tende ad accontentare tutti perchè non vuole lacerare il partito che purtroppo si è diviso in alcuni questioni


tende ad accontentare tutti perchè non vuole lacerare il partito che purtroppo si è diviso in alcuni questioni


''Oggi e' il tempo di contrastare culturalmente chi si definisce pacifista ma non sconfessa il terrorismo mediorientale, non contrasta regimi dittatoriali che si rifanno ad ideologie totalitarie, chiude gli occhi sui crimini e le violazioni dei diritti umani a Cuba come in Cecenia''. Lo afferma Francesco Rutelli, leader della Margherita, in una conversazione con Pierluigi Battista su 'La Stampa'. ''Se tutti hanno il diritto di definirsi pacifisti, e' giusto accettare politicamente - si chiede Rutelli - che alcuni si facciano scudo dietro questa definizione mentre portano avanti scelte inaccettabili?''. E la risposta che si da' e' 'no'. Il leader della Margherita constata per esempio che ''i valori ispiratori del cristianesimo rivolti alla vita pubblica hanno trovato un'espressione sobria, ma assai significativa, proprio nel contrastare forme di arroganza culturale ed estremismo travestiti da 'pacifismo'''. L'art.11 della Costituzione - dice poi Rutelli - non va letto in senso unilaterale; esso - sostiene il leader della Margherita - ''esprime il ripudio della guerra aggressiva e preventiva ispirata a motivazioni di impronta nazionalista. Ma nella nostra Costituzione e' espressamente prevista la responsabilita' degli organismi internazionali nella difesa della sicurezza dei popoli e degli Stati''. ''La nostra Costituzione - prosegue - non esclude l'uso della forza in chiave nazionalista, non foss'altro perche' la Costituzione repubblicana nasce come ripudio del bagno di sangue scatenato dai nazionalismi del ventesimo secolo. Ma, ripeto, non esclude l'uso della forza in presenza di palesi e accertate violazioni dei diritti fondamentali dell'uomo''. Detto questo, Rutelli ribadisce di considerare ''sciagurata la guerra in Iraq'', ma ''il pacifismo democratico e' amore per la liberta' e costruisce la pace non a prescindere dalla liberta', ma con la liberta'''. Quanto al rapporto con i movimenti, ''io - afferma Rutelli - non desidero i movimenti sottomessi ai partiti'' ma nemmeno che i partiti siano ''guidati dai movimenti. Ci sono responsabilita' diverse, diversi atteggiamenti nei confronti delle istituzioni. Strada ha dei meriti grandissimi quando costruisce ospedali e rischia la vita in missioni umanitarie ed e' giusto che esprima le sue opinioni. Ma il mondo che attiene agli atti di governo - conclude Rutelli - esige altre risposte, che vanno egualmente rispettate''