In origine postato da Paddy Garcia
Francamente, non mi sembra che la guerra in Iraq sia passata. Anzi, solo dopo la caduta di Saddam è inizata davvero, soprattuto contando i morti...
Certamente: il nodo politico arriva dopo delle forti contraddizioni culturali. Io infatti ho parlato di goccia che fa traboccare il vaso. E' sempre così, anche nella scissione RC e PDCI il nodo politico era l'appoggio o meno a Prodi, ma in realtà dietro satava un conflitto fra culture politiche differenti.
Cyrano pone proprio un problema di atteggiamento dei DS di fronte ai suoi alleati di listone. C'è quasi una paura di essere figlio di un Dio minore. Berlinguer (a cui Veltroni aveva dedicato la vittoria del 96) è sepolto da De Gasperi e perfino da Craxi. E' chiaro, soprattuto nelle zone in cui la radice dei valori di sinistra è sempre stata forte (come la Toscana in cui risiedo), ci sono scazzi incolmabili. Ad esempio, in vista delle elezioni amministrative nel comune agricolo piu grande d'Italia (vi lascio indovinare qual'è) molti ex-consiglieri DS e dirigenti locali, si presenteranno con il PRC, in una sorta di lista contrapposta al listone unico che - anche per i tempi brevissimi si sono formati un pò alla "buona" - mette insieme ceti politici ex DC ed ex PCI che fino al giorno prima nemmeno prendevano un caffè assieme.
Mi chiedo a questo punto quale potrebbe essere il futuro dei DS: se il listone non fa il successo che si aspettava, gran parte del suo elettorato potrebbe spostarsi su Ochetto o su altri, accentuando la crisi del Partito.
Se il listone va benissimo, Boselli, Parisi et simila avranno piu' argomenti per "ordinare" di mettere all'ordine del giorno la costruzione del Partito unico (democratico, riformista, chiamatelo come vi pare). Per cui di conseguenza per i DS all'ordine del giorno ci sarebbe il suo sciogliemento.
P.G.
Il futuro dei ds sara' di liquefarsi a favore in gran parte della sinistra tradizionale, ed in minima parte del centro. Quanti errori sono stati commessi (spero in buona fede) sin dalla Bolognina. Quanti di voi, hanno partecipato alle riunioni di sezione, quando si cercava di far capire ai compagni che bisognava andare avanti, proseguire verso la via tracciata da Berlinguer, verso un riformismo graduale ma senza dimenticare le tante cose positive che la nostra tradizione di partito della sinistra era riuscito a fare. Invece ci siamo lasciati travolgere dal vento del nuovo, dal carognesco tentativo di delegittimare la nostra storia. E con l'ultimo governo D'Alema abbiamo toccato il fondo. Abbiamo abbracciato la politica del liberismo, delle privatizzazioni, abbiamo eletto il conservatore blair a nostro nume tutelare, una sorta di madonna pellegrina. Ma nello stesso tempo non abbiamo capito che la base era ancora li' pressocche' intatta che aspettava risposte concrete ai gravosi problemi della societa' moderna. Alle ultime elezioni l'assenteismo ci ha penalizzato in modo pesante, ed i nostri dirigenti invece d'afferrare il malumore che serpeggiava nel grande popolo della sinistra, hanno fatto orecchie da mercante, dando cosi' in pasto gli operai, le casalinghe, i pensionati, all' onnipresente silvio. E' ora di svegliarsi, in Italia c'e' ancora bisogno di una sinistra, riformata certo, ma sempre sinistra.




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