ma già negli anni 70 era così, si iniziò con la svolta dell'Eur e relativo compromesso storico i cui RAPPRESENTANTI luciano lamA ed enrico berlinguer, d'un sol colpo all' unisono, azzopparono il movimento operaio. nelle fabbriche con decreto furono aboliti gli scioperi chi si esprimeva su posizioni di dissenso e non riuscivano a controllarlo passava per corporativista, fascista, nemico della classe operaia e dulcis in fundo espulso dal sindacato. così in quegli anni con l'avallo del pci fu fatta la piu bella ristrutturazione capitalistica in italia. Chi non ricorda i 61 della fiat di torino, pagina nera del sindacato, licenziati con il consenso, vado a memoria , ma mi pare proprio di f...no, che allora era funzionario del pci addetto, mi pare al settore fabbriche....In Origine Postato da Spartaco
negli anni ottanta, fino all'inizio degli anni novanta, quando andavo ai cortei con gli anarchici, trovavamo sempre gli squadristi dei servizi d'ordine del pci, della fgci, e tavolta di dp, che tantavano di cacciarci dal corteo, qualche volta in maniera molto più violenta di ieri, poi la celere caricava noi, ed il giorno dopo i giornali, parlavano di incidenti provaocato da autonomi, che tentavano di infiltrarsi nel corteo.
La gente che ieri è stata cacciata dal corteo, era la stessa, che quando era al potere, ha operato una politica neoliberista fatta di privatizazioni, tagli alla spesa sociale e di precarizazione del lavoro, che ha spianato la strada a quella dell'attuale governo, e soprattutto sono gli stessi che hanno bombardato la Jugoslavia, e dopo hanno votato a favore di tutti gli interventi imperialisti che ipocritamente hanno ribattezzato missioni di pace.
Questa gente deve imparare una volta per tutte quanto sia lontana da chi la ristrutturazione neoliberista della società la subisce sulla propria pelle, e che se qualcuno li vota, lo fa solo perché pensa che siano il male minore rispetto a berlusconi, non certo per simpatia o per affinità ideologica, non basta non essere al governo, per accreditarsi come alternativi a questo, se poi le proprie proposte e le proprie azioni concrete, sono simili, o addirittura identiche a quelle del governo.
É facile parlare sempre ai congressi di partito, inquadrati dalla televisione, tra folle di iscritti al partito o di militanti più o meno in buona fede, ad applaudire, purtroppo per loro, nel territorio a giurisdizione italiana, esiste anche il dissenso al nuovo consociativismo, ed alla totale condiscendenza nei confronti dei padroni e dell'imperialismo americano, mi sembra giusto che una volta tanto guesta gente faccia i conti anche con questo dissenso
del tempo ne passato, ma i ricordi restano e le delusioni anche.




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