Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
Questo libro è una bibbia, la bibbia degli antilluministi. La politica è solita far distinzioni tra destra e sinistra, conservatori e progressisti. Ma sono queste divisioni di comodo, in quanto non si riesce mai a capire bene dove finisce l'uno e dove inizi l'altro. Personalmente sono sempre stato ossessionato da questo problema: riuscire ad "afferrare" una cultura fondamentalmente antiprogressista. Questo libro è riuscito nello scopo. Mostra infatti come al pensiero che potremmo definire della sinistra "storica", ovvero quello razionalista, si sia opposto, a partire da Vico e poi con Burke e De Maistre, un filone culturale alternativo, facente appello non a ciò che rende gli uomini uguali, ma al contrario a ciò che li rende diversi: la storia, la cultura, la lingua, l’etnia.

Non so quanti di voi posseggano quest'opera, che consiglio. Potrebbe essere anche il viatico del nuovo forum che intendiamo costruire insieme, laddove per "conservatori e reazionari" si intendono proprio quelle forze che hanno combattuto e combattono ancora sul fronte delle idee, prima ancora che sul piano politico, la "buona battaglia" del tradizionale contro il razionale.

Discutiamone insieme.
Posso solo introdurre un elemento amaro, ossia la constatazione che "hanno vinto loro". Possiamo certo valorizzare gli eponimi e gli eroi del conservatorismo, i Burke, i De Maistre, ma al tempo stesso renderci conto che essi rappresentano e sono gli autori di storie e culture "alternative" (e infine perdenti, certo non per loro colpa o demerito) a storie e culture ufficiali trionfanti. Con estremo dolore siamo costretti ancora oggi a leggere, nei testi scolastici, che si impromono nelle menti dei discenti, la favoletta della Rivoluzione benigna, del progresso inarrestabile. Neppure il crollo clamoroso del socialismo reale, realizzazione ultima dello spirito rivoluzionario e ateo, è servito per mettere in discussione certi paradigmi dati per scontati. Come truppe disperse e stanche vaghiamo alla ricerca di un ideale conservatore capace di spezzare finalmente il predominio illuminista, sancito all'origine dalle pagine di quella che sembrava una innocua Enciclopedia. Ma al tempo stesso, pur nelle difficoltà e nelle amarezze, siamo consapevoli che è giusto combattere la buona battaglia. La nostra voce non è rotta, e andiamo avanti, fieri e orgogliosi delle nostre tradizioni e della nostra identità, sempre riconoscenti verso coloro che vennero prima.