a Como seduti lì con la fascia triculorita ad ascoltare Ciampolo che parla di unità nazziunale![]()


a Como seduti lì con la fascia triculorita ad ascoltare Ciampolo che parla di unità nazziunale![]()




L'obiettivo era chiaro: della Lega, ad accogliere Ciampi a Como, non doveva esserci nessuno. Per questo, fino a ieri, hanno lavorato i due consiglieri comunali più giovani del Carroccio, Maurizio Faverio e Guido Martinelli. Eppure, alle 16.30 di ieri, la Lega Nord non aveva raggiunto una posizione unitaria su come ricevere domani il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. O meglio, il gruppo consiliare comasco e i due assessori della giunta Bruni avevano idee piuttosto diverse sulla gestione dell'appuntamento.
La posizione più dura e pura del movimento, come detto, era rappresentata dall'ala giovane dei 'padani', ovvero dai consiglieri Faverio e Martinelli. Entrambi regolarmente in città, entrambi invitati a partecipare all'incontro con il presidente al Teatro Sociale di domani mattina ed entrambi concordi: «Non se ne parla proprio. La Patria è una, ma è padana».
I due sono stati dunque per buona parte della giornata gli alfieri del "no" categorico all'incontro con Ciampi. I motivi di una simile posizione intransigente' «Nulla di personale - avevano detto i due consiglieri - ma la cosa non ci interessa proprio. Per noi la bandiera è un'altra, non il tricolore».
'Padani duri e puri', Faverio e Martinelli, che non si sentono rappresentati politicamente dalla massima carica istituzionale in arrivo da Roma.
Sulla stessa lunghezza d'onda dei due giovani leghisti - dunque assente annunciato alla cerimonia del Sociale - pure il capogruppo del Carroccio a Palazzo Cernezzi, Giampiero Ajani. Anch'egli, nonostante una certa lontananza anagrafica dai due colleghi di partito, da sempre interprete del verbo padano di stretta osservanza. «Non sarò a teatro - spiega - perché non mi riconosco in questo presidente che non ha mai avuto parole di apprezzamento per la Padania e per il nostro movimento».
Unica voce fuori dal coro leghista quella della consigliera Paola Bianchi, la quale, non meno "bossiana" dei tre colleghi di banco a Palazzo Cernezzi ma forse più sensibile al fascino dell'evento storico, non aveva affatto rifiutato l'invito della segreteria del sindaco ad accorrere a teatro. E così, dopo un travaglio ridotto ai minimi termini, l'esponente leghista aveva confermato la propria presenza al Sociale. Semplicemente perché, sono parole sue, «io vado». Come, o meglio quasi come, l'assessore leghista Emanuele Lionetti che, sentito telefonicamente nel pomeriggio, ha confermato che la sua presenza al cospetto di Ciampi non sarebbe mancata («Mi sembra una cosa importante»), anche se «soltanto per una mezz'ora perché ho il negozio aperto».
Ultimo ecco l'assessore del Carroccio al Verde, Diego Peverelli. Il quale da Ciampi non andrà ma per motivi di lavoro, sempre coincidenti con l'appuntamento al Sociale. «L'avevo detto al sindaco già da qualche giorno», la breve motivazione di Peverelli.
Messi di fronte a questa varietà di opinioni, Faverio e Martinelli hanno tentato il tutto per tutto ieri sera, prima del consiglio comunale. Ma il progetto di 'diserzione globale' è andato in fumo. «Se si tratterà realmente solo di qualche assenza - è in ogni caso la reazione di Paolo Mascetti, vicesindaco - pazienza. Ognuno è libero di pensare con la propria testa. Certo se la decisione fosse stata compatta e avesse coinvolto tutto il partito di Bossi avremmo avuto dalla Lega un ulteriore preoccupante segnale». E intanto ieri ad Albate e a Trecallo sono comparsi manifesti leghisti con la scritta 'Benvenuto in Padania'.
Da: http://www.corrieredicomo.it/frm_articoli.cfm?ID=45649


Carioni, al TG3 regionale di 5 minuti fa (a proposito delle inconcepibili parole di Ciappi sull'unità nazionale nel federalismo):
La Lega non ha mai pensato di rompere l'Italia, ma ha sempre voluto che non siano fermate le riforme.
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Strano veramente sul loro sito c'è in prima pagina questa cosina qua, sicuramente roba vecchia:In origine postato da Conte Jean
Carioni, al TG3 regionale di 5 minuti fa (a proposito delle inconcepibili parole di Ciappi sull'unità nazionale nel federalismo):
La Lega non ha mai pensato di rompere l'Italia, ma ha sempre voluto che non siano fermate le riforme.
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Art. 1 - Finalità
Il Movimento politico denominato “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana.
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Tu che odi dio e la vita cristiana
Senti la sua presenza come un doloroso cancro
Vengano profanate e profanate aspramente
Le praterie del cielo bagnate di sangue
Odiatore di dio
E della peste della luce
Guarda negli occhi paralizzati di dio
E sputa al suo cospetto
Colpisci a morte il suo miserevole agnello
Con la clava
Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
Hai distrutto con la tua orrida parola
Ora vai via dalla nostra terra!


Sempre la stessa domanda: ma come non possono non vergognarsi i leghisti di oggi? Fin a che punto sono disposti a dare spettacolini del genere? "Io vado" da Ciampi dice la consigliere? Onore peró ai giovani "duri e puri"...ma che si sveglino.
Paolo


Il Ciampi ha anche annunciato che la Pedemontana si farà... ecco, può ben tenersela la sua caxxo di autostrada.
Meno asfalto, più alberi!
Pusée forest e men forestée!
infatti, vogliono continuare a trasformare la Padania in una grnade fabbrica che deve mantenere l'itaglia.In origine postato da Conte Jean
Il Ciampi ha anche annunciato che la Pedemontana si farà... ecco, può ben tenersela la sua caxxo di autostrada.
Meno asfalto, più alberi!
Pusée forest e men forestée!
Basta fabbbriche
Basta itagliani


Sulle strade canturine le bandiere dei «giovani padani»
CANTU? (e.r.) «Presidente, benvenuto in Padania». La Lega Nord alza la testa e anche a Cantù (come già a Como) accoglie il presidente della Repubblica con un cartello che è insieme provocazione e proclama politico. L?iniziativa desta particolare scalpore perché a fare gli onori di casa davanti a Carlo Azeglio Ciampi nella "città del mobile" sarà proprio un sindaco del Carroccio: quella Tiziana Sala che anche oggi, come ha già fatto in tante altre occasioni, indosserà la fascia tricolore che rappresenta l?intero Stivale.
La manifestazione è stata organizzata dal movimento dei giovani padani, che si rifanno direttamente ai vertici di via Bellerio, a Milano. E oggi, lungo il percorso che porterà il Capo dello Stato alla Scuola d?arte, sventoleranno le bandiere bianco-verdi con al centro il sole delle Alpi. A benedire l?opera dei seguaci di Umberto Bossi è Fabrizio Turba, commissario cittadino dei lumbard dopo la prematura scomparsa del segretario Lino Roccaro. «Sarà una manifestazione pacifica - assicura Turba - una manifestazione che in questo momento assume una valenza ancora più importante, visto che in Parlamento si sta affrontando il tema delle riforme. Vogliamo dire a Ciampi che anche in una città laboriosa come Cantù le persone chiedono che le riforme le si faccia per davvero». Turba assicura che, al passaggio del presidente, sventoleranno circa un centinaio di vessilli padani: a inalberarli saranno anche ragazzi giunti da altre sezioni. La dimostrazione, come accennato, sembrerebbe infatti partorita direttamente da via Bellerio. Non è un caso che il presidente del Consiglio comunale Natale Galletti preferisca non commentarla e rimandi direttamente al commissario cittadino. Intanto l?altra Lega, quella che completa il suo nome con l?aggiunta "padana Lombardia" e che accusa i "cugini" di aver tradito gli ideali teorizzati da Gianfranco Miglio, annuncia che questo pomeriggio non alzerà un dito per contestare Ciampi, che pure è il massimo simbolo vivente dell?unità nazionale. «Le pagliacciate le facciamo fare agli altri - afferma il consigliere comunale Renato Meroni - noi porteremo avanti la nostra battaglia per il federalismo nelle sedi istituzionali, forti del mandato che i nostri elettori ci hanno concesso. Noi vogliamo un?Italia migliore, un?Italia che ha la sua forza nella maggiore autonomia possibile concessa agli enti locali, a partire dai comuni e dalle regioni. Perché l?Italia attuale non sta bene a tanti, ma solo a parole».


L'auto del Quirinale a passo d'uomo davanti ai manifestanti con il sole delle alpi schierati in viale Madonna a Cantù
E dal presidente saluti ai «padani»
Un leghista: «Capo dello Stato più intelligente di molti politici locali»
BANDIERE PADANE
Un grupppetto di leghisti manifesta,
la signora Ciampi saluta affettuosamente
i canturini dal finestrino
Foto Cusa
CANTU' Saluta calorosamente tutti il presidente Ciampi, che in mano stringano un Tricolore o il sole delle Alpi. Finestrino della berlina del Quirinale completamente abbassato, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al suo passaggio lungo viale alla Madonna ha salutato con estremo calore le persone assiepate ai bordi della strada a due passi dall'istituto d'arte dove la coppia presidenziale era attesa da centinaia di persone. In mezzo a loro, all'angolo con via Andina - la strada che ospita l'Isa canturino - una trentina tra militanti leghisti e Giovani padani ?armati? di altrettante bandiere con stampigliato il sole delle Alpi, ma anche di enormi vessilli biancorosso con la croce lombarda disegnata nel centro. La cronaca. Il corteo del capo dello Stato, arrivato in città con una decina di minuti d'anticipo su quanto previsto dal programma ufficiale della visita cittadina, percorre viale Madonna in contromano: via via sfilano le auto e le moto della polizia, poi le prime auto blu e in viale Madonna scoppia l'applauso che subito si fa più caloroso quando i canturini riconoscono la berlina del presidente. Ciampi saluta sporgendo la mano dal finestrino posteriore destro che tiene completamente abbassato e la gente - circa un centinaio di persone solo lungo questo viale - risponde applaudendo ancor più vigorosamente finché la berlina non transita davanti alla pattuglia dei ?lumbard? che occupa una ventina di metri della strada: le loro bandiere sporgono sin quasi a sfiorare la macchina del presidente e mentre Ciampi passa nessuno del Carroccio applaude, preferendo al battere di mani il saluto con la mano aperta e il grido «libertà» o ancora «benvenuto in Padania». Il presidente risponde - in una zona dove gli unici tricolori li stringono tra le mani due bambini - sporgendosi leggermente e salutando, calorosamente, a due mani. Il suo gesto piace alla base leghista: «Fa piacere che ci abbia salutato in questo modo - spiega a caldo Fabrizio Turba, commissario del Carroccio canturino - questo significa che il capo dello Stato è più sensibile e intelligente dei tanti politici locali che hanno voluto criticare la nostra iniziativa che non voleva essere offensiva per nessuno, ma che voleva semplicemente riaffermare la nostra richiesta di un federalismo vero». Dove svetta il sole delle Alpi presto si fanno vedere, tra gli altri, anche il presidente della Provincia Leonardo Carioni e l'assessore regionale Ettore Albertoni, fermatesi entrambi per un istante a salutare la base del movimento. In viale Madonna i militanti leghisti che si sono dati appuntamento nel pomeriggio di ieri saranno stati una trentina. Tra loro iscritti arrivati da Milano, ma anche Gerenzano, Appiano Gentile, Pontelambro, Erba e poi i Comuni limitrofi, da Capiago a Mariano, Cabiate e naturalmente Cantù. Dall'esterno non sono nemmeno mancate provocazioni - «è una vergogna» li ha ad esempio più volte apostrofati un passante - gesti lasciati però cadere uno dopo l'altro dai ?lumbard?. Alle 18.10, quando il corteo presidenziale transita nuovamente da viale Madonna, la scena si ripete: i leghisti occupano gran parte della lunghezza della strada e sventolano le loro bandiere al grido «libertà». Il presidente li saluta, transitando a passo d'uomo, uno dopo l'altro. (Corrado Cattaneo)