Essendo anche il sistema elettorale ,tra gli obbiettivi di un sistema "federalista" e avendo da tempo sentore di "provocazioni " apro questo 3d :
Tutti i giorni sulla stampa nazionale si legge del presidente di regione o del sindaco tal dei tali che alle prossime amministrative vuole concedere agli immigrati con permesso di soggiorno, il diritto di voto,quell’altro li vuol concedere per le circoscrizioni , e così via , ben sapendo( ? ) sarà forse vero? Che in materia non tocca a loro legiferare. Il tema del diritto di voto è di competenza del governo, e delle leggi costituzionali .Che ad un immigrato che vive e lavora sul territorio Italiano ,la legge già stabilisce che trascorso un periodo di dieci anni esso possa fare richiesta “se il suo stato di buona condotta lo consente” di divenire cittadino Italiano ,e così ottenere tutti i diritti del voto sia politico che amministrativo .
Se al presidente della regione venisse con una petizione popolare,richiesto un referendum se dare o no agli immigrati, che vivono sul territorio nazionale da due o tre anni se pur in regola con i documenti il diritto al voto. Che valore politico e legislativo potrebbe avere, sarebbe concepibile una forzatura tale? Per quanto ne so io ,per votare occorre il certificato elettorale , che si ottiene solo se c’è la cittadinanza Italiana. Ora se il voto non è una barzelletta su cui si può giocare a fare i “furbi” per motivi di convenienza ,conviene a fare confusione e cercare di imbrogliare i cittadini Italiani e gli “ospiti” extracomunitari
So che chi frequenta i forum specialmente quelli politici ama disquisire sui temi ,ora chiedo se è possibile trovare in una discussione sulla materia elettorale il parere di qualcuno “afferrato” in merito




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