da la gazzetta politica


Sarà bene spiegare perché La Gazzetta Politica ha voluto essere il contenitore di un’iniziativa che si propone di cambiare alcuni dei riferimenti tradizionali della politica italiana. Nella lunga transizione della quale si è molto parlato in questi anni, mentre si aveva ben chiaro il punto di partenza (il declino della Prima Repubblica) non si è mai voluto affrontare con serietà il discorso sul punto di arrivo.
Vale a dire la chiara individuazione dei fattori di novità capaci di segnare il compimento di un processo di cambiamento in corso, e conseguentemente, rappresentare il momento finale della transizione.
Dietro questa rinuncia, sicuramente inconsapevole, non c’è il rifiuto a misurarsi con la pesante realtà di nuovi equilibri e nuove istituzioni, ma piuttosto il malessere derivante da un problema che sfugge alla sua definizione, e che non si riesce ad inquadrare in modo soddisfacente. Tutta la politica italiana di questi anni, è stata segnata dalla precarietà dei suoi equilibri, dalla fragilità delle sue strategie, e dalla mancanza di respiro dei partiti e dei loro obbiettivi.
In realtà la cosiddetta "transizione infinita", è il modo con il quale viene confusamente percepito l’errore di fondo che ha segnato i problemi di questi ultimi dieci anni. È impossibile considerare i processi di cambiamento della democrazia come una transizione da un punto fermo ad un altro altrettanto statico, annullando i valori del confronto. Se la democrazia è una rivoluzione permanente, come ci spiegavano i nostri padri politici della rivista Quarto Stato, i processi di cambiamento vanno compresi attraverso il conflitto delle identità, la loro trasformazione, le complesse figure della politica che questa dialettica finisce per delineare. Vogliamo dire, in sostanza, che si dovrebbe procedere nel modo esattamente opposto a quello che sta avvenendo intorno a noi. Non annegare nelle coalizioni nominalistiche (con Prodi, con Berlusconi), la ricchezza e la pluralità delle voci, ma sollecitare la crescita delle grandi identità politiche, protagoniste di alleanze e di progettualità, e quindi capaci di disegnare uno scenario di riferimento per la vita quotidiana che dia prospettiva e spessore alla coscienza civile.
La democrazia vive di un costante arricchimento; fattore di questo arricchimento sono quei valori che danno alla politica significato e ne giustificano il primato. Quando nella realtà socialista, ha preso corpo un’iniziativa che si collocava fuori dalla negazione di visibilità, che ha ispirato la lista unica dell’Ulivo, e sollecitava un simbolo e una lista di Unità Socialista, La Gazzetta Politica, si è proposta come veicolo capace di accelerare e rendere concrete queste proposte.
In realtà ci è sembrato impensabile un sistema politico nel quale la cultura e l’esperienza del socialismo italiano venisse cancellata o marginalizzata. La diversa provenienza dei protagonisti di questa lista di Unita Socialista, dal centro destra e dal centro sinistra, è il segno di un effettivo movimento in atto; della insostenibilità di una situazione blindata nelle caserme prussiane di coalizioni contrapposte; della ricerca di spazi politici nuovi, necessari per respirare. Noi abbiamo voluto contribuire ad aprire le finestre perché circolasse aria nuova.


( Francois Xavier