IL TAROCH NAPOLETANO METTE KO IL MURDOCH AUSTRALIANO
IL CIELO DI SKY SI E’ TINTO DI PROFONDO ROSSO: 106 MILIONI DI $
E RUPERT SI DISPERA: "SE AVESSIMO SAPUTO COSA AVREMMO PERSO
IN 4 ANNI IN ITALIA DI CERTO QUESTO INVESTIMENTO NON L'AVREMMO FATTO
Fonte AgiR (http://www.agenziarepubblica.it)
Chi mercoledì a Milano l'ha visto uscire dal cda di SKY ITALIA avrà notato certamente il suo pessimo umore. Al presidente di SKY ITALIA Rupert Murdoch non devono essere bastate le rosee previsioni di crescita dei nuovi abbonati snocciolati dai suoi consiglieri per compensare le cattive notizie circa il rosso di bilancio. SKY ITALIA continua a perdere tanto e in tre mesi il passivo è arrivato a toccare 106 milioni di dollari a fronte di una fatturato di 421.
L'emorragia pare inarrestabile tanto che il magnate tv australiano si sarebbe fatta scappare una frase del tipo: "Se avessimo saputo cosa avremmo perso in 4 anni in Italia di certo questo investimento non l'avremmo fatto". Sì il numero degli abbonati pare abbia superato il tetto dei 2,5 milioni con 330 mila nuovi contratti. Si tratta di persone che prima di passare alla nuova piattaforma digitale non avevano né STREAM né TELE+. Ma esiste anche un altro dato che non è stato divulgato ai media dal responsabile comunicazione Tullio Camiglieri, ovvero che i nuovi clienti compensano a mala pena le disdette dei vecchi abbonati i quali, una volta scaduto il contratto con STREAM e TELE+, non lo rinnovano con SKY.
Fatto sta che mancano all'appello di SKY dai 70 mila ai 90 mila abbonati. Un dato preoccupante tanto che tempo fa è saltata già la prima testa, quella del responsabile commerciale Giuseppe Borea. Il manager - arrivato da TELE+, dov'era vicedirettore generale - lascia l'incarico seguito a ruota da Arrigoni. Troppo forti le divergenze con l'australiano Mark Williams, manager fedelissimo del numero due del gruppo Tom Mockridge che sovrintende al cuore di SKY (le vendite, il servizio abbonati e, appunto, il commerciale).
Quest'ultimo però non riesce a fare molto di più. La sua iniziativa stravagante per combattere la pirateria dell'etere è stata bocciata dal management. In particolare, aveva suggerito d¹impegnare anche le truppe interne, sguinzagliandole nelle ore libere, nella ricerca di quanti taroccano o abusano (bar, club, ristoranti) delle nuove smart card. Che si sono rivelate vulnerabili come quelle di TELE+ e STREAM. Ma nella sua campagna d’autunno per snidare i contraffattori, Mockridge aveva addirittura suggerito una taglia di 50 euro per ogni segnalazione da parte del personale SKY. Proposta per il momento rientrata. Sì perché da tempo è stata bucata la rete anti-clonazione ideata da SKY ed esiste già una nutrita legione di nuovi pirati. A pochi mesi dal suo lancio va già aggiornato dunque il "sofisticato" software di protezione delle schede messo a punto dagli uomini di Murdoch.
Tornando ai nuovi abbonati, il 95% di questi ha scelto solo il pacchetto base "Premium", ovvero quello più economico. Lo sport e il cinema costano troppo per le tasche delle famiglie italiane che nell'era dell'euro, tagliano alcune spese (come la pay-tv), con introiti inferiori alle attese per l'azienda. Oltretutto difficilmente potrà essere raggiunto l'obiettivo indicato dal Gruppo Murdoch alla partenza di SKY ITALIA (1° agosto 2003): 3 milioni di abbonati entro la fine del 2004, 5 milioni in tre anni. 7 milioni in sette anni e mezzo.
Si tratta comunque di una briciola rispetto ai risultati degli altri Paesi dove è presente il Gruppo, tanto che Murdoch è per ora solo moderatamente contento: "Stiamo facendo progressi". Difficilmente, infatti, gli abbonati continueranno a crescere al ritmo sperato di più di 100 mila al mese perché il mercato va via via saturandosi. Tanto che la direzione commerciale ha già sguinzagliato una miriade di venditori "porta a porta" che si presentano nelle abitazioni degli italiani senza preavviso, stile "Testimoni di Geova", per convincerli a firmare nuovi contratti.
Segno che è scoccata l'ora di una politica commerciale più aggressiva non bastando più le campagne pubblicitarie a cascata su stampa e tv per convincere gli italiani a firmare. C'è poi il problema pregresso dei vecchi decoder dati in comodato d'uso con tanto di cauzione di oltre 50 euro ai clienti TELE+ e STREAM e delle promozioni concesse dalle stesse società e ora abolite del tutto e non più riconosciute neanche per il passato.
Tanto che alcuni clienti che dopo aver disdetto si sono visti addebitare delle somme non dovute e faticano a ritornare in possesso delle cauzioni (i vecchi decoder sono obsoleti e non interessano più a SKY che neanche li ritira) si sono già rivolti alle varie associazioni dei consumatori per ottenere il rimborso di quanto gli spettava. E il magnate australiano continua ad arrabbiarsi. Altre teste cadranno? (A.T.)




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