IN ITALIA
La manifestazione del 18 retrocessa a «iniziativa istituzionale»
Ds isolati a sinistra, vacilla il corteo bipartisan
Cgil incerta, gelo dal Polo. Bertinotti: no a questo sconcio balletto. L’ira di Fassino: contro di me accuse inammissibili
ROMA - Manifestazione bipartisan? Giammai, l’appuntamento del 18, vista la piega che hanno preso gli eventi, con la stessa Cgil che è incerta sull’opportunità di parteciparvi, è stato derubricato a «iniziativa istituzionale» dell’Anci con i gonfaloni di comuni, province e regioni. «Non abbiamo ancora deciso se andare», annuncia Guglielmo Epifani e basta questa frase, subito seguita dalla sottolineatura dell’importanza dell’altra manifestazione, quella del 20, a dare il segno che l’obiettivo originario dell’iniziativa è da archiviare. Nella Casa delle Libertà, dove pure Marco Follini insiste sull’importanza di questo appuntamento, nessuno sembra rammaricarsene troppo. Ragion per cui Giuliano Ferrara, in un editoriale del Foglio , sferza la maggioranza accusando i suoi esponenti di essere degli «sciamannati».
In compenso, nell’opposizione ci si dedica a uno sport in voga da qualche tempo: il tiro ai Ds. Un’attività che, paradossalmente, dopo la vittoria di Zapatero, è praticata con maggior impegno. La dirigenza della Quercia è sotto accusa per l’iniziativa del 18. E Piero Fassino non sa se arrabbiarsi o buttarla a ridere. «Ma come - si sfoga il segretario della Quercia con i suoi - è possibile che tutti quelli che hanno polemizzato con noi per l’ordine del giorno che ricalcava la posizione di Zapatero sull’Iraq, e che veniva ritenuto troppo morbido, ora siano diventati all’improvviso sostenitori del leader socialista spagnolo? E per di più adesso ci accusano anche di non fare come lui. È incredibile e inammissibile». Il "tiro ai ds", però, continua. Fausto Bertinotti invita Fassino ad andare a lezione da Zapatero, definisce la manifestazione bipartisan «gravemente mistificatoria» e chiede di fermare «questo sconcio balletto». Poi c’è il correntone ds: «Una manifestazione bipartisan sarebbe un grave errore», ammonisce Fabio Mussi, il quale ricorda a Fassino che Zapatero ha vinto perché «è stata premiata la sua posizione nitida sull’Iraq».
Peccato che il coordinatore della minoranza ds si esprimesse in modo un po’ diverso quando il Triciclo decise di presentare l’"ordine del giorno Zapatero": «Quel documento è sbagliato - ironizzava Mussi - non per niente è la posizione del leader del Psoe che viene dato per perdente alle elezioni». Anche Marco Rizzo, dei Comunisti italiani, dice a Fassino: «Facciamo come Zapatero: niente manifestazioni con Berlusconi». Dello stesso tenore la dichiarazione di Achille Occhetto, mentre i girotondini Flores d’Arcais, Lidia Ravera e Pancho Pardi propongono all’Anci di ritirare l’iniziativa.
È chiaro che tutte queste polemiche costituiscono un pessimo viatico per la partecipazione dei leader del Triciclo alla manifestazione del 20. Chissà se basteranno i servizi d’ordine della Quercia e della Cgil, cui spetterà il compito di garantire la sicurezza dei leader del listone, a salvare Fassino e Rutelli dai palloncini riempiti di liquido color rosso sangue con cui qualche "no global", come racconta il verde Paolo Cento, pensa di accoglierli.
Maria Teresa Meli




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