Risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: massacratelo!

  1. #1
    stanziale
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Terra di Ezzelino
    Messaggi
    3,177
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    massacratelo!

    Il Gazzettino Mercoledì, 10 Marzo 2004


    SOCIETÀ

    La cultura delle nostre tradizioni

    Gentile Direttore,

    le nostre tradizioni culturali si trovano nella condizione dei fiori recisi che vediamo nei vasi dei salotti: sono decorativi per poco tempo perché sono tenuti in vita artificialmente. Credere che la "cultura delle nostre tradizioni" possa rinascere, come credono molti assessorati, è soltanto spreco di denaro.
    Guardiamo i nostri giovani con la mente libera dalla nostalgia e dalla retorica: vestono tutti all'americana, bevono negli snack bar alcolici stranieri, si divertono nelle moderne discoteche, mangiano in piedi panini ripieni di robaccia, parlano l'italiano infarcito di inglese (quasi mai il dialetto regionale).
    Anche la religione, fulcro delle tradizioni, non è più seguita: il 50% dei giovani non si sposa più in Chiesa e alla Messa domenicale preferisce il mare o la montagna o lo sport. Il lavoro manuale che ci condizionava fino a cinquant'anni fa, è stato sostituito dalle macchine le quali hanno cambiato la mentalità.

    Oggi anche i ragazzini di dieci anni usano i computer, i telefonini, i videoregistratori, i fax, ecc... I vecchi con le loro storie e tradizioni annoiano... Anche sul piano della cultura politica e sociale siamo profondamente divisi nella propria regione. Nel passato il popolo era quasi tutto analfabeta e quindi non si poneva certi problemi.
    In politica, storia, visione sociale, religione, etica, economia, giustizia, oggi un veneto, un lombardo o un piemontese di estrema destra è più vicino "culturalmente" a un siciliano con le stesse idee che a una persona nata e cresciuta nella stessa regione ma di idee opposte.
    Perciò la vera cultura che unisce (o divide) è quella sui grandi temi della vita, non quella delle varie razze Piave, Po, Arno Tevere o delle feste paesane. Nascendo veneti, siciliani o francesi si eredita solo una cultura marginale; la vera cultura è una conquista profonda sulle idee e sui principi.

    Circolo culturale
    Bertrand Russell

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Bologna
    Messaggi
    74,332
     Likes dati
    860
     Like avuti
    2,759
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: massacratelo!

    Originally posted by carbonass
    In politica, storia, visione sociale, religione, etica, economia, giustizia, oggi un veneto, un lombardo o un piemontese di estrema destra è più vicino "culturalmente" a un siciliano con le stesse idee che a una persona nata e cresciuta nella stessa regione ma di idee opposte.
    Io sono molto d'accordo con questa frase. E non credo valga solo per l'"estrema destra", ma per qualunque corrente socio/politica (che non sia chiaramente quella estrema regionalista della Lega e dintorni, l'unica a negare questo concetto).

    Basta dare un occhio, per restare in tema, al forum della destra radicale per rendersi conto che, da dovunque vengano i camerati, sui temi fondamentali, sulla tradizione, sui valori e sulla difesa degli stessi, sui concetti economici, etici e sociali, la pensiamo più o meno tutti allo steso modo.

    L'unico aspetto che ci divide è quello religioso, essendo una parte dell'area caratterizzata da rifiuto del cristianesimo come religione giudaica. Ma tale divisione non ha assolutamente base territoriale.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  3. #3
    stanziale
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Terra di Ezzelino
    Messaggi
    3,177
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    pero' Fenris
    nel tuo ragionamento
    manca completamente il concetto di
    comunità
    di comun sentire
    di radici
    non si puo' creare un popolo di estrema destra
    o di leghisti
    Ci deve essere un popolo!

  4. #4
    Totila
    Ospite

    Predefinito Re: Re: massacratelo!

    Originally posted by Fenris
    Io sono molto d'accordo con questa frase. E non credo valga solo per l'"estrema destra", ma per qualunque corrente socio/politica (che non sia chiaramente quella estrema regionalista della Lega e dintorni, l'unica a negare questo concetto).

    Basta dare un occhio, per restare in tema, al forum della destra radicale per rendersi conto che, da dovunque vengano i camerati, sui temi fondamentali, sulla tradizione, sui valori e sulla difesa degli stessi, sui concetti economici, etici e sociali, la pensiamo più o meno tutti allo steso modo.

    L'unico aspetto che ci divide è quello religioso, essendo una parte dell'area caratterizzata da rifiuto del cristianesimo come religione giudaica. Ma tale divisione non ha assolutamente base territoriale.
    Tempo fa sentii Fassino raccontare questa storia. Il PCI di Torino, eravamo negli anni della grande immigrazione e del boom industriale, ordinò ai suoi militanti di non parlare in piemontese per favorire l'integrazione dei nuovi venuti.
    Tutto questo perchè tutti si dovevano sentire italiani. Un po' come oggi con gli immigrati.
    Risultato: i piemontesi parlano un slang settentrionale e i meridionali uno slang siculo o calabro-piemontese.
    Le tradizioni di entrambi, finite.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    11 Dec 2010
    Messaggi
    5,525
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ho da poco risposto, su una rivista di informazione e approfondimento di tematiche locali, a un signore che criticava la volontà di far rivivere e tutelare i dialetti e le culture locali. Posto qui la mia lettera a tale testata.

    Desidero rispondere a quel signore di Recco che, nel numero di marzo, invocava i funerali della lingua (perchè lingua è) genovese. Ritengo quelle asserzioni quantomeno discutibili perchè sostengono, dichiaratamente, la necessità di un "rasoio" che impoverisca progressivamente la ricchezza espressiva e culturale dell'Europa,ovvero una sudditanza pericolosa a quelle logiche globali che protendono, senza equilibri, verso l'uniforme, l'indistinto, il massificato. In genovese hanno scritto De Andrè, Firpo, Petrucci solo per fare alcuni nomi; in genovese ha recitato Govi; in genovese molti giovani cantano ancora celebri "strufuggi" e motivi che sembrano essere immortali se paragonati alle effimere canzoni "pop" contemporanee. La diversità delle varianti del ligure, che tuttavia sottende a una comune radice, è dovuta al fatto che nessuno ha mai pensato, come nel caso delle lingue nazionali ufficiali, di sottoporre le cosiddette lingue locali a norme accademche, di imporlo attraverso rigidi utilizzi amministrativi, di costruire intorno ad esso, dall'alto, una pubblica istruzione. Questo ha fatto dei vernacoli lingue vive perchè libere e democratiche, perchè figlie dei popoli, delle comunità, ricettacoli di radici che ancora oggi ci dicono chi siamo, quale è il nostro punto di partenza e quale dovrebbe essere, anche dopo (infelici) vite spese in seno alla modernità, il nostro punto d'arrivo: "e alûa mi pensu ancun de riturnâ à pôsâ e osse duv'ho mæ madunaa". Difendere il genovese, e soprattutto le produzioni letterarie di coloro che, attraverso questa lingua, hanno cantato l'anima e il senso della nostra terra, ignorando la quale siamo atomi dispersi nel disincanto, significa difendere noi stessi, il nostro passato e il nostro futuro.

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    11 Dec 2010
    Messaggi
    5,525
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: massacratelo!

    Originally posted by Fenris
    Io sono molto d'accordo con questa frase. E non credo valga solo per l'"estrema destra", ma per qualunque corrente socio/politica (che non sia chiaramente quella estrema regionalista della Lega e dintorni, l'unica a negare questo concetto).

    Basta dare un occhio, per restare in tema, al forum della destra radicale per rendersi conto che, da dovunque vengano i camerati, sui temi fondamentali, sulla tradizione, sui valori e sulla difesa degli stessi, sui concetti economici, etici e sociali, la pensiamo più o meno tutti allo steso modo.

    L'unico aspetto che ci divide è quello religioso, essendo una parte dell'area caratterizzata da rifiuto del cristianesimo come religione giudaica. Ma tale divisione non ha assolutamente base territoriale.
    C'è una demarcazione più profonda: il rapporto con la terra abitata, il carattere che si eredita dalla relazione sistemica con l'ambiente, naturale e sociale, in cui si cresce, le derivazioni etno-linguistiche comunque soggiacenti che sottendono a diverse visioni del mondo. Tutto ciò ha formato persone con particolari habitus mentali, con particolari concezioni della vita sociale, e soprattutto ha maturato un radicamento concreto in seno a una terra che, con i suoi paesaggi, odori, sapori, climi, caratteristiche, si fa per voi "patria" vissuta. Per questo tendenzialmente le periferie sono odiose: non solo perchè esteticamente brutte, ,a perchè incapaci di appagare la persona in merito al suo bisogno di specchiarsi in uno spazio dotato di storia e di "senso" proprio. In questo contesto la patria non è un'idea astratta e puramente retorica come quella che, ahite, difendi, ma naturale e reale "terra dei padri", orizzonte concreto e tangibile all'interno del quale si matura e si eredita un decisivo patrimonio simbolico, per cui ad esempio, in merito a un medesimo concetto soggetti maturati in ambienti diversi operano diverse associazioni o dovrebbero farlo qualora non siano stereotipati e quindi vittime di una subdola forma di lobotomia culturale.
    Tutto ciò non va superato, ma accettato e valorizzato come condizioni che consentono di specchiarci in un'identità reale che sappia dirci chi siamo per non disperderci, moralmente e psicologicamente, nel disincanto dell'uniforme mondo attuale che qualche scellerato in presa ai fumi del Puro Nulla a cui si vota esalta hegelianamente.

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Bologna
    Messaggi
    74,332
     Likes dati
    860
     Like avuti
    2,759
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by carbonass
    pero' Fenris
    nel tuo ragionamento
    manca completamente il concetto di
    comunità
    di comun sentire
    di radici
    non si puo' creare un popolo di estrema destra
    o di leghisti
    Ci deve essere un popolo!
    Questo nessuno lo mette in dubbio. Il fatto è che per me il popolo è quello italiano, nonostante le sue varie caratterizzazioni e differenze locali, che secondo me, dal mio punto di vista, lo arricchiscono piuttosto che impoverirlo come popolo (e che per questo motivo, non mi stancherò mai di dirlo, vanno assolutamente PRESERVATE). So che nessuno di voi sarà d'accordo con questa mia visione, ma è così che la penso.

    In quanto alla storia raccontata da Totila, purtroppo le immigrazioni di massa sortiscono immancabilmente l'effetto descritto, Fassino o non Fassino. E non nascondo che mi dispiace che i dialetti e le tradizioni torinesi e milanesi sopravvivano ormai solo in alcune nicchie della popolazione. Ma non credo ci sia stata forzatura ideologica, è stato un semplice processo naturale e purtroppo inevitabile. Per evitarlo, l'unico modo era evitare direttamente l'immigrazione.

    Per quanto riguarda gli immigrati extracomunitari, il discorso è diverso, provengono da posti che non hanno assolutamente niente in comune con i nostri, e l'effetto di tale immigrazione di massa può davvero essere devastante!
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  8. #8
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Fenris
    Questo nessuno lo mette in dubbio. Il fatto è che per me il popolo è quello italiano, nonostante le sue varie caratterizzazioni e differenze locali, che secondo me, dal mio punto di vista, lo arricchiscono piuttosto che impoverirlo come popolo (e che per questo motivo, non mi stancherò mai di dirlo, vanno assolutamente PRESERVATE). So che nessuno di voi sarà d'accordo con questa mia visione, ma è così che la penso.

    In quanto alla storia raccontata da Totila, purtroppo le immigrazioni di massa sortiscono immancabilmente l'effetto descritto, Fassino o non Fassino. E non nascondo che mi dispiace che i dialetti e le tradizioni torinesi e milanesi sopravvivano ormai solo in alcune nicchie della popolazione. Ma non credo ci sia stata forzatura ideologica, è stato un semplice processo naturale e purtroppo inevitabile. Per evitarlo, l'unico modo era evitare direttamente l'immigrazione.

    Per quanto riguarda gli immigrati extracomunitari, il discorso è diverso, provengono da posti che non hanno assolutamente niente in comune con i nostri, e l'effetto di tale immigrazione di massa può davvero essere devastante!

    Fenris, qui non sono d'accordo: il principio della difesa delle lingue e delle tradizioni locali vale sempre: che si tratti di immigrazioni interne o esterne. Se si deroga da questi principi, poi si accetta anche il resto...
    Certo, una immigrazione interna può essere accettata quando è FISIOLOGICA;ma quando si muovono milioni di persone, cazzo, diventa un disastro. Insomma andare a Milano e chiedere un'informazione e sentirsi rispondere sette volte su dieci in uno strano miscuglio di inflessioni siculo-lombarde a me da fastidio.
    Ciò che è avvenuto nell'Italia unita è stata una piccola "mondializzazione": immigrazione, sconvolgimento del tessuto tradizionale, del tessuto sociale e culturale. E anche uno sconvolgimento del paesaggio (pensa alle sterminate periferie fatte di scatoloni di cemento)

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Bologna
    Messaggi
    74,332
     Likes dati
    860
     Like avuti
    2,759
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Totila
    Fenris, qui non sono d'accordo: il principio della difesa delle lingue e delle tradizioni locali vale sempre: che si tratti di immigrazioni interne o esterne. Se si deroga da questi principi, poi si accetta anche il resto...
    Certo, una immigrazione interna può essere accettata quando è FISIOLOGICA;ma quando si muovono milioni di persone, cazzo, diventa un disastro. Insomma andare a Milano e chiedere un'informazione e sentirsi rispondere sette volte su dieci in uno strano miscuglio di inflessioni siculo-lombarde a me da fastidio.
    Ciò che è avvenuto nell'Italia unita è stata una piccola "mondializzazione": immigrazione, sconvolgimento del tessuto tradizionale, del tessuto sociale e culturale. E anche uno sconvolgimento del paesaggio (pensa alle sterminate periferie fatte di scatoloni di cemento)
    Guarda che è la stessa cosa che ho detto io: che le particolarità culturali/linguistiche italiane vanno assolutamente preservate, che mi dispiace che le tradizioni e lingue piemontesi e lombarde siano ridotte a nicchie di minoranza per via dell'immigrazione di massa, e che questa avrebbe dovuto (o forse potuto?) essere evitata. Sono perfettamente consapevole che l'immigrazione fisiologica è sostenibile, quella di massa no.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

 

 

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito