Analogamente alla zona euro, anche l’Italia registra un graduale irrobustimento dell’attività
economica. Il PIL italiano – dopo essere aumentato, secondo le nostre valutazioni, dello 0,5% nel
2003 – si incrementa dell’1,7%, quest’anno e del 2,3% nel 2005, sostanzialmente in linea con gli
sviluppi attesi nell’area della moneta unica. Sull’evoluzione della nostra economia influisce il
maggiore vigore della domanda interna, tanto nella componente dei consumi, quanto in quella degli
investimenti. La domanda estera netta (esportazioni meno importazioni) fornisce invece un
contributo negativo alla crescita, risentendo anche della perdita di competitività connessa
all’apprezzamento dell’euro.
Prosegue la perfomance favorevole del mercato del lavoro. Nel 2004, la crescita delle unità di
lavoro risulta dello 0,5%, in decelerazione rispetto all’anno precedente per gli effetti ritardati del
rallentamento economico sperimentato nel 2003. Il prossimo anno, l’aumento dei posti di lavoro
accelera a quasi l’1%. L’elasticità dell’occupazione al PIL, dopo i valori molto elevati (superiori
all’unità) sperimentati negli ultimi anni, tende a normalizzarsi, accompagnandosi al recupero della
produttività del lavoro: quest’ultima, in calo nel 2002 e 2003, torna a crescere nel biennio 2004-05,
a riflesso dell’accelerazione dell’economia. In termini di persone, l’ISAE stima in 350.000 unità
l’incremento dell’occupazione nell’arco del biennio 2004-05; il tasso di disoccupazione si attesta il
prossimo anno all’8,3 per cento.
L’inflazione rallenta al 2% nella media del 2004 (2,7% nel 2003), grazie all’apprezzamento
dell’euro che abbassa i costi dei beni e servizi importati e all’accelerazione della produttività che
contiene quelli unitari interni. Il prossimo anno, la dinamica dei prezzi al consumo resta ferma al 2
per cento. Il differenziale rispetto all’area euro si riduce nel 2004 a tre decimi di punto (è stato di
sette decimi nel 2003). Nel 2005, esso si attesta a quattro decimi di punto.
Per la finanza pubblica, le stime dell’ISAE scontano un indebitamento netto nel 2003 pari al 2,5%
del PIL, in linea con l’obiettivo indicato nella Relazione previsionale e programmatica. Il rapporto
debito/PIL diminuisce al 104,9% dal 106,7 del 2002. Per il 2004, l’ISAE prevede un deficit stabile
al 2,5%, mentre il debito scende al 103,8 per cento. Per il 2005, la previsione dell’ISAE è basata su
un’evoluzione tendenziale a politiche invariate, considerando quindi gli incrementi dovuti per
rinnovi contrattuali per il pubblico impiego e le nuove spese per investimenti. In questo contesto, il
disavanzo si porta al 3,2%, il debito al 103,6. Se si applicasse la manovra correttiva dell’1,5% del
PIL prospettata nel Programma di stabilità, il disavanzo potrebbe calare dal 3,2% tendenziale verso
l’1,8%; il debito pubblico diminuirebbe al 102,5 per cento.

http://www.isae.it/rt_05022004_cs.pdf