Una scritta capeggia su un tubo fuori il liceo classico Cesare Beccaria di Milano: “Armeni muori stronzo! Farai la fine di Ramelli!”
Cosa ha commesso questo ragazzo di 18 anni, frequentante la 2° liceo dello stesso istituto scolastico, per essere condannato a morte come il povero Sergio Ramelli, ragazzo ucciso il 13 Marzo del 1975 a colpi di chiavi inglese sotto la sua abitazione?
Carlo Armeni è il presidente di Azione Studentesca della provincia di Milano, movimento giovanile parallelo ad Azione Giovani, e, sabato scorso provocato da alcuni ragazzi ha bruciato una striscione contro la Riforma Moratti, e che per questo, ha ricevuto delle pesanti minacce di morte.
Uno che ha la colpa di non essere di sinistra, di combattere per le sue idee giuste o sbagliate che siano(dipende dai punti di vista), un ragazzo che vuole estraniarsi dalla massa dell’istituto, dove i ragazzi che la pensano come lui sono solo un 10%, quindi molti pochi.
E’ un ragazzo che sostiene le proprie idee e che combatte per portarle avanti senza intimorirsi di niente e di nessuno.
Cosi sabato scorso, giorno della mobilitazione nazionale contro la Riforma Moratti, il ragazzo provocato, ha reagito, ha preso lo striscione anti Moratti e lo ha incendiato:”Avrò esagerato -commenta il ragazzo- il mio gesto sarà condannabile moralmente, ma continuavo a subire percussioni, e sabato mattina non ce l’ho fatta più, ho preso l’accendino e ho bruciato questo striscione, ma non si è fatto male nessuno e quando mi hanno chiesto se ero stato io ho subito ammesso quello che avevo fatto”
Lo striscione era appeso davanti alla scuola, e il martedì successivo dopo la fine delle lezioni Carlo Armeni è stato aspettato fuori il portone dell’istituto da alcuni ragazzi esterni alla scuola, tre ragazzi e una ragazza, e proprio quest’ultima dice al ragazzo di stare molto attento e di abbassare i toni senò sarebbe finita davvero male per lui.
Questa scena è stata vista e registrata da alcuni agenti della Digos di Milano che si sono avvicinati al gruppetto, Armeni è stato accompagnato alla macchina e invitato a restare calmo, mentre i quattro ragazzi sono stati portati in questura per l’identificazione.
Il clima di tensione è talmente alto che giovedì mattina, un altro ragazzo di Azione giovani di soli 15 anni è stato picchiato, e dall’incontro è uscito con un dente scheggiato.
L’aria pesante che si respira all’istituto Cesare Beccaria si può notare anche dalle scritte sui muri fuori la scuola, come:”Fascisti occhio” “Fasci appesi”ecc ecc, e queste sono solo le più carine e leggibili, che sembrano riportarci indietro di 30 anni, quando negli anni di piombo si moriva solo perché non la si pensava come determinate persone, che si eleggevano eroi della patria, e al grido “uccidere un fascista non è un reato”.
Ieri pomeriggio Carlo Armeni è stato convocato dal consiglio di classe per valutare una possibile sospensione, ma non risulta comprensibile perché non sia stato sottoposto allo stesso trattamento di chi ha provocato il ragazzo.
Questa possibile decisione ha fatto intervenire l’assessore all’Istruzione della Provincia di Milano, Paola Frassinetti, che ha dichiarato: ”Se verrà punito uno deve essere punito anche l’altro”.
I ragazzi di Azione giovani e Azione Studentesca di Crotone vogliono esprimere tutta la loro solidarietà verso questi ragazzi, denunciando in tutta Italia le violenze e brutalità che subiamo continuamente.




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