La copertura della rete UMTS di ogni gestore UMTS italiano dovrà essere, al 30 giugno prossimo, pari al 95% della popolazione nei 30 capoluoghi di provincia principali. Un obiettivo minimo stabilito dalla delibera 388/2000 dell'Autorità Garante delle Comunicazioni, obiettivo che pare ad oggi difficilmente raggiungibile.
Le amministrazioni comunali continuano la propria "guerra" contro i gestori che vogliono installare le antenne 3G e la copertura va a rilento. Come se non bastasse, anche i singoli cittadini presentano ricorsi contro le installazioni. Esemplari i casi di Venezia e Firenze, dove da mesi non viene installata un'antenna per le continue opposizioni delle Giunte e dei cittadini alle richieste dei gestori.
Licenze UMTS a rischio di ritiro? Secondo il quotidiano economico Milano Finanza, il ministro Gasparri avrebbe già ipotizzato ad una soluzione-ponte che non richiederebbe modifiche della delibera 388/2000. Il Ministro sarebbe pronto a "chiudere un occhio" sul mancato raggiungimento degli obiettivi di copertura minima, purché i gestori detentori di licenza UMTS provino, documenti alla mano, la richiesta di autorizzazione per l'installazione delle antenne. In altre parole, i gestori dovranno provare di non essere riusciti a raggiungere la copertura prevista per i rifiuti delle Giunte comunali o ricorsi dei cittadini.
Non è tutto: perché il Ministero soprassieda sulla mancata copertura, il gestore dovrà altresì dimostrare che nessuno dei concorrenti è riuscito a completare la copertura in quel determinato capoluogo di provincia. Venendo a mancare queste due condizioni, Gasparri potrebbe disporre la revoca della licenza UMTS.




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