quale dovrebbe essere l'approccio etnonazionalista al problema?
razzismo biologico
razzismo spirituale
nessun razzismo
razzismo biologico e spirituale
differenzialismo etnico "ogni popolo a casa propria"
quale dovrebbe essere l'approccio etnonazionalista al problema?
Di solito una persona la giudico dalle idee. Poi dal colore della pelle.


le idee comunque sono vincolate al dato biologico. Un negro non "pensa" come un bianco...
Inoltre quello fenotipico è il PRIMO DATO che di solito percepiamo, un dato che captiamo immediatamente, prima di fare una qualsiasi valutazione sulle idee di un individuo...
Se osserviamo qualcuno parlare, prima di tutto lo percepiamo attraverso la sua apparenza fisica, e quindi l'appartenenza etnica, solo in un secondo momento decifriamo e valutiamo le parole... In concreto, quando parla Kofi Annan, anzitutto vediamo chiaramente che è un negro africano, e quindi ci proiettiamo mentalmente al mondo della sua gente, del suo continente, e siamo pronti a valutare le sue parole attraverso questo filtro fondamentale...
Al sondaggio manca a mio parere un'opzione, quella di "tutti e due", ovvero la combinazione del dato biologico e di quello "spirituale".
saluti
Ti faccio un esempio:Originally posted by Felix
le idee comunque sono vincolate al dato biologico. Un negro non "pensa" come un bianco...
Inoltre quello fenotipico è il PRIMO DATO che di solito percepiamo, un dato che captiamo immediatamente, prima di fare una qualsiasi valutazione sulle idee di un individuo...
Se osserviamo qualcuno parlare, prima di tutto lo percepiamo attraverso la sua apparenza fisica, e quindi l'appartenenza etnica, solo in un secondo momento decifriamo e valutiamo le parole... In concreto, quando parla Kofi Annan, anzitutto vediamo chiaramente che è un negro africano, e quindi ci proiettiamo mentalmente al mondo della sua gente, del suo continente, e siamo pronti a valutare le sue parole attraverso questo filtro fondamentale...
Al sondaggio manca a mio parere un'opzione, quella di "tutti e due", ovvero la combinazione del dato biologico e di quello "spirituale".
saluti
Garibaldi, biondo occhi azzurri, sicuramente di origine longobarda,
massone, satanista e progressista: insomma marcio.
Come la mettiamo?
Altro esempio: un figlio 18enne di nostri amici: biondo occhi azzurri. Frequenta un cesso sociale e ora porta i capelli a rasta.![]()
Ricordi i dati somatici di carlo Giuliani?
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Ho votato 4.
Sono convinto che si debba tendere all'armonia e alla compenetrazione fra le dimensioni dell'essere umano.
Felix, per favore dai un'occhiata al thread "Antropologia etnonazionalista" e dicci cosa ne pensi. Ci sono questioni di un certo interesse.
Grazie.
Totila, secondo me si tratta di una falsa alternativa.
L'allogeno che viene in Europa, infatti, o si integra, abbracciando ovviamente le idee che sono a favore della sua integrazione [e quindi non certo quelle etnonazionaliste], oppure rimane fedele alla sua cultura, e quindi non ne condividerà mai altre. Pertanto, non si pone neppure il problema...
In relazione, invece, al proprio gruppo etnico, è naturale che ad essere fondamentali siano le idee rispetto al fenotipo. Ma questa distinzione, credo sia essenziale ribadirlo, vale solo all'interno del proprio gruppo etnico.
Ciao


Originally posted by Felix
le idee comunque sono vincolate al dato biologico. Un negro non "pensa" come un bianco...
Inoltre quello fenotipico è il PRIMO DATO che di solito percepiamo, un dato che captiamo immediatamente, prima di fare una qualsiasi valutazione sulle idee di un individuo...
Originally posted by Paul Atreides
Totila, secondo me si tratta di una falsa alternativa.
In relazione, invece, al proprio gruppo etnico, è naturale che ad essere fondamentali siano le idee rispetto al fenotipo. Ma questa distinzione, credo sia essenziale ribadirlo, vale solo all'interno del proprio gruppo etnico.
Ciao
Pienamente d'accordo con queste risposte. Il razzismo biologico è il presupposto del razzismo culturale. I geni danno una "predisposizione" del soggetto verso qualcosa, non la implicano necessariamente. Quindi direi che il dato biologico è necessario ma non sufficiente ad una determinata cultura.
Poi l'esempio di garibaldi o del militante di sinistra secondo me sono fuorvianti. Le caratteristiche positive generalmente riconosciute dalla ricerca razzista alla nostra razza sono quelle di una certa predisposizione alla spiritualità, alla speculazione filosofica, alla ricerca e alla creazione, all'organizzazione, al disinteresse, all'idealità...nessuno dice che debbano tradursi in una determinata idea politica.
personalemnte sono contrario ad ogni ipotesi di razzismo biologico ...io credo che posto sotto il termine "razzismo" non se ne possa nemmeno parlare tra le masse indottrinate da anni di propaganda mescolazionista ed ugualitarista pertanto preferisco parlare (come fa la Lega) di "differenzialismo entico". In pratica rifiutare le immigrazioni di massa in base al principio che ogni "differenza entica" (nazione etnica) ha un valore in sè (senza gerarchie tra razze o etnie) e deve sopravvivere e prosperare ovviamente nel proprio territorio e senza venire snaturata da immigrazioni allogene...in poche parole "ad ogni popolo la sua terra e la propria dignità etnica"...con un discorso del genere si è inataccabili ed è moralmente il più giusto..


ho votato per il "differenzialismo" (nr. 5).
Per me innanzi tutto conta ciò che realmente fa (condotta individuale).
Poi viene tutto il resto.
Cmq missàtanto che dovrò coniare un nuovo vocabolo, anche perché temo che di razze biologicamente "pure" ne siano rimaste ben poche in circolazione.
Inoltre non ho ancora potuto appurare quale sia stata mai la motivazione fondamentale che indusse Colui o Coloro che crearono ben sette razze originali, ciascuna suddivisa in altre 7 sottorazze, allorquando, con minore fatica e in più breve tempo, avrebbe/avrebbero potuto crearne una sola standardizzata o globalizzata: ovvero umani tutti altri un metro e venti, color capuccino tenue?
Mah, va a sapere come ragionò certa gente!
H.V.B.![]()
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Hans Von Buleghinen


Io sottoscrivo quanto scritto da Ciola in "Noi, Celti e Longobardi":
"Mi considero dissenziente sia dai parametri rigidamemte zoologici con cui Hitler affrontò, invero un pò grossolanamente, l'argomento, sia dal concetto troppo idealistico di razza dello spirito con cui un Evola ipotizzava una costituzione della volontà umana, prescindendo dalle leggi biologiche che pure ci sono e con le quali bisogna fare i conti".
E' un assioma necessario per elaborare una funzionale teoria della razza conforme ai principi etno-nazionalisti e tradizionalisti cui noi ci richiamiamo.
E' il meticciato che ha generato la discrasia fra razza spirituale e razza fisica.
Sono convinto che l'elemento della integrità razziale biologica rappresenti l'architrave per permettere una rigenerazione spirituale della razza sia un postulato che non osta con le concezioni delle società tradizionali.
Certo, come dice sopra Patriota, la maggior parte dei Popoli Padano-Alpini è sottoposta da 50 anni ad un vero bombardamento mediatico di stampo mescolazionista ed egualitarista. Per questo non sarebbe possibile trattare tale problema con parole che sono state bollate come il male assoluto.
Ecco pertanto che noi dobbiamo richiamarci al cosidetto "differenzialismo etnico.
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf
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