Sì, nell'interpretazione cattolica Lucifero poteva scegliere.
I calvinisti non si azzarderebbero in ogni caso a definire tale volontà inscrutabile una "colpa".


Sì, nell'interpretazione cattolica Lucifero poteva scegliere.
I calvinisti non si azzarderebbero in ogni caso a definire tale volontà inscrutabile una "colpa".




Ma va? Quindi ogni singolo angelo potrebbe liberamente decidere di darsi a qualsiasi atto depravato? Persino un VIP tipo l'Arcangelo Gabriele?
Allora ci deve essere una bella censura lassù, se l'unico ad essere stato pubblicizzato è stato il povero Lucifero... :sofico:


Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Capisco! Sono anche certo che tu comprenderai che la sua onnipotenza non sarà minimamente accresciuta dalla tua difesa. Ma non si tratta qui di sminuire o accrescere la presunta onnipotenza divina, qui si discute d’altro.
Se c’è colpa nell’uomo per aver disobbedito alla prescrizione divina, Dio stesso non può essere affrancato da una ancor più grave scorrettezza o deficienza. Poiché Egli è onnipotente e onnisciente – perlomeno così afferma la tradizione che a Genesi attinge -, il conoscere in anticipo le conseguenze della sua deliberazione di creare e di porre al centro dell’eden il germe patogeno della corruzione, lo espone senza meno all’ignominiosa accusa – ben fondata – di aver creato per proprio trastullo, per lenire - qualche autorevole esegeta sostiene - la sua inconsolabile solitudine, la stessa che dovette precedere l’epoca che ha inizio con la locuzione che apre la Bibbia: “In principio…”.
SE la Creazione è trastullo divino, noi siamo, di conseguenza, suoi burattini. E in tutto ciò non è ravvisabile alcun segno dell’amore tanto decantato in versi e odi. Ma, se ci pensi bene, neppure traccia del libero arbitrio.
Nel pretendere divino vi è un elemento ancor più scabroso e sconcio. L’uomo è creato a immagine e somiglianza divina. Non dunque uguale, non dunque perfettamente coincidente con il suo creatore. Ma se somiglianza significa per un verso affinità, per l’altro, per quanto e ciò che non è uguale all’archetipo creatore, è anche dissomiglianza, differenza. Fra il simile e il dissimile o differente si apre uno squarcio attraverso cui s’insinua la malia del conoscere (che è appunto simboleggiata dall’albero del bene e del male). L’uomo è forgiato con un’argilla ambigua che inclina verso Dio e, al tempo stesso, spinge verso una conoscenza che esilia il Theos dall’orizzonte umano. Ma questa costituzione umana è così voluta dal creatore, la sua onniscienza non poteva ignorare le nefaste conseguenze di una creazione in origine ambigua. Egli, Dio, non poteva non conoscere fin dall’origine che la malia della conoscenza avrebbe rappresentato una tentazione (simboleggiata dal serpente, anch’esso creato da Dio e posto sempre da Dio al centro dell’Eden) troppo forte perché l’uomo potesse resistervi. Di queste conseguenze è responsabile la creatura difettata o la Creazione difettosa? E se la Creazione è effigie divina, l’anomalia che si riscontra, questa deformità non è forse anch’essa emblema, vessillo e gonfalone dell’imperfezione divina? Ma se Dio è imperfetto, di che perfezione si va cianciando? Ma se Dio non è perfezione assoluta, a questo sospetto lo espone la sua opera, non forse plausibile inferire che, non esistendo l’assolutamente perfetto, neppure Dio esista? La libertà, ovvero il libero arbitrio è una concettualizzazione postuma, una lacera pezza posta a difesa delle pudende divine, non fa parte della tradizione giudaica responsabile della stesura del Pentateuco. Così pure la ribellione angelica. Neppure questa narrazione fa parte del primo nucleo scritturale ed è attinta a piene mani da un libro ritenuto, a torto o a ragione, apocrifo sia dal giudaismo che dal Cristianesimo. Non fa parte della rivelazione divina originaria ed è un’altra lacera toppa resasi necessaria per non mostrare la nudità del Re. La Tentazione, in ogni caso, sarebbe pur sempre ascrivibile al Creatore. Insomma, la creazione è decantata come opera perfetta, ma in essa aleggiava il male (simboleggiato dall’albero), la sua più fulgida creatura è avvinta dalla malia del conoscere e la tentazione incombeva sull’eden, tutto ciò già prima della caduta conseguente alla disobbedienza.
La Creazione è opera concepita con un ammorbante baco infettante e dissolutore, che non poteva non deflagrare, e di questa deflagrazione l’uomo ha diritto di chiedere conto all’unico responsabile. Ma Dio su ciò tace, non ha risposto a Giobbe, non risponde alle invocazioni che gli sono pervenute da Auschwitz. Tace perché morto, perché si è suicidato, perché è indifferente, perché è un Deus absconditus o semplicemente perché non può dar risposte colui che non esiste? Ma questa è altra storia.
«No so che farci! Attendo con pazienza che Andrea inserisca la sua dimostrazione circa l'impostura di Vittorio Messori
Grazie.»


Consiglio librario.
Questo tema, anche se poi la teologia ha fatto passi in avanti, è stato brilantemente trattato da sant'Anselmo. Potrete trovare molte delle opere del santo raccolte in questa edizione.
Opere filosofiche Anselmo d'Aosta (sant')
Credo valga la pena informarsi, prima di straparlare e dire sfondoni.


Non credi anche tu che faresti un graziosissimo omaggio se, attingendo alla tua certa luminosa luce, facessi dono di un gramo solo della tua luminescente sapienza a questi umili straparlanti e dicenti sfondoni, piuttosto che limitare il tuo autorevolissimo commento a pubblicizzare un testo di filosofia, quindi i pensieri altrui? Questo, mi pare, è un forum di discussione, son quasi certo non sia una bacheca ove pubblicizzare pensieri altrui… pertanto, sii nell’azione, non solo nel nome, quel che con tanta gloria ammanta il tuo apparire, sii ordunque un vero Cuordileone…
parlaci!
«No so che farci! Attendo con pazienza che Andrea inserisca la sua dimostrazione circa l'impostura di Vittorio Messori
Grazie.»


Ultima modifica di Cuordy; 19-10-09 alle 17:32


Trovi conferme laddove non ce n'è. Comprendo il tuo imbarazzo, ma non è da te, men che mai del nome di cui ti fregi... rinunci! Sai che il libero arbitrio ti avrebbe anche potuto suggerire di non intervenire in una discussione dove hai nulla da dire e dove il tuo autorevolissimo apporto è limitato alla pubblicità di un testo che, ne sono certo, non hai contribuito neppure per uno iota a redigere? Che si tratti di un libero arbitrio condizionato? Ma il condizionamento, allora, da che deriva? partigianeria ideologica? Non so!
Ciao
«No so che farci! Attendo con pazienza che Andrea inserisca la sua dimostrazione circa l'impostura di Vittorio Messori
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