non ho mai saputo l'origine, nè il nome, nè ho mai visto una foto di un bisnonno.
che tristezza.
in compenso so che i nonni erano tutti e quattro di leno.


non ho mai saputo l'origine, nè il nome, nè ho mai visto una foto di un bisnonno.
che tristezza.
in compenso so che i nonni erano tutti e quattro di leno.


puoi fare pure qualche ricerchina eh, non è che sia tanto difficile basta che ti interessi.In origine postato da ilgufo
non ho mai saputo l'origine, nè il nome, nè ho mai visto una foto di un bisnonno.
che tristezza.
in compenso so che i nonni erano tutti e quattro di leno.


io ho parenti sparsi ovunque...


Faccia allora le ricerche opportune nei comuni e nelle parrocchie. Non è difficile.In origine postato da ilgufo
[...] non ho mai saputo l'origine, nè il nome, nè ho mai visto una foto di un bisnonno. [...]
Anzi: quando ne avrò il tempo, la voglia e, soprattutto, l'energia - cosa che Mi succede, in verità, assai di rado - aprirò Io stesso una discussione sul forum dell'Accademia per spiegare a' forumisti come svolgere ricerche sui propri antenati. Da soli. In pace e in tranquillità. E senza, ovviamente, rivolgersi a que' ridicoli istituti araldici che per ricostruzioni banalissime del filo genealogico ti portan via più di sei milioni...
Cordiali saluti,
Goyassel La Zucca


1/8 Chioggia (VE)
1/8 Vienna
1/8Massa (zone limitrofe)
1/8 La Spezia
4/8 Mantova e dintorni
non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace


5/8 Piemonte
1/8 Veneto
2/8 Cipro


Interessante notare come gran parte dei POListi, intesi come frequentatori di POL, abbia origini "straniere"...


__________________In origine postato da Goyassel La Zucca
Faccia allora le ricerche opportune nei comuni e nelle parrocchie. Non è difficile.
Anzi: quando ne avrò il tempo, la voglia e, soprattutto, l'energia - cosa che Mi succede, in verità, assai di rado - aprirò Io stesso una discussione sul forum dell'Accademia per spiegare a' forumisti come svolgere ricerche sui propri antenati. Da soli. In pace e in tranquillità. E senza, ovviamente, rivolgersi a que' ridicoli istituti araldici che per ricostruzioni banalissime del filo genealogico ti portan via più di sei milioni...
Cordiali saluti,
Goyassel La Zucca
Omissis...........per spiegare a' forumisti come svolgere ricerche sui propri antenati. Da soli. In pace e in tranquillità. E senza, ovviamente, rivolgersi a que' ridicoli istituti araldici che per ricostruzioni banalissime del filo genealogico ti portan via più di sei milioni...
Eppoi, oltre a toglierti di tasca i milioni, ti contano delle balle per farti contento!![]()
Dai Goyassel, raccontaci il tuo metodo di indagine...![]()


In origine postato da Orso Brrrrr
__________________
Omissis...........per spiegare a' forumisti come svolgere ricerche sui propri antenati. Da soli. In pace e in tranquillità. E senza, ovviamente, rivolgersi a que' ridicoli istituti araldici che per ricostruzioni banalissime del filo genealogico ti portan via più di sei milioni...
Eppoi, oltre a toglierti di tasca i milioni, ti contano delle balle per farti contento!![]()
Dai Goyassel, raccontaci il tuo metodo di indagine...![]()
100% Piemontese.
Da parte di madre Cuneese,da parte di padre Torino(prov).
Mi intrometto nella discussione sopra...proprio quest'inverno ho fatto una ricerca sulla mia famiglia(ramo paterno),qua nel paese dove vivo.
Basta andare(parlando per i paesi) nella parrochia e chiedere al prete il permesso di vedere i registri parrocchiali per fare una ricerca sulla propria famiglia.
Sono riuscito a risalire fino al 1785...tutti i registri degli anni prima sono stati bruciati dalle truppe napoleoniche.
E' una ricerca davvero interessante che consiglio a tutti:-)
Saluti Padani


Gentile Sig. Orso Brrrrr,In origine postato da Orso Brrrrr
[...] Dai Goyassel, raccontaci il tuo metodo di indagine...[...]
la cosa è semplicissima, l’ho detto; semplicissima, ma un po’ lunga e, per certi versi, forse nojosa. Bisogna avere tempo, tanto tempo a disposizione. Tempo, pazienza e fantasia.
Tento di spiegare in due parole quello che lei chiama il Mio “metodo d’indagine”. Poi Mi soffermerò in altra sede su esempi pratici di ricerca e di organizzazione dei dati raccolti.
Si principia - prima d'andare in archivio - con i ricordi di famiglia: si interpellano i parenti più vecchi, quelli che hanno più cose da raccontare, si chiedono informazioni, nomi, date, aneddoti; è da lì che si deve sempre partire per non brancolare nel bujo; certamente non sempre le notizie tramandate dalle famiglie sono attendibilissime: spesso le informazioni sono approssimative, sbiatite… alcuni fatti “scomodi” o comunque poco graditi vengono rimossi (più o meno volutamente) o fortemente edulcorati. Tuttavia è sempre meglio partire con alcuni dati che cominciare così, alla cieca, senza sapere dove sbattere la testa.
Poi, annotato tutto ciò che si può annotare dai parenti, ci si rifà ai documenti e agli oggetti di casa: anche quelli sono molto utili; in primo luogo la corrispondenza (lettere familiari, lettere d’amore, lettere d’affari, lettere dal fronte ecc…), poi agende e agendine varie, libri della contabilità, appunti, mappe delle proprietà, antiche foto, ritratti a olio, effetti personali, cifre ricamate sulla biancheria, cifre scolpite sui mobili o riportate sui bicchieri…ecc…
Si va al cimitero, si osservano le tombe, le iscrizioni presenti sulle cappelle, si annotano date, si annotano eventuali indicazioni di professione o di paternità (FU GIUSEPPE, tanto per intenderci), si osservano i busti, le foto apposte sulle lapidi… ecc…
Qualcosa d’interessante, sempre nella fase preparatoria (quella cioè di raccolta di dati alla rinfusa), si può anche trovare sui libri di storia locale, soprattutto nel caso di antenati vissuti in piccoli centri: aneddoti, storie di famiglie, elenchi di sindaci e di personaggi illustri, rassegne di coloro che esercitarono determinate professioni.
Testi fondamentali sono poi i varî nobiliari: dalla monumentale enciclopedia dello Spreti (Prof. Teognide, se Mi legge, batta un colpo!) al blasonario del Di Crollalanza (dove, tra l’altro, non sono registrate soltanto le genealogie delle famiglie nobili, ma anche di quelle cosiddette “notabili”). Senza contare le varie rassegne di cognomi con ricostruzione dell’origine e analisi della diffusione in determinate aree geografiche; ci sono anche dei siti Internet a cui ci si può rivolgere: due tra tutti: uno è Gens.labo.net, citato anche dal Sig. Nirvana, che ricostruisce – attraverso gli elenchi telefonici – la diffusione dei cognomi in Italia, e Www.Ancestry.Com, con una grande banca-dati continuamente aggiornata.
Finita la prima fase, si entra nel vivo della ricerca, che poi il momento più esaltante e anche più lungo: siamo alla fase degli archivi pubblici: ufficio dello stato civile e anagrafe dei comuni di residenza degli antenati (questo per l’epoca post-unitaria: atti di nascita, di matrimonio, di morte, stati di famiglia...), archivi parrocchiali (utilissimi, quando ci sono, gli stati delle anime, veri e proprî censimenti della popolazione realizzati annualmente dai parroci del passato), archivi di stato (dove spesso sono conservati registri dello stato civile di età pre-unitaria, censimenti, fondi relativi alle corporazioni religiose soppresse… ecc.) , archivi notarili, archivi arcivescovili (in alcune città, presso l’archivio arcivescovile, sono raccolti, in copia, i registri parrocchiali di tutte le chiese della diocesi), archivi dei cimiteri (ogni cappella gentilizia ha il suo fascicolo). Un bel divertimento.
Fare ricerche genealogiche, non significa solo trovare aridamente i nomi degli antenati, la loro professione, la loro data di nascita e di morte: significa anche cercare di immaginare il tipo di vita che hanno fatto, i loro gusti, le loro abitudini, le loro idee; e qui, oltre alla corrispondenza di casa, entrano in gioco tutta una serie di altri documenti: gli atti notarili che documentano l’acquisto delle proprietà ci possono dare un’idea delle "scelte" dei nostri avi, delle persone con cui si trovarono a intrattenere rapporti di affari e i nomi di eventuali procuratori degli antenati sono dati altrettanto preziosi; altra fonte interessante: i giornali e giornaletti d’epoca. Basti pensare a quei periodici di cronache mondane che circolavano alla fine dell’Ottocento e ai primi del Novecento in molte città italiane: spesso vi si può trovare l’annuncio di una nascita o di un battesimo, oppure un necrologio (magari accompagnato da patetici acrostici o da pretenziosi epigrammi funerari), l’annuncio di una laurea, di un fidanzamento, di un matrimonio; per non parlare delle stesse cronache nuziali, dove venivano puntualmente elencati i nomi degli inviati e passati in rassegna i regali donati agli sposi da parenti e amici ecc…
Ovviamente è sempre opportuno ricordare che anche le fonti storiche o pseudo-storiche non sono vangelo e che vanno lette e interpretate con un po’ di cervello: non sempre ciò che si trova riportato è attendibile, non sempre è esatto (frequentissimi sono gli errori di registrazione di nomi o cognomi nei registri civili o religiosi, frequenti gli accomodamenti).
Senza contare, tanto per dirne una, che all’anagrafe, gli adulteri non sono certo registrati: i figli concepiti da donne sposate con i loro amanti e poi attribuiti agli ignari consorti non sono mai registrati come tali, è ovvio; dei figli che mariti di mogli sterili concepirono con le loro cameriere e che poi attribuirono – per salvare le apparenze – alle loro consorti, tanto per dirne un’altra, non si sa nulla: gli archivi, queste cose, non le dicono… per non parlare dei neonati sostituiti in culla, rapiti, nati da donne violentate e poi riconosciuti da padri putativi ecc… La ricostruzione che verrà fuori da ricerche fatte attraverso materiale d’archivio o attraverso altri documenti sarà inevitabilmente molto molto approssimativa.
Una raccomandazione per chi si mette a fare ricerche di questo tipo: mai impuntarsi su un particolare, mai perdere tempo ostinandosi a cercare per mari e per monti quello che si vuole trovare; spesso, prendendo un antico registro, e sfogliandolo “a caso”, dalla prima all’ultima pagina, cercando di annotare tutto ciò che in qualche modo può essere utile o può avere una qualche attinenza con i nostri avi o con le famiglie per un verso o per l'altro imparentate con essi, si trovano molte più informazioni e molti più agganci. Me lo insegna l’esperienza.
Sull’organizzazione e sull’utilizzo dei dati raccolti, parlerò altrove.
Sono in piedi dalle cinque meno un quarto e voglio andare a letto. Chiedo scusa sin d'ora a coloro che troveranno caotico e sconclusionato il Mio messaggio.
Saluti!
G.L.-