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Discussione: A volte ritornano...

  1. #11
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    Predefinito

    sempre più convinto a votare Mussolini-Fiamma.
    questa lista, a quanto pare, dà fastidio a molti

  2. #12
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    Predefinito ?!?!?!

    In origine postato da Vassilij
    sempre più convinto a votare Mussolini-Fiamma.
    questa lista, a quanto pare, dà fastidio a molti
    Mi sa che hai sbagliato discussione. Cosa c'entra con i servizi segreti, i golpe, la strategia della tensione e le responsabilità a destra e sinistra ?

  3. #13
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    Exclamation a priori: prima di "pro" o "anti"....

    In origine postato da metapolis
    Non è esatto. Questi fatti confermano la presenza di un apparato atlantico, cospirativo e manipolatorio che controllava l'estrema destra di cui facevano parte altresì un certo numero di neofascisti.
    Si dimentica però che la medesima funzione era svolta a sinistra da un numero folto di individui machiavellici che ebbero contatti continuativi, fin dal 1944, con gli apparati atlantistici i quali produssero, tra l'altro, strutture quali lotta continua e avanguardia operaia manipolando parzialmente le brigate rosse.
    L'errore non sta soltanto nel far finta di niente (come accadrebbe a tuo dire nella nostra area) ma anche nell'ignorare completamente quanto avvenne nell'altra area. La pregiudiziale antifascista (nel senso del fascista come demonio imbecille) che Vinciguerra fa sua, probabilmente più per fattori psichici che non per onestà intellettuale, non solo non aiuta a far tabula rasa del passato ma neppure ad ostacolare manipolazioni presenti e future, specie all'estrema sinistra.

    No Metapolis, caschi male;
    Ho sempre denunciato gli stessi similari meccanismi manipolatori anche per quanto riguarda la così detta "sinistra": soprattutto per le sue varianti estreme da te citate.
    La differenza sta nel fatto che coloro (pochi in Italia) che vogliono ricostruire un percorso rivoluzionario serio e razionale partendo dalla tradizione socialista mondiale e da Marx , hanno talmente poco a che fare con la "sinistra estrema" che da essa sono ostracizzati e violentemente (in tutti i sensi) avversati con una furia che è ben più che indicativa.
    Noi i nostri ponti li abbiamo tagliati, anzi: li abbiamo fatti saltare.
    Scegliendo di avere radici solo in determinate , precise e ben delimitate contestualità, e rigettando quanto pur mascherandosi dietro il termine "comunista" tale ha manifestatamente dimostrato di non essere alla luce della storia.
    Abbiamo scelto di scegliere.

    Per voi il problema è che non vi è differenza di sostanza tra dottrina "stay behind" e bagaglio politico-dottrinario: le due cose si sono fuse (per sciente volontà militare occidentale).
    E di questo pare non riusciate a farvene una ragione. Al punto da dare del "pazzo"/"psicopatico" a chi racconta fatti puntualmente confermati al millesimo dalle cronache e da miriadi di deposizioni in tribunale: ma non è Vinciguerra l'argomento precipuo di questa discussione.
    Solo quando inizierete a scindere questa "omusia" perversa, potrete rivalutare le ragioni del vostro essere "politici".

    Senza intenti offensivi; grazie per l'ospitalità.

    saluti comunisti

  4. #14
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    Predefinito Re: ?!?!?!

    In origine postato da metapolis
    Mi sa che hai sbagliato discussione. Cosa c'entra con i servizi segreti, i golpe, la strategia della tensione e le responsabilità a destra e sinistra ?



    C'entra che da parte dei soliti noti ogni giorno c'è un tentativo diverso di screditare il nuovo progetto politico.
    I golpe......

  5. #15
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    Predefinito

    Invece con queste storie fosche (ennesime...nessuno fra l'altro ha ancora smentito gli incontri con Saya and company...lo stesso Saya che nel vecchio sito di DN si vedeva in foto praticamente a braccetto col gen.Santovito, altro "ispiratore"...poi ste foto mi pare le abbia fatte sparire con il nuovo sito, forse si era accorto anche lui che erano troppo "compromettenti"... ...) il mio voto se lo sono giocati definitivamente.
    Insomma, non voglio votare quella che mi sembra stia sempre più diventando una succursale del SISDE o che cavolo è...

  6. #16
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    Predefinito

    In origine postato da Vikkk
    Invece con queste storie fosche (ennesime...nessuno fra l'altro ha ancora smentito gli incontri con Saya and company...lo stesso Saya che nel vecchio sito di DN si vedeva in foto praticamente a braccetto col gen.Santovito, altro "ispiratore"...poi ste foto mi pare le abbia fatte sparire con il nuovo sito, forse si era accorto anche lui che erano troppo "compromettenti"... ...) il mio voto se lo sono giocati definitivamente.
    Insomma, non voglio votare quella che mi sembra stia sempre più diventando una succursale del SISDE o che cavolo è...



    Non vedo perchè dovrebbero smentirlo....è il giornalista che deve provare quello che dice...siamo sempre allo stesso punto.

    Cmq vedo che la tattica diffamatoria ( tutta piena di "si dice...." "pare..." "secondo alcuni....") funziona...fra un pò diranno che Romagnoli è un viados e gli si chiederà di smentire....
    concezione strana del diritto e della vita...ma vabbè...

  7. #17
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    Predefinito x chi non ha memoria...

    BREVE STORIA DEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI
    Non esistono i servizi segreti deviati, ma le deviazioni dei servizi segreti



    I servizi segreti dell’Italia democratica nascono ufficialmente il 1 settembre 1949, sulle ceneri - ma mantenendo in pieno uomini e strutture - del vecchio SIM, il servizio d’informazione militare, nato durante il regime fascista: il suo nome è SIFAR (Servizio Informazioni Forze Armate).

    Già nella costituzione del SIFAR c’è qualcosa di anomalo: nessun dibattito parlamentare, ma solo una circolare interna, firmata dall’allora ministro della Difesa Randolfo Pacciardi, repubblicano.

    Dalla nascita della Repubblica, l’Italia ha atteso più di tre anni, quindi, per dar vita all’organismo che dovrebbe tutelarne la sicurezza, il tempo necessario a “scaricare” le sinistre dal governo e ad aderire al Patto Atlantico.
    Il primo direttore del SIFAR è il generale di brigata Giovanni Carlo Del Re che opera sotto l’esplicita supervisione dall’emissario della CIA in Italia, Carmel Offie.

    In carica per tre anni, Del Re viene sostituito nel 1951 dal gen. Umberto Broccoli – l’uomo che – almeno sulla carta - darà l’avvio a Gladio, sostituito, neppure un anno e mezzo dopo, dal gen. Ettore Musco.

    Anche Musco, che nel 1947 aveva formato l’AIL (Armata Italiana per la Libertà) - una formazione diretta da militari, sostenuta economicamente e militarmente dai servizi segreti americani, incaricata di vigilare su un’eventuale insurrezione comunista – fu uomo di stretta osservanza CIA e proprio sotto il controllo americano portò a termine l’acquisto dei terreni di Capo Marrargiu, in Sardegna, dove sarebbe sorta la base di Gladio.





    GLI ANNI DI DE LORENZO



    Ma è con l’avvento ai vertici del Sifar del gen. Giovanni De Lorenzo che i servizi segreti italiani si trasformano e cominciano a giocare un ruolo preponderante sulla scena politica italiana. La nomina di De Lorenzo non è casuale: a caldeggiarla, con insistenza, è l’ambasciatrice degli USA Claire Booth Luce, ma il generale è uomo molto gradito anche alle sinistre che per anni equivocheranno sui suoi meriti resistenziali.

    De Lorenzo assume le redini del SIFAR nel gennaio del 1956. Resterà in carica fino all'ottobre del 1962: quasi sette anni filati, fatto mai accaduto, neppure in seguito, nella storia dei servizi segreti italiani. E’ sotto la gestione De Lorenzo che l’Italia sottoscriverà il piano, redatto dalla CIA, denominato “Demagnetize” il cui assunto è:



    <<La limitazione del potere dei comunisti in Italia e in Francia è un obiettivo prioritario: esso deve essere raggiunto con qualsiasi mezzo>>.



    Gli anni di De Lorenzo al SIFAR sono gli anni delle schedature di massa degli italiani: verranno raccolti oltre 157 mila fascicoli, molti dei quali abusivi e falsi, in gran parte del tutto superflui per la sicurezza, ma utili strumenti di pressione e di ricatto.

    Nominato sul finire del 1962 comandante generale dell’Arma dei carabinieri e quindi costretto a lasciare la guida del servizio segreto, De Lorenzo riuscì comunque a mantenere il controllo del SIFAR, facendo in modo che al suo posto venisse nominato un suo fedelissimo, Egidio Viggiani e che i posti chiave del servizio stesso fossero occupati da suoi uomini di fiducia: Giovanni Allavena - responsabile, contemporaneamente, dell’ufficio D (informazioni) e del CCS (controspionaggio) ed in seguito egli stesso ai vertici del SIFAR– e Luigi Tagliamonte che assumerà il doppio (e incompatibile) incarico di responsabile dell’amministrazione del SIFAR e capo dell’ufficio programmazione e bilancio dell’Arma.

    E’ con De Lorenzo ai vertici dei carabinieri che si acuisce la tensione in Alto Adige, una regione attraversata all’epoca da una forte vena irredentista filo-austriaca e, nel luglio del 1964, si ode il famoso “rumor di sciabole” di cui parlò l’allora segretario socialista Pietro Nenni, allorché la formazione del secondo governo di centro-sinistra, guidato da Aldo Moro, si realizzò sotto la minaccia, più o meno velata, di un colpo di stato: il Piano Solo.





    NASCE IL SID



    Anche se lo scandalo delle schedature del Sifar e del Piano Solo verranno alla luce solo tre anni dopo, nel 1967, grazie ad una campagna di stampa del settimanale L’Espresso, condotta dai giornalisti Lino Jannuzzi ed Eugenio Scalfari, già nel 1965 il SIFAR viene sciolto.

    E’ uno scioglimento solo di facciata, l’ennesimo: con un decreto del Presidente della Repubblica, il 18 novembre 1965, nasce il SID (Servizio Informazioni Difesa) che del vecchio servizio continuerà a mantenere uomini e strutture.

    Il comando del SID viene affidato all’amm. Eugenio Henke, genovese, molto vicino al ministro dell’Interno dell’epoca Paolo Emilio Taviani, democristiano.

    Sotto la gestione Henke – che resterà in carica fino al 1970 – prenderà l’avvio la strategia della tensione che avrà come primo, tragico, risultato la strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969).

    Henke lascia il SID il 18 ottobre 1970 per essere sostituito dal gen. Vito Miceli che già dal 1969 guidava il SIOS (il servizio informazioni) dell’Esercito. Non trascorrono neppure due mesi dal nuovo cambio della guardia ai vertici dei servizi segreti italiani, che nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970 un gruppo di neofascisti, capeggiati dal “principe nero” Junio Valerio Borghese, ex comandante della X MAS, mette in atto un ancor oggi misterioso tentativo di colpo di stato, nome in codice “Tora, Tora”, passato alla cronaca come il Golpe Borghese.

    E’ noto che il tentativo di colpo di stato fallì, o meglio aveva al suo interno forze che ne avevano preventivato il fallimento. Di quel golpe che sapeva molto era proprio il neo capo del SID, il gen. Vito Miceli che nel sottile gioco delle alleanze politiche era legatissimo ad Aldo Moro e nemico giurato di una altro potente democristiano: Giulio Andreotti.

    Miceli di quel tentativo di golpe tacque: in primis con la magistratura. Quando nel 1975 l’inchiesta giudiziaria sul Golpe Borghese arriverà alla sua stretta finale, Miceli avrà già lasciato il servizio, travolto da una serie di incriminazioni che porteranno al suo arresto per altri fatti ancora oggi non del tutto chiariti, come la creazione della Rosa dei Venti, un’altra struttura militare para-golpista e lo scontro durissimo che lo opporrà al capo dell’ufficio D, un fedelissimo di Andreotti, il gen. Gianadelio Maletti. Gli anni della gestione Miceli sono gli anni dello stragismo in Italia: da Peteano, alla strage alla Questura di Milano, da Brescia all’Italicus.

    Come era già accaduto a De Lorenzo, anche Miceli finirà in parlamento: eletto, anche lui, nelle file del MSI-DN di Giorgio Almirante, così come anni dopo succederà ad un altro capo dei servizi segreti, il gen. Antonio Ramponi, nelle file di Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini.


    LA RIFORMA DEI SERVIZI SEGRETI


    La prima riforma organica dei servizi segreti – ma anche fino ad oggi l’ultima – risale al 1977. Sempre più vicino all’area di governo, impegnato in una politica improntata al consociativismo, il PCI partecipa direttamente ed in prima persona, attraverso la figura del sen. Ugo Pecchioli, alla riforma.

    Per la prima volta viene introdotta una figura di responsabile dell’attività dei servizi segreti di fronte al Parlamento: è il Presidente del Consiglio che si avvale della collaborazione di un consiglio interministeriale, il CESIS che ha anche un compito di coordinamento. Inoltre i servizi devono rispondere di quello che fanno ad un Comitato parlamentare.

    Ma un importante novità introdotta dalla riforma dei servizi segreti riguarda lo sdoppiamento dei servizi stessi: al SISMI (Servizio d’Informazioni per la Sicurezza Militare) il compito di occuparsi della sicurezza nei confronti dell’esterno, al SISDE (Servizio d’Informazioni per la Sicurezza Democratica) quello di vigilare all’interno. Con in più un’altra differenza: se il SISMI resta completamente affidato a personale militare, il SISDE diventa una struttura civile, affidata alla polizia che è diventato un corpo smilitarizzato.

    Una riforma, quindi, buona nelle intenzioni, ma che negli anni a seguire produrrà soltanto risultati disastrosi, anche perché gli uomini che andranno a far parte del SISMI e del SISDE saranno gli stessi che hanno giàfarte del SIFAR e del SID e, per quanto riguarda il servizio civile, del disciolto – e famigerato – Ufficio Affari Riservati del ministero dell’Interno.

    Retto dal 1974 al 1978 dall’amm. Mario Casardi, il SISMI vedrà l’ascesa, nello stesso anno, del gen. Giuseppe Santovito, già stretto collaboratore di De Lorenzo.

    Il SISDE, la cui direzione sarebbe dovuta spettare ad Emilio Santillo, già capo dell’Ispettorato per l’antiterrosimo, pur essendo una stuttura non militare finirà proprio ad un militare, generale dei carabinieri Giulio Grassini.

    Il primo scandalo in cui incappano i servizi riformati è quello della Loggia P2. I nomi di tutti i vertici dei servizi segreti (SISMI, SISDE ed anche del CESIS, l’organo di coordinamento) sono compresi nella famosa lista del maestro venerabile Licio Gelli, scoperta il 17 marzo 1981 dai magistrati milanesi che indagano su Sindona.





    IL RUOLO DEI SERVIZI SEGRETI NEI MISTERI DEGLI ANNI OTTANTA



    E’ questa forse una pagina che non è stata ancora scritta del tutto. Di certo oggi sappiamo che entrambi i servizi segreti sono dentro fino al collo nel caso Moro, i 55 giorni che trascorsero fra il sequestro del presidente della DC da parte di un commando delle Brigate rosse e l’uccisione dell’uomo politico.

    Omissioni, inefficienze, tacite connivenze, depistaggi, forse anche qualcosa di più.

    Molto, ma molto di più invece nella strage di Bologna dove per depistaggio, con sentenza passato in giudicato, sono stati condannati, assieme a Gelli, alcuni uomini del SISMI, come il gen. Pietro Musumeci e il col. Giuseppe Belmonte. E con loro anche il faccendiere Francesco Pazienza, in seguito imputati anche per aver creato una superstruttura occulta (il c.d. SUPERSISMI) all’interno del servizio segreto militare, sospettato di aver operato in collegamento con elementi della criminalità organizzata.

    C’è da aggiungere che uomini del SISMI sono rimasti implicati anche nell’inchiesta sulla strage di Ustica.

    Nel 1984 arriva al vertice del SISMI colui che passa per un rinnovatore: è l’amm. Fulvio Martini. Resterà in carica fino al febbraio del 1991 quando, assieme al suo capo di stato maggiore, il gen. Paolo Inzerilli, finirà travolto dalla vicenda di Gladio.

    Parallelamente al Sisde si succederanno i prefetti Vincenzo Parisi (1984-1987), che diventerà subito dopo capo della polizia e Riccardo Malpica (1987-1991), che verrà poi condannato per lo scandalo dei fondi neri del SISDE.



    Il resto è storia recente. Gli uomini che siederanno ai vertici di SISMI e SISDE nell’ultimo decennio sono, per fortuna del Paese, tutte o quasi figure di scarso rilievo, ma, almeno all’apparenza, tutte dotate di saldo spirito democratico.

    I servizi segreti italiani sembrano aver scelto la linea del basso profilo: forse servono a poco o a nulla. Ma almeno non fanno danni.

    Anche se – bisogna aggiungere - trattandosi di apparati di sicurezza (sicurezza di chi?) bisogna sempre stare attenti a non pronunciare mai una parola definitiva.







    (fonte principale: G. De Lutiis – Storia dei servizi segreti in Italia, Editori riuniti, varie edizioni)

  8. #18
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    Predefinito Re: Re: ?!?!?!

    In origine postato da Vassilij
    C'entra che da parte dei soliti noti ogni giorno c'è un tentativo diverso di screditare il nuovo progetto politico.
    I golpe......

    Ma non credo proprio che il discorso sui golpe eccetera abbia una relazione con il listone alessandra.
    La quale, oltretutto, nell'area si trova paracadutata quasi per caso e da poco tempo e sicuramente non sa chi sia Spiazzi, eventualmente la colpa sarebbe di qualche imbecil servente.
    La problematica che si affronta è una fissazione della sinistra che ritorna costantemente a serpeggiare da oltre trentacinque anni.
    Nè penso che la sinistra tema il listone.
    Magari lo si può sperare, ma non vedo al momento alcun elemento che lasci sperare in uno "sfondamento a sinistra" neanche a tempi medi, almeno sic stantibus rebus.

    In ogni caso io non la metterei sulla difesa contro il complotto ma ne approfitterei per chiarire quanto la strategia della tensione sia stata più periferica di quanto s'immagini e non superiore - per intensità e danni - che non a sinistra, la quale non è stata meno inquinata o machiavellica della peggior destra estrema.

  9. #19
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    Predefinito non si spiega il perche'...

    Il che non spiega per niente perche' ancora oggi in liste e listine della vostra area compare cotanta compagnia ...insomma qui il problema non sono le "frequentazioni sbagliate" a livello occasionale, ma la costante presenza di personaggi legati a tentativi golpisti e inquietanti della storia italiana nell'area neofascista denunciata peraltro anche da tanti militanti NR negli anni settanta .Cio' non ha impedito che questi figuri siano di nuovo in giro oggi .Errare è umano, ma perseverare.....

    Che il MSI fosse il ricettacolo di generali Nato e golpisti non è una cosa cosi' normale come la vuol far passare Metapolis ...Vuol dire, cosa di cui sono profondamente convinto, che la scelta strategica del neofascismo nell'immediato dopoguerra di porsi a fianco degli Usa e della DC ( governo Tambroni , referendum sul divorzio, ratifica del patto Atlantico, anticomunismo viscerale) era parte di un di un disegno lucido.

    C'è da dire che alcuni anche nell'area neofascista hanno contestato queste scelte sciagurate, ma sono rimasti inascoltati, proprio perche' un progetto deciso "in alto" non si poteva mutare.

    Saluti

  10. #20
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    Predefinito

    In origine postato da Bebèrt
    [
    ....Con questo non dico che a sinistra erano tutti buoni, ma cristodio,incominciamo a guardare in casa nostra, prima! [/B]

    Parole sacrosante! Visto che i duri e puri abbondano dalle nostre parti, facessero qualcosa in più che un saluto romano e andassero a leggere cosa è successo nella nostra area negli anni passati...
    Concordo con metapolis, bisogna qualche volta fare dei distinguo.

    Facciamo le analisi in casa nostra, ma sono abbastanza stufo di chi viene a far le pulci a casa mia, quando nn "ha elementi" per analizzare ciò che è successo in casa sua!...

 

 
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