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Originally posted by Tomás de Torquemada
Sono totalmente contrario alla pena di morte, per vari motivi:
a) impensabile reintrodurla in un sistema in cui, nel 70 % dei casi, si sbaglia la sentenza o si fa uso politico della giustizia (qui si finirebbe per fucilare i revisionisti o i leghisti... :D);
Questa non è un'obiezione alla pena di morte in quanto tale.
Il problema che tu dici mi pare sussista anche se si appioppano 24\30 anni.
Inoltre la pena di morte dovrebbe a parer mio essere limitata a casi di colpevolezza conclamata.
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Originally posted by Tomás de Torquemada
b) è inadeguata alla mutata sensibilità collettiva e alla cultura giuridica odierna. La pena di morte, eseguita in piazza, aveva un ruolo retributivo e intimidatorio ancora fino al secolo scorso (nel film "Il Marchese del Grillo", quando decapitano Don Bastiano i padri danno un ceffone ai figli; la scena sintetizza al meglio ciò che intendo dire), cioè in un contesto in cui si registrava il primato dell'interesse pubblico sull'individuo e l'assenza o quasi del concetto di "diritti della personalità" e, a maggior ragione, di "diritti del reo";
Non è esatto. In primis, la funzione "retributiva" (riparatoria) della pena sussiste ancora, eccome. La "giustizia" è un'esigenza oserei dire naturale di ciascuno. Basti vedere in genere i famigliari della vittima, questi non chiedono una pena per ragioni generalpreventive o specialpreventive, ma come riparazione per l'ingiustizia subita. Tale sentimento per i reati più ripugnanti è percepito anche dalla collettività.
Quanto all'interesse pubblico sul privato, dipende solo dalla struttura ideologica delle forze politiche che godono del sostegno popolare...certo con al governo il polulivo è tutta una retorica sui diritti del singolo. Per cui anche questa obiezione, parlando de iure condendo non mi sembra ostativa in sè.
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Originally posted by Tomás de Torquemada
) i crimini più odiosi sono generalmente commessi da psicopatici, e le malattie mentali non si prevengono né si risolvono con la pena di morte. Infatti, negli USA, i serial killer proliferano che è un piacere...
Il concetto di malattia mentale è uno dei maggiori problemi per la penalistica moderna...comunque; i malati di mente godono di particolari "tutele" dal punto di vista giudiziario. Anche questa obiezione non mi pare determinante...la pena può essere prevista solo in casi di particolare spietatezza commessa da "sani di mente".
c
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Originally posted by Tomás de Torquemada
d) la pena capitale potrebbe, teoricamente, determinare un calo dei reati se estesa anche a crimini minori, ma si tratterebbe di ammazzare circa diecimila persone l'anno (fra cui, oltretutto, potrebbero esseci diversi innocenti...)...
Meglio lasciar perdere... soprattutto in Italia...
Non sono d'accordo, Thomas. La pena deve essere proporzionata, altrimenti non può svolgere la funzione general preventiva per i reati più gravi.
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io ho votato contro perchè il quinto comandamento dice di non uccidere..
Cmq, sostituirei il comodo carcere, l'eventuale pena di morte, la farsa dell'ergastolo, con i cari vecchi lavori forzati, con la catena, come si usava una volta.. per certe persone lavorare è la maggior pena possibile!!
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Originally posted by guelfo nero
ovviamente favorevole
guelfo nero
E tu pensi che il tuo Dio sia contento per questa tua inquitente affermazione? La vita non è data da Dio e solo lui la puo' togliere?
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Non ho particolari vincoli morali per rifiutare la pena di morte, però non la vedo neanche come soluzione per tutti i mali.
Anche Tomas de Torquemada ha le sue ragioni dicendo che in questo contesto sarebbe una cosa molto pericolosa. Tuttavia credo che chiunque manifesti l'esigenza di una giustizia giusta ipotizzi la pena di morte in un contesto completamente diverso da quello attuale, quindi con una colpevolezza inattaccabile e senza reati d'opinione et similia.
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Originally posted by Eomer
Tuttavia credo che chiunque manifesti l'esigenza di una giustizia giusta ipotizzi la pena di morte in un contesto completamente diverso da quello attuale, quindi con una colpevolezza inattaccabile e senza reati d'opinione et similia.
E' un'ottima osservazione, quest'ultima. comunque ci sono casi in cui, anche stando cos' le cose, emerge con particolare chiarezza l'utilità della pena di morte. Esse è di per sè un male, ma un male che ne cancella o ne uguaglia un altro e quindi permette non solo la giusta riparazione, ma anche una sorta di espiazione sentita da tutta o da un parte della comunità. L'esempio classico e migliore è quello del pedofilo. Se penso alle famiglie che hanno conosciuto certe tragedie, o anche ai paeselli in cui un pedofilo ha per ipotesi operato, mi accorgo che la pena di morte ha un grande potenziale liberatorio per costoro.
Io non sono giustizialista, però credo che un'esecuzione capitale di un uomo fuori dalla grazia di Dio sia davvero come una purificazione. Indubbiamente il male non si può semplicemente eliminare, anzi in un certo senso sul patibolo il grado di male si amplifica. Ma questa è un'altra storia; è la storia del boia.
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favorevole solo in alcuni casi e seguendo certe procedure.
a - applicazione entro un mese dalla condanna, su un patibolo chiaramente visibile al pubblico.
b - uso di strumenti non disumani. Bene la fucilazione, l'avvelenamento, il combattimento a morte con bestie feroci. No alla sedia elettrica, no all'impiccagione, no in generale a metodi crudeli ed innecessari.
c - infliggerla solo nei seguenti casi:
1. omicidio senza attenuanti di un membro sano ed utile della comunità.
2. aborto non eugenetico (sia nel caso del medico, che della madre se non ci sono attenuanti)
3. alto tradimento alla Nazione ed alla Stirpe. Includendo chi con atti o parole favorisce l'indebolimento della Stirpe, suscitandone la decadenza ed il cedimento di fronte all'allogeno.
entro questi limiti, la pena di morte è accettabilissima.
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Originally posted by RomagnaRossa
Di piu', e' provato che la pena capitale non funziona nemmeno da deterrente. Cio' che previene il reato e' la paura di essere presi, non l'entita' della pena.
Appunto.
Ma piu' che sula "certezza di essere presi",il principio fondamentale che bisogna garantire è la certezza della pena.,ovvero il fatto che chi viene condannato sconterà sicuramente la sua pena in carcere fino all'ultimo giorno.
Laddove la deterrenza attecchisce,lo fa su chi sa con certezza che una volta preso passerà il resto della sua vita in carcere,o perlomeno tutti gli anni che gli sono stati infilitti.
La pena di morte soddisfa la componente afflittiva della pena,ma lo fa in maniera sbagliata.
Perchè si tratta di una pena non reversibile,neanche di fronte all'emergere di successive nuove prove che,come spesso è accaduto ad esempio negli usa,possono dimostrarare ad esecuzione già avvenuta che si sono commessi errori nell'individuare il colpevole.Meglio avere 20 pedofili rinchiusi in un carcere a vita che un solo innocente assassinato per errori giudiziari.
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Citazione:
Originally posted by guelfo nero
assolutamente si
E dunque tu ti sostituiresti al tuo Dio nel punire il colpevole di un omicidio?
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[QUOTE]Originally posted by Felix
b - uso di strumenti non disumani. il combattimento a morte con bestie feroci.[7quote]
Oddio..:lol :lol :lol
Li portiamo tutti al Colosseo,oppure usiamo l'Olimpico davanti alla Sud?
Citazione:
3. alto tradimento alla Nazione ed alla Stirpe. Includendo chi con atti o parole favorisce l'indebolimento della Stirpe, suscitandone la decadenza ed il cedimento di fronte all'allogeno.
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Cioè,tu scopi una mulatta e ti condannano a morte? :rolleyes: