dire che questa è la riforma") e sul tema della concorrenza cinese, che a detta di Tremonti penalizza le esportazioni italiane ("ma non riesco a capire perchè pur avendo problemi simili ai nostri i francesi e i tedeschi continuano a esportare e noi non ce la facciamo").
Dopo Dubai, i due avevano scelto, temporaneamente, di abbassare i toni dello scontro ma all'improvviso all'inizio di dicembre fra di loro e' spuntato lo scandalo Parmalat e le accuse reciproche non sono mancate. In particolare quella di Tremonti nei confronti di Fazio, reo, a suo avviso di non aver esercito sufficiente vigilanza sulle banche. Un'accusa subito rispedita al mittente.
Dopo le crisi Parmalat e Cirio, il G7 di Boca Raton doveva appunto offrire l'occasione di una riappacificazione, se non altro a uso delle telecamere. Invece la grande attesa e' andata delusa, lo showdown pubblico tra Tremonti e Fazio e' rimandato alla prossima occasione.
Dagospia.com 8 Febbraio 2004











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