Invece di cavalcare le proteste dei governatori che chiedono soluzioni più coerenti e radicali in merito al Senato federale, soluzioni che vanno dalla rappresentanza diretta alla contestualità reale, difende la soluzione emersa dalle pressioni centraliste di Follini & C. Oggi Calderoli ha dichiarato, fra le righe, di essere orgoglioso d'averla messa in quel posto alle regioni.
Sembra quasi che si voglia fare tramontare definitivamente il movimento con strategie suicide che nemmeno l'elettore più acerrimo può metabolizzare.
Inoltre, in quanto parte del governo, dobbiamo continuamente incassare le proteste degli enti locali che devono penalizzare fiscalmente il cittadino senza che Roma decurti il prelievo ovvero trasferisca la capacità impositiva, cosa che in un sistema federale dovrebbe avvenire.
A questo si aggiunge l'incapacità di prendere le distanze non solo da U.d.C. e A.N., ma anche da Berlusconi, che anzi viene difeso a spada tratta in spregio al crollo di popolarità che questi sta subendo.
Aggiungiamoci anche la difesa dell'interesse nazionale (in realtà altrui, cioè americano) da parte di Bricolo in merito alla servitù militare sita a Maddalena che genera un nuovo scontro interno al mondo autonomista e una intollerabile deroga al principio di sovranità comunitaria sulla propria terra.
Ma non finisce qui: in merito alla proposta di chiusura anticipata dei locali da ballo, ci siamo fatti superare dalla sinistra sul principio federalista che l'opposizione ha avocato per contrastare la proposta della Santanchè.
E tutto ciò avviene dopo anni spesi a incassare i colpi e gli insulti degli alleati, spesi ad abbaiare senza mordere, perfino impegnati a sognare soluzioni complesse, mostri istituzionali quando si trattava semplicemente di convocare una conferenza Stato-regioni, istituzionalizzarla come Senato, modificare gli Statuti vigenti e poi ritornare al territorio per proseguire sulla strada della pressione "glocalista".




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