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  1. #21
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    Sei Nazioni, è grande Italia


    Nella terza giornata gli azzurri sconfiggono la Scozia per 20-14 (9-9) e colgono la prima vittoria del 2004. De Marigny infila 15 punti, meta di Ongaro.

    ROMA, 6 marzo 2004 - L'Italia ha colto la sua prima vittoria nel Sei Nazioni 2004. Gli azzurri hanno sconfitto la Scozia per 20-14 (9-9). Per gli azzurri 15 punti dai calci di Roland de Marigny e una meta di Ongaro, in avvio di ripresa. Per la Scozia 9 punti dai calci di Paterson e una meta all'ultimo minuto di Webster. E' la terza vittoria in 5 anni di Sei Nazioni per l'Italia.

  2. #22
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    Inghilterra-Irlanda 13-19

    La sconfitta alla prima in casa da campioni del Mondo

    LONDRA - Clamoroso a Twickenham: finisce l'imbattibilità interna dell'Inghilterra che giocava per la prima volta in casa da campione del Mondo. I bianchi sono stati sconfitti per 19-13 dall'Irlanda nella terza gornata del Sei Nazioni. Per i verdi irlandesi 14 punti dai calci di Ronan O'Gara e meta dell'estremo Dempsey. Per i bianchi meta di Dawson e tre calci piazzati di Grayson. L'Inghilterra non perdeva in casa da 22 partite, dal 16-30 subito nel 1999 in coppa del Mondo dalla Nuova Zelanda. L'Irlanda non vinceva a Twickenham dal 13-12 ottenuto nel 1994.

  3. #23
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    Resoconto trasferta a Roma:

    Sveglia ore 5,30 AM Sabato 6 marzo, il bimbo chiama, lo cullo si riaddormenta, mi lavo, mi vesto, controllo di avere tutto sotto mano e risveglio il bimbo gli do il latte e via dai nonni. Ore 6,15 "mollo" il bimbo dai nonni e parto con mio padre alla volta di Orio al Serio, arrivo ore 7 Am, saluti al padre, e via in coda per ritirare il biglietto. Noto subito altri 10 che presumibilmente vanno anche loro alla partita. Ore 7,20 prima media. Decollo ore 8,05 atterraggio un ora dopo. Telefonata alla moglie (via da casa per una fiera) e seconda media. Treno fino a Termini arrivo ore 10, terza media. Telefonate agli amici, alcuni già a Roma altri in viaggio in macchina. Ore 10,30 arrivo al Flaminio e brutta scoperta, i baracchini delle birre non sono ancora aperti!!!! Ore 11 aprono e scoperta ancora peggiore 6€ una media!!!!!. Ore 11,45 ci troviamo tutti ed ho finalmente in mano i biglietti (curva per 4 , tribuna per 4, io curva). Ricerca di un bar più a buon mercato, tempo perso, ci fiondiamo in un Irish Pub e per modici 5€ ci facciamo 3 Guinnes. Ore 12,30 scatta il salama e sigole time (panino con salciccia e cipolle), due accompagnati da due Beks. Ore 13,30 ingresso allo stadio, all'interno la birra costa 5€ una prima dell'inizio ed una durante il riposo. Commento tecnico, si vede meglio da casa in TV o dalla tribuna, ma da dietro è molto difficile vedere i fuori gioco. Si vedono molto bene i movimenti della difesa e dell'attacco per coprire/creare gli spazi ma mancano i riferimenti della profondità. Le due squadre sono simili nella loro mediocrità, tanta buona volontà applicazione tattica e poca fantasia, la nostra meta (sotta la mia curva) è stata la giusta conclusione di un ottimo calcio (penso di De Marigny) che aveva costretto lo scozzese a buttare fuori la palla a pochi metri dalla linea di meta. A differenza delle altre partite in questa abbiamo giocato molto meglio le rimesse laterali, tranne quella della meta che era persa ma....Sapete come è finita. Non sono in grado di giudicare le proteste (a fine partita, molto civili) dell'allenatore scozzese. Ottimo De Marigny ( il primo calcio mi sembrava una ciofeca me è entrato) nei calci piazzati, in quelli di spostamento (dove Wakarua è inesistente). Solida la difesa, non ho potuto vedere bene il salvataggio sulla nostra linea di meta ma ero dall'altra parte. Ho temuto quando è entrato Wakarua, che comunque non ha sbagliato nel "nuovo" ruolo ed ho tremato quando è entrato anche Mirko Bergamansco (non ho ben presente dove fosse alla loro meta, ma sicuramente non sarà stata solo colpa sua). Quando l'arbitro a fischiato la fine pensavo che ,mancassero ancora qualche manciate di minuti, ma meglio così. Siamo veramente più forti degli scozzesi? Sabato non abbiamo rubato nulla potevamo anche perdere di poco ma il risultato ci può stare. Il pubblico? 25.000 lo stadio sembrava abbastanza pieno, tanti scozzesi in gonnellino, li abbiamo sentiti cantare solo Flowers of Scotland e mai più durante la partita (cosa significativa), noi abbiamo cantato bene l'inno e durante la partita (perchè fanno la ola? a me non piace) dalla nostra curva si è cantato tre volte l'inno oltre ad incitare la squadra. Attorno a me, amici compresi, il pubblico era totalmente italiano, (gli scozzesi eramo quasi tutti in gradinata e tribuna), poco competente quello attorno a me. Il terzo tempo è durato poco due medie poi siamo andati in albergo a.........vedere Inghilterra-Irlanda.
    Ps in ritorno lo abbiamo fatto in macchia domenica pomeriggio, mii quanta neve.

    L'anno prossimo si replica, Italia-Galles ed Italia-Irlanda sicure, La Francia non ci penso proprio (non mi sono simpatici i cugini transalpini e perdere con loro, cosa certa, mi infastidisce parecchio), forse riesco a tirarmi dietro moglie e pargolo (che avrà quasi tre anni).

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
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    Forte e possente regnator. Deh! fate
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    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
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  4. #24
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    quante cazzo di birre hai bevuto?????

    ULTRAS MODUS VIVENDI

  5. #25
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    Avrei dovuto spiegarti che la curva del Flaminio è il peggior posto per vedere una partita di Rugby,specie se c'è sole..
    Tribuna scoperta centrale rules,ottimo rapporto qualità/prezzo,anche se quando piove (vedi Italia-Inghilterra) è na traggedia.
    Sul commento tecnico,domani ne faccio uno cumulativo con calma.

  6. #26
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    Originally posted by Aug83
    quante cazzo di birre hai bevuto?????

    Beh se vuoi continuo, il racconte dele bevute è terminato al terzo tempo, pensa che sono tornato a casa dopo 30 ore

    Cordiali Saluti
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  7. #27
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    Originally posted by Paolo82
    Avrei dovuto spiegarti che la curva del Flaminio è il peggior posto per vedere una partita di Rugby,specie se c'è sole..
    Tribuna scoperta centrale rules,ottimo rapporto qualità/prezzo,anche se quando piove (vedi Italia-Inghilterra) è na traggedia.
    Sul commento tecnico,domani ne faccio uno cumulativo con calma.
    Non penso che ci fosse molto da fare, non li ho presi io, e mi dicono che non c'erano alternative, comunque il problema non è stato il sole, ci sono anche abituato a Brescia quando c'è in inverno è in modalità accecamento, ma la mancanza di prospettiva.

    Cordiali Saluti
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  8. #28
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    L'Italia nel pozzo di San Patrizio

    Dopo il successo sulla Scozia, gli azzurri si ributtano nel Sei Nazioni: in Irlanda, reduce dalla festa nazionale e dal trionfo sull'Inghilterra.

    ROMA, 18 marzo 2004 - Giusto ieri l'Irlanda intera ha fatto festa grande, ma era routine: tutti gli anni, il 17 marzo, gli irlandesi in patria e ancor di più i milioni di loro connazionali della diaspora celebrano il santo Patrizio, l'evangelizzatore dell'isola, colui che secondo la leggenda la liberò dai serpenti. E puntualmente in ogni pub del paese la commemorazione si trasforma in una colossale bevuta di Guinness. Solo che quest'anno la festa non è stata nulla rispetto a quella di due settimane fa. Perché San Patrizio arriva tutti gli anni, mentre di battere l'odiata Inghilterra nell'unica forma di guerra oggi permessa, ovvero il rugby, non capita che di rado. E così il trionfo per 19-13 a Twickenham, dove i verdi d'Irlanda non vincevano da dieci anni esatti, ha dato il via ad un immenso party che ha attraversato l'isola intera, senza distinzione di Eire e Ulster, per tutta la serata di domenica 7 marzo. Perché se alla soddisfazione di aver per una volta messo sotto gli inglesi, per di più a Londra, aggiungete la gioia un po' sadica di aver rovinato la festa della loro prima volta a Twickenham da campioni del mondo, capirete che per un irlandese è difficile immaginare una festa sportiva più grande.
    Al di là delle rivalità a cavallo del canale di San Giorgio che da noi fa molta atmosfera, ma interessa fino a un certo punto, quel che preme è rendersi conto che il risultato di Londra non è arrivato per caso. E che quindi l'Irlanda che l'Italia va ad affrontare a Lansdowne road sabato nel quarto turno dei Sei Nazioni 2004, è forse la formazione più in forma del momento. Tanto in forma da battere gli inglesi fino due settimane fa ritenuti pressoché imbattibili. Il nostro c.t. John Kirwan ne è ben consapevole e conferma: "L'Irlanda può contare su una coppia di centri di grandissima qualità, D'Arcy e il capitano O' Driscoll, oltre che su una touche eccezionale, con tre saltatori di 2 metri e con la possibilità di variare tre blocchi di uomini sia in attacco che in difesa. Noi dovremo fare tutto quanto sarà a nostra disposizione per metterli in difficoltà - ha spiegato l'ex All Blacks - attaccando il più rapidamente possibile: anche di questa necessità è figlia la scelta di schierare Checchinato dal primo minuto. Tatticamente dovremo dimostrare grande coraggio, difendere come abbiamo dimostrato di saper fare nelle prime tre giornate del Torneo e rischiare ciò che è necessario rischiare in attacco: non abbiamo nulla da perdere e, quindi, dobbiamo osare di più".
    Anche perché, scansato il cucchiaio di legno che casomai andrà in casa degli scozzesi, l'Italia davvero non ha nulla da perdere. E potrà dirsi soddisfatta anche solo di aver tenuto testa a questa Irlanda fortissima, senza pensare a quella vittoria esterna che da quando è riuscita ad allargare l'esclusivo club da Cinque a Sei Nazioni non ha ancora trovato. E tenendo invece bene a mente quel 20 dicembre '97, quando tutto il mondo ovale guardò incredulo al tabellone del Dall'Ara di Bologna, dove stava scritto Italia 37, Irlanda 22.

    Ecco il XV azzurro:

    15 Gonzalo Canale; 14 Nicola Mazzucato, 13 Cristian Stoica, 12 Matteo Barbini, 11 Denis Dallan; 10 Roland De Marigny, 9 Paul Griffen; 8 Scott Palmer, 7 Aaron Persico, 6 Andrea De Rossi; 5 Marco Bortolami, 4 Carlo Checchinato; 3 Martin Leandro Castrogiovanni, 2 Fabio Ongaro, 1 Andrea Lo Cicero.
    A disposizione: 16 Carlo Festuccia, 17 Salvatore Perugini, 18
    Santiago Dellapé, 19 Roberto Mandelli, 20 Simon Picone, 21 Andrea
    Masi, 22 Mirco Bergamasco.

  9. #29
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    L'Irlanda

    DUBLINO - Dopo sei mesi di stop per la frattura della gamba destra rientra in nazionale Geordan Murphy, ala del Tyrone Howe. E il suo rentro da titolare (per O'Callaghan) è l'unico cambiamento rispetto alla formazione che ha trionfato a Twickenham. Tolto il gesso alla mano, infatti, rientra anche il mediano di mischia Stringer. Per Malcolm O'Kelly sarà il 63° caps, con il quale egauglierà il record per un seconda linea nella nazionale d'IRlanda detenuto da WillieJohn McBride (1962-1975)
    Irlanda: 15 Girvan Dempsey; 14 Shane Horgan, 13 Gordon D'Arcy, 12 Brian O'Driscoll (cap), 11 Geordan Murphy; 10 Ronan O'Gara, 9 Peter Stringer; 8 Anthony Foley, 7 Keith Gleeson, 6 Simon Easterby, 5 Paul O'Connell, 4 Malcolm O'Kelly, 3 John Hayes, 2 Shane Byrne, 1 Reggie Corrigan.
    A disposizione: 16 Frank Sheahan, 17 Marcus Horan, 18 Donnacha O'Callaghan, 19 Victor Costello, 20 Guy Easterby, 21 David Humphreys, 22 Kevin Maggs.

  10. #30
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    Gli altri match


    SABATO 20 MARZO

    Inghilterra-Galles

    Dopo la disfatta in casa contro l'Irlanda, coach Woodward ha tutte le intenzioni di riprendere le fila del discorso battendo il galles e andandosela a giocare all'ultimo tuno contro la Francia. In terza linea Chris Jones giocherà al posto di Joe Worsley, in seconda ecco Danny Grewcock per Steve Borthwick. Jason Robinson, il giustiziere degli azzurri, sarà spostato dall'ala all'estremo, con Mike Tindall titolare al numero 12. Fiducia invece al tallonatore Thmpson che pure contro l'Irlanda aveva perso 11 touche ed era stato sostituito da Regan.

    Inghilterra: 15 Jason Robinson; 14 Josh Lewsey, 13 Will Greenwood, 12 Mike Tindall, 11 Ben Cohen; 10 Paul Grayson, 9 Matt Dawson; 8 Lawrence
    Dallaglio (cap), 7 Richard Hill; 6 Chris Jones; 5 Ben Kay, 4 Danny Grewcock; 3 Phil Vickery, 2 Steve Thompson, 1 Trevor Woodman.
    A disposizione: Mark Regan, Julian White, Steve Borthwick, Joe Worsley, Andy Gomarsall, Mike Catt, James Simpson-Daniel.
    Due i cambi voluti da Steve Hanse rispetto alla sconfitta patita di misura (22-29) in casa nell'ultima uscita contro la Francia, entrambi in prima linea. Il tallonatore sarà Robin McBryde al posto di Mefin Davies, mentre il pilone Duncan Jones rimpiazzerà Iestyn Thomas.

    Galles: 15 Gareth Thomas; 14 Rhys Williams, 13 Mark Taylor, 12 Iestyn Harris, 11 Shane Williams; 10 Stephen Jones, 9 Gareth Cooper; 8 Dafydd Jones, 7 Colin Charvis (cap), 6 Jonathan Thomas, 5 Michael Owen, 4 Brent Cockbain; 3 Gethin Jenkins, 2 Robin McBryde, 1 Duncan Jones.
    A disposizione: 16 Mefin Davies, 17 Ben Evans, 18 Gareth Llewellyn, 19 Martyn Williams, 20 Dwayne Peel, 21 Ceri Sweeney, 22 Tom Shanklin.

    DOMENICA 21 MARZO


    Scozia-Francia
    Matt Williams fornirà la formazione solo venerdì. Probabile però che intenda spostare il capitano Paterson dall'apertura ad un ruolo sulla trequarti, mettendo al numero 10 il 25enne Dan Parks, australiano naturalizzato.

    Scozia: -

    Unica ancora a punteggio pieno e dunque in piena corsa per il Grande Slam, la Francia presenta tre cambiamenti importanti. Dimitri Yachvili sostituirà Jean Baptiste Elissalde come mediano di mischia, all'ala Laporte preferirà Pepito Elhorga a Vincent Clerc, mentre un problema ad un gomito mette fuori gioco il metaman (3 realizzazioni nel torneo) della squadra, il terza linea Imanol Harinordoquy, rimpiazzato dal veterano Olivier Magne.

    Francia: 15 Nicolas Brusque; 14 Pepito Elhorga, 13 Yannick Jauzion, 12 Damien Traille, 11 Christophe Dominici; 10 Frederic Michalak, 9 Dimitri Yachvili; 8 Thomas Lievremont, 7 Olivier Magne, 6 Serge Betsen, 5 Pascal Papé, 4 Fabien Pelous (cap), 3 Pieter de Villiers, 2 William Servat, 1 Sylvain Marconnet.
    A disposizione: 16 Yannick Bru, 17 Jean-Jacques Crenca, 18 David Auradou, 19 Julien Bonnaire, 20 Julien Peyrelongue, 21 Clement Poitrenaud, 22 Vicent Clerc.

 

 
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