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Originally posted by Dario
Cosa c'entra il comunismo? Qui si sta parlando della "pena" di morte erogata da un tribunale dello stato come riparazione ad un delitto.
Le vittime di Stalin, Hitler, Pinochet e degli altri mostri non sono assimilabili a chi viene condannato a morte, da un regolare tribunale di stato, in America o negli altri (per fortuna pochi) stati in cui vige ancora la pena di morte.
Capisco che vi faccia sempre gioco (come all'omino di Arcore) tirare sempre in ballo i comunisti, ma qui mi sembra che proprio siano fuori tema.
Dario, segui il labiale: parlavo della pena di morte derivante dalla lotta di classe. Mi pare che la lotta di classe sia roba che riguardi il comunismo, non il liberalismo...:rolleyes:
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Originally posted by Totila
Dario, segui il labiale: parlavo della pena di morte derivante dalla lotta di classe. Mi pare che la lotta di classe sia roba che riguardi il comunismo, non il liberalismo...:rolleyes:
La "pena di morte eseguita dai tribunali proletari" non è prerogativa del comunismo,è esclusiva delle BR,perlomeno in Italia.
Non penso di doverti spiegare come le BR rappresentassero poco piu' che se stessi. :rolleyes:
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Originally posted by Paolo82
E dunque tu ti sostituiresti al tuo Dio nel punire il colpevole di un omicidio?
E da quando Dio si è preso la briga di "punire direttamente i colpevoli" su questa terra? Tranne alcuni episodi nella storia dell'Antico Testamento, Dio (nè mio, nè tuo ma Dio e basta) ha sempre saggiamente delegato agli uomini (cioè alle collettività e comunità statuali) questo ingrato ma tante volte doveroso compito.
E gli uomini, nel bene e nel male, hanno esercitato questo compito.
Lo hanno esercitato, lo esercitano, lo eserciteranno.
Come cattolico è l'unica posizione da assumere su questo pseudo-problema.
Guelfo Nero
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Originally posted by guelfo nero
E da quando Dio si è preso la briga di "punire direttamente i colpevoli" su questa terra? Tranne alcuni episodi nella storia dell'Antico Testamento, Dio (nè mio, nè tuo ma Dio e basta) ha sempre saggiamente delegato agli uomini (cioè alle collettività e comunità statuali) questo ingrato ma tante volte doveroso compito.
E gli uomini, nel bene e nel male, hanno esercitato questo compito.
Lo hanno esercitato, lo esercitano, lo eserciteranno.
Come cattolico è l'unica posizione da assumere su questo pseudo-problema.
Guelfo Nero
L'unica cosa che il tuo Dio ha detto è "NON UCCIDERE",mentre suo figlio ha detto "PORGI L'ALTRA GUANCIA".
Il resto è fuffa,o autodelegazione a vendicare torti fatti ad altri che gli uomini si soni presi da soli.
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Certamente, solo fuffa...:D :D :D
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Originally posted by guelfo nero
Certamente, solo fuffa...:D :D :D
Contestami sulla base del tuo testo sacro,se ne sei capace.
Capisco che non hai argomenti per conciliare le tue posizioni da nazi in crisi di identità con quelle della fede cui dici di appartenere,non è un problema,ma perlomeno evita di rifarti alla bibbia per giustificare le tue posizioni.
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Originally posted by guelfo nero
:D
Tutto qua quello che hai da dire? :lol :lol :lol
Stai bene cosi' Guelfo.Mi dispiace solo di aver sprecato due post per risponderti.:ronf
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Originally posted by Paolo82
...............Il resto è fuffa,o autodelegazione a vendicare torti fatti ad altri che gli uomini si soni presi da soli.
Ripeto ciò che dissi alcuni giorni fa. Io, essere umano cattolico, non vengo soddisfatto dal concetto di Giustizia quando gli si accoppiano aggettivi quali "vendicativo" o "rieducativo".
La Giustizia deve soddisfare due fondamentali valori:
- il diritto della vittima
e
- il diritto del reo ad un giusto processo.
Se nel rispetto del diritto della vittima è possibile comminare una pena nel contesto ideale della rieducazione del reo, ben venga.
Se però, alla vittima con la vita è stato tolto anche il diritto di perdonare, io non posso giungere ad autodelegarmi a perdonare il criminale e, dall'altra parte, inconcepibilmente ed illogicamente, giungere persino a negare alla vittima il diritto postumo alla Giustizia.
Il reo di determinati crimini decade dalla condizione di cittadino con diritti civili che non siano unicamente quelli di un giusto processo.
È da considerare inoltre che l'ingiustizia ipocritamente buonista conduce spesso ad una tale frustrazione da parte delle vittime e dei suoi famigliari, tanto che sono frequenti atti di vera e propria vendetta sentiti quali realizzazione della Giustizia che il giudice non vuole o non può fare.
Guelfo nero ha definita questa tematica un "pseudo-problema": tale è essa in effetti.
Giustizia significa valutare l'entità del danno arrecato e la gravità della violazione della Legge per poter stabilire la portata del
risarcimento e la durezza della pena da infliggere.
Il resto,si, è fuffa o, meglio dire, sclerosi di una società ormai in completa confusione.