La 31enne milanese, sconfitta dalla Clijsters ad Anversa nella 12ª finale della carriera, sta vivendo un momento magico e può ambire alla top ten.
MILANO, 23 febbraio 2004 - Non era mai accaduto che una tennista italiana, uomini compresi, iniziasse una stagione come sta facendo in questi primi due mesi dell'anno Silvia Farina. La milanese, che il prossimo 27 aprile compirà 32 anni, sta giocando il miglior tennis di tutta la carriera. Dopo la finale di Canberra con i 5 match point sprecati contro Paola Suarez e dopo gli ottavi di finale all'Australian Open, Silvia Farina ha giocato ad Anversa la seconda finale dell'anno perdendo per 6-3 6-0 dalla rivale di sempre, Kim Clijsters, numero 2 del mondo. Poco importa se Silvia ha rimediato la sesta sconfitta su sei confronti diretti con la belga, poco importa se Silvia ha vinto appena 3 delle 12 finali giocate in carriera (sempre a Strasburgo, dal 2001 al 2003). Quello che conta è l'aver dimostrato ancora una volta che alla soglia dei 32 anni si può ancora dare il meglio in un circuito pieno zeppo di bambine prodigio.
Silvia è la più anziana delle prime 20 del mondo, è la seconda più vecchia delle prime 30 (Conchita Martinez, numero 21, è nata 11 giorni prima di Silvia), la terza con più primavere tra le prime 60 (l'altra è Amanda Coetzer del 1971), la quarta più vecchia tra le prime 100 del mondo (Els Callens, numero 68, è nata nel 1970). E con i punti maturati ad Anversa Silvia ha guadagnato cinque posizioni passando dal numero 19 al numero 14 del mondo, appena tre gradini sotto al record personale stabilito nel maggio del 2002, quando si arrampicò fino all'undicesima posizione. Se invece teniamo in considerazione soltanto i punti maturati in questi primi due mesi del 2004, quelli cioè che servono per qualificarsi al Masters finale di Los Angeles, Silvia Farina è la numero 5 del mondo preceduta soltanto da Justine Henin, Kim Clijsters, Lindsay Davenport e, per una manciata di punti, da Patty Schnyder.
Le top ten, traguardo storico, non sono poi così lontane; potrebbe essere sufficiente, prima che le escano i punti di Strasburgo (19 maggio 2004), conquistare un altro paio di finali o vincere un torneo della caratura di quello di Anversa. Senza toccare mostri sacri come Martina Navratilova o Chris Evert, negli ultimi 20 anni solo un'altra top ten è stata tra le prime 10 al mondo dopo aver compiuto 32 anni: si tratta della francese Nathalie Tauziat, che è stata numero 10 del mondo a 32 anni e 2 mesi.
Un'"anziana" è stata protagonista anche a Hyderabad, in India ($ 140.000, cemento), dove si è imposta la 30enne australiana Nicole Pratt, al primo titolo della carriera, battendo in finale la russa Maria Kirilenko 7-6 6-1. Il circuito femminile ha fatto tappa anche a Memphis (190 mila dollari sul sintetico indoor) dove ha vinto la russa Vera Zvonareva (numero 11 del mondo) che in finale ha battuto l'americana Lisa Raymond (numero 24) per 4-6 6-4 7-5 dopo averle annullato tre match point nel corso del terzo set. Sempre a Memphis hanno giocato anche gli uomini (690 mila dollari di montepremi). Il più atteso era Roddick, già campione nel 2002, ma alla fine è tornato fuori lo squadrone svedese che non vinceva un torneo da quasi due anni (l'ultimo era stato Jonas Bjorkman a Nottingham nel giugno del 2002). Prima Thomas Enqvist ha battuto Andy Roddick nei quarti e poi Joachim Johansson ha firmato il primo successo Atp della carriera sconfiggendo per 7-6 6-3 il tedesco Nicolas Kiefer.
Se a Memphis ha fallito Roddick, a Rotterdam (866 mila dollari di montepremi sul sintetico indoor) è scivolato Roger Federer dopo 16 vittorie consecutive (lo svizzero non perdeva dal 31 ottobre scorso quando Tim Henman lo eliminò nei quarti a Parigi-Bercy). Ebbene, ancora Henman ha fatto fuori il numero 1 del mondo, costringendolo alla resa nei quarti. Il torneo invece è andato all'australiano Lleyton Hewitt che prima ha battuto in semifinale Henman per la settima volta su sette incontri e poi ha colto il 21° centro della carriera, il secondo dell'anno dopo Sydney, superando in finale lo spagnolo Juan Carlos Ferrero per 6-7 7-5 6-4. Il terzo torneo maschile della settimana è andato a Guillermo Coria che in finale a Buenos Aires ha superato per 6-4 6-1 lo spagnolo Carlos Moya. Coria non perde un match sulla terra dal giugno scorso quando fu battuto in semifinale al Roland Garros da Martin Verkerk.




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